Laika… sessant’anni di solitudine. Sola & Andata.

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Laika era una cagnolina russa, spedita nello spazio il 3 novembre 1957. Non voglio stare qui a discutere se sia stato un bene o meno (per lei sicuramente no), ma una decina di anni fa mi venne spontaneo dedicarle un monologo che purtroppo non ho mai fatto a teatro. Questi monologhi li scrivo di getto e solo quando li porto in scena li rivedo e correggo. Buona lettura.

Laika, primo cane nello spazio

SOLA & ANDATA

Mi hanno spedito quassù. M’avessero chiesto il permesso! Niente. Mi sono ritrovata su questo razzo e via. Un botto “fiummm” in cielo. Ho tutto eh? Il casco, la tuta, il cibo, che sembra quello che mi davano a casa, ma qui si apre da solo, tante lucine che si accendono e si spengono davanti, ma sono convinta che nemmeno una serve a farmi scendere. Sono passata da un rumore assordante al silenzio assoluto. Ogni tanto faccio un urlo per vedere se sono diventata sorda o no.

Ho freddo. Questa tuta è spessa ma sicuramente non avevano pensato a me quando l’hanno fatta, e soprattutto dietro non mi sta per niente bene, mi da molto fastidio. Sono sei giorni che non sento più la voce che sentivo sempre a casa. Mi dava ordini ma era una voce familiare. Lì era quasi tutto bianco, qui è quasi tutto nero, ma tanto gli altri colori non li ho mai riconosciuti. Ci sono delle scritte davanti a me, vicino al cibo che ogni giorno alla stessa ora mi si rovescia addosso, ma tanto non so leggere. Forse è un messaggio per chi mi troverà? Mi sento sola. Ho paura e fa sempre più freddo.

Oggi mi sanguina il naso e non riconosco più i pochi odori che c’erano da annusare qui dentro. Le lucine davanti a me si sono quasi tutte spente. Ne lampeggiano solo due, deboli. Non ho più fame e non capisco come mai il cibo continui ad ammassarsi davanti a me.

Oggi vedo la Terra, so che vengo da là anche se non so come sono arrivata quassù. E’ bella la terra. Adesso è come se ce ne fossero due, solo che una è più bianca e piccola. Mi sono addormentata e ho sognato che volavo nei corridoi del laboratorio e gli altri mi salutavano e Dikke cercava di mordermi come al solito. Poi volavo fuori dall’unica finestra che vedevo e il sole mi scaldava. Chissà che c’era oltre quella finestra. Sentivo odori deliziosi che non avevo mai sentito.

Ora sono sveglia ma non vedo quasi più niente. Le luci davanti a me sono tutte spente. Il cibo non esce più, ma tanto non fame. Una cosa che sembra un insetto luccicante vola davanti ai miei occhi poi se ne va attraverso il vetro, si trasforma in un’ altra cosa… non so cosa sia ma anche se è… è volata via a casa, verso la terra. Sento il suo ronzio anche se non c’è più, ma è leggermente diverso, un ronzio nuovo, che mi fa venire voglia di dormire. Ha un sapore amaro e mi riempie la testa.

Mi chiamo Laika, sono nata due anni fa nel laboratorio spaziale di Mosca. Il mio padrone era un ufficiale dell’aeronautica militare, mi accarezzava ogni volta che uscivo dal laboratorio e sono stata scelta tra otto pastori tedeschi. Non so perché sono quassù dentro questo razzo, ma sicuramente sarà per un motivo importante se hanno scelto un cane come me. Adesso ho troppo sonno. Dormo.

 

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