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Quando nasce un bimbo.

Quando nasce un bimbo, ogni famiglia, ogni regione, ogni religione, reagisce a modo suo. Da voi cosa si dice? Cosa si fa? A Firenze in genere si prende la cosa in questo modo:

“L’è nato l’è nato!” Che bello quando nasce un bambino nòvo son tutti felici, anche chi non t’ha mai cahato di striscio, se gli dici che hai fatto un bimbo, parte l’augurio automatico come fosse Natale.

Arrivano anche i regali.

Alcuni fanno comodo, come pannolini, passeggini e biberon, altri un po’ meno, come i pupazzetti di gomma da attaccare alla culla, che un bimbo di pochi giorni manco vede, magliettine della fortuna, che poi tanto all’ospedale le usano dodici secondi e poi le buttan via, oppure qualcuno arriva con il “girello”, un coso con le ròte dove il bimbo può passeggiare da sé, ma che potrà usare solo tra due anni e nel frattempo ti rimane fra ‘oglioni in mezzo al salotto e ogni notte che devi fare la nanna al bimbo, lo pigli con gli stinchi e lui ti si sveglia tra i moccoli suoi e tuoi.

Poi arrivano le solite frasi fatte:

“o quanto l’è bello!” Oh, te lo dicon tutti. Anche se somiglia a una sgommata di merda, nessuno ti dirà che l’è bruttino, magari cià l’ittero, l’occhi storti, la testa ad Alien e un naso che paion due, ma per tutti l’è bello come ì sole.

“che occhi chiari che cià! Azzurri! O da chi l’avrà preso che noi ci s’hanno tutti marroni?!”
Tutti stupìti per l’occhi azzurri, che lo sa anche ì maiale che tutti i bimbi quando nascono ce l’hanno così. Arriva la sòcera ed è convinta di aver avuto Paul Newman o Peter O’Tool (pe’ dinne due giovani) come genero, solo perché il bimbo cià l’occhi come loro. Tutte contente, come se chi nasce co’ l’occhi marroni sia sfigato e costretto a colorasseli con l’Uniposca indelebile.

E poi partono le toto-somiglianze. Già dopo trenta secondi che è sortito dall’utero, l’ostetrica ti dice che ti somiglia, anche se è tutto blu, pieno di sangue e placenta che pare un secchio di trippa andato a male. Te lo poggia su i’ viso come pe’ fatti dare un bacino, ma il bimbo urla e tira giù tutte le madonne di marmo dell’ospedale, e del bacino ti rimane solo una sbavata di sangue sulla gòta.

Ecco la zia che parte da 34 metri e subito dice che il naso è tutto della mamma. Poi il fratello del cugino irrompe prepotente e sentenzia che lo sguardo l’è tutto del babbo e farà sicuramente l’attore. (e i’ babbo si tocca i ‘oglioni pensando al su’ 730).

Ecco la sorella, che ha già calcolato il piano astrale, oroscopo, ascendente e discendente e già sa che il bimbo diventerà un pezzo grosso dell’INPS. Ha già preparato la letterina di raccomandazione per la pensione (la sua ovviamente).

Ed infine, per ultima, ecco la nonna che arriva col deambulatore e appena lo vede tra un mezzo infarto e uno scollamento della testa del femore, informa tutti che quando lei fece il su primo figlio, le tagliarono l’utero a mano con una chiave del 12 e dopo 98 ore di travaglio in mezzo a una palude, da sola col servo negro Palombo che assisteva, ci vollero 72 punti di sutura che nemmeno Rambo2 e che quindi adesso siamo fortunati se ti fanno l’epidurale. Poi s’addormenta.

Quindi arrivano gli amici e appena lo vedono, tutti, molto stupiti esclamano: “ ma… ti somiglia!” E a te verrebbe da rispondegli: “ e grazie al cazzo (appunto) l’ho fatto io, a chi deve somigliare al postino?” Cioè pare strano che tuo figlio ti somigli. Son tutti allibiti di questa strana coincidenza.

E quindi appena la carovana di amici e parenti finalmente si allontana, ti guardi il bimbo che ha smesso di piangere, te lo prendi in braccio e gli sorridi, già pensando a cose bellissime e piene di speranza come le detrazioni fiscali, l’assegno familiare e il bonus bebè con cui forse una mesata o due di pannolini potrai comprare e speri che abbia un futuro in salute, sereno e che a 16 anni venga acquistato dalla Juventus così finalmente potrai goderti la pensione…

Evviva i bimbi, evviva Lorenzo!