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Quella volta con Dario Fo e Franca Rame…

Nel 2012 ebbi la fortuna (anche assiduamente cercata devo dire) di fare uno stage di “vita” più che di teatro, con quelle due grandi persone che furono Dario Fo e Franca Rame, presso “Alcatraz” la residenza vicino Perugia dove vive Jacopo Fo. Fu un’esperienza meravigliosa di cui parlai in questo articolo.

Con Dario Fo, dopo la lezione.

Il laboratorio prevedeva anche di “aiutare”, il grande Dario, nella scrittura della sua prossima commedia, facendogli leggere qualcosa, su dei canovacci da lui proposti, con personaggi già definiti. Al volo scrissi questo testo, giocando un po’ sul politico e sociale. Il tema era quello del gioco d’azzardo legalizzato dallo stato, una piaga che a Dario dava davvero molto fastidio e che reputava una delle principali cause del dissesto finanziario delle famiglie italiane.

La commedia poi non la fece (o me la sono persa) ma il mio testo gli piacque e me lo fece interpretare sul palco con due colleghi. Fu per me un grande onore e un gran divertimento.

Buona lettura.

Durante la lettura del testo da me scritto… e come interveniva il grande Dario Fo!

 

Amedeo, ed il boss mafioso, sono andati a parlare col segretario particolare del ministro (lo stato) sulla legge varata dal ministero riguardo il divieto di istallare video poker entro 500 metri dalle scuole.

SEGR: Il ministro non può ricevervi adesso, siamo in campagna elettorale e voi mi capirete… anche una sola fotografia di un paparazzo creerebbe imbarazzo al partito.

AMEDEO: Ah mi scusi, se l’avessi saputo mi sarei messo i tacchi.

SEGR: Ma fate conto di parlare col ministro, dite pure e sarà riferito… come al solito.

BOSS: E’ molto semplice: noi vorremmo rivedere questa norma antipatica che limita fortemente la libertà del cittadino, e che la nostra onorata società vorrebbe invece rendere più libero, come mi pare ci sia anche scritto in un articolo della costituzione che ora non mi ricordo…

AMEDEO: Articolo 4 per la precisione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. (al maestro) Anche spirituale! Contento maestro?

BOSS: Insomma ci siamo capiti, questo fatto dei 500 metri è troppo, i ragazzi escono da scuola e se ne vanno a casa direttamente. E a noi chi ci pensa?

SEGR: E come si potrebbe ovviare al problema?

BOSS: Semplice, i video poker li dovete mettere dentro le scuole!

SEGR: Ma non è possibile! Non sarebbe civicamente ammissibile! I presidi, i movimenti dei genitori, la chiesa, ci sarebbero addosso!

BOSS: Poche storie! (mette mano alla cintura) Siete diventati sordi da un po’ di tempo a questa parte, con tutti questi movimenti, queste stelle, ma qui con me ho una medicina che stappa timpani e tromboni!

Amedeo mima un trombone, il Boss si volta e gli dà un’occhiataccia.

AMEDEO: Scusate non vorrei essere cacofonico ma forse potremmo trovare un accordo.

BOSS: Hmm? E sentiamo l’esperto di numeri!

SEGR: Però facciamo presto che il ministro tra poco ha la riunione alla camera.

BOSS: Avanti!

AMEDEO: Allora, se non ricordo male, il decreto ha stabilito che i video poker non possono essere istallati a meno di 500 metri dalle scuole pubbliche. Metterli dentro le scuole non è molto saggio come ha già detto il segretario. Ecco, basterebbe metterli, fuori…

BOSS: Ecco mettiamoli fuori, a 25 metri!

AMEDEO: Eh no! Non si può…

BOSS: Come non si può?! Chi l’ha detto?!

AMEDEO: A 25 metri ci sono già i distributori di merendine zuccherate e bibite gassate. I ragazzi dopo 6 ore di lezione, escono affamati. Hanno bisogno di zucchero industriale e grassi saturi. Mica glieli possiamo togliere?

BOSS: Eh no, non si può!

AMEDEO: Non si può…

BOSS: Mettiamoli a 50 metri allora!

AMEDEO: Nemmeno! Ma scusate dove vivete? Lo studente si deve svegliare, dopo pranzo ci si appisola non lo sapete? A 50 metri ci stanno i distributori di caffè! Amaro, dolce, poco dolce, troppo dolce, cappuccino, tè, alla pesca e al limone! No, a 50 metri non c’è proprio posto.

BOSS: Ma come nemmeno a 50 metri? E chi ce li ha messi proprio lì a 50 metri?

Amedeo guarda prima il boss e poi il segretario che si schernisce.

BOSS: Ho capito, li metteremo a 100 metri…

AMEDEO: Neanche per sogno!

BOSS: Cosa c’è ancora?!

AMEDEO: Ma io mi chiedo dove diavolo siete vissuti fino a ora. Su Saturno? Ma a casa vostra dopo il caffè, vi alzate da tavola e andate via? Certo che no! Glielo vogliamo far prendere un ammazzacaffè a questi benedetti ragazzi? E allora a 100 metri stanno i distributori grappa, vodka, gin e wisky! Tutti in comode boccettine da mezzo litro che ti puoi infilare in tasca e portare sempre con te, anche a scuola.

BOSS: E anche questi distributori…

AMEDEO: Qualcuno li ha fatti istallare…

Il boss e il segretario si guardano imbarazzati. Pausa…

SEGR: (timido) Che mi ricordi io a 150 metri però…

AMEDEO: Ah! Ma come segretario… Mi meraviglia! Fu proprio lei a portare al ministro la proposta per istallare proprio a 150 metri quei bei distributori di sigarette che a qualsiasi ora del giorno e della notte sputano pacchetti e pacchettini a grandi e piccini…

SEGR: No, per i minori, ci vuole il codice fiscale che…

AMEDEO: (ride) Ci ho mandato mia nipote, ha quattro anni, nemmeno il resto mi ha portato! (al boss) E poi dopo l’ammazzacaffè cosa c’è di meglio di una bella sigarettina? Lo studente si dovrà rilassare il cervello o no?

BOSS: (conta su una mano) Comunque mi pare che con questo sono tutti, a meno che non mi sia dimenticato di aver fatto istallare anche distributori di puttane…

AMEDEO: No, quelle ancora non si sono viste.

BOSS: Quindi?

AMEDEO: Quindi dopo attente analisi di mercato, dopo aver vagliato le varie libertà che il cittadino è in diritto di avere e che mai ci permetteremo di infrangere, posso dire dopo attenti calcoli, che i video poker possono essere istallati a…

Il segretario e il boss attendono trepidanti.

SEGR/BOSS: Ehhh?

AMEDEO: A non meno di 200 metri!

BOSS/SEGR: Olèèèè! (fanno la ola)

AMEDEO: Così finalmente lo studente, dopo che ha avuto la libertà di mangiare, bere, tirarsi su, stordirsi, e ritirarsi su, potrà finalmente avere anche il diritto di divertirsi in santa pace con una bella partita a video poker! E magari dopo che ha finito quei due soldi che gli erano rimasti, potrà abbracciare… suo padre che sta giocando alla macchinetta accanto! Con cui condividerà la gioia del gioco, un gioco che ricordiamolo, come dice la tv e un gioco “responsabile”. Ed infatti lo stato farà in modo che padri e figli giochino responsabilmente insieme come una vera famiglia felice!

BOSS/SEGR: Olleeeeee (rifanno la ola).

AMEDEO: Se poi legalizzerete anche l’eroina, a 250 metri c’è una piazzol…

BOSS: Per adesso può bastare così! E se qualcuno farà storie… basta dare altre 2000 concessioni online e da casa con due clik, si aprono tutti i siti delle libertà.

AMEDEO: Già, evviva, le case delle libertà! Evviva!

 

Una settimana ad Alcatraz…

Sono tornato da un pò di tempo dalla Libera università di Alcatraz, vicino Gubbio, un posto un po’ sperduto sulle colline umbre.

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Ho fatto uno stage con Dario Fo e Franca Rame, due protagonisti del teatro mondiale, che oltre a circa 70 commedie, hanno generato un figlio, Jacopo, anch’esso scrittore e attore (ha pubblicato circa 40 libri di ogni genere) che dal 1981 gestisce insieme a tanti validi collaboratori, questa specie di albergo/scuola/rifugio/ospedale per la mente che è Alcatraz. A dispetto del nome, qui non ci sono prigioni, tutto è visitabile e tutto è colorato, anche i bagni, le rocce, gli alberi, le nuvole, basta immaginarsele.

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Appena arrivato l’accoglienza è stata subito gradevole. Il costo dello stage comprendeva anche alloggio e pensione completa dal 14 al 20 dicembre, 6 giorni tutto incluso per una cifra che per chi non se lo poteva permettere, presentando i documenti necessari, poteva avere anche uno sconto sul costo totale.

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Jacopo Fo e sua moglie Eleonora ci hanno accolto subito durante la cena, che si consuma tutti insieme, a buffet in lunghe tavolate dove si chiacchiera e ci si conosce. Durante la settimana non c’è stata volta che non mi sia riempito lo stomaco a dismisura. La cucina tutta biologica, è eccezionale. Io che sono vegetariano non mi sono mai trovato in difficoltà per la scelta culinaria. Verdure, cereali, legumi, pasticci di qualsiasi cosa erano sempre disponibili in quantità. Pane, panini e olio tutto rigorosamente di produzione propria accompagnavano il tutto. Anche Dario e Franca hanno sempre mangiato con noi, disponibilissimi a foto, autografi, piccole chiacchierate.

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Lo stage era composto da letture del nuovo testo teatrale di Dario e Franca che a turno provavamo sotto l’attenta regia di Dario. Franca invece faceva provare due suoi monologhi: “Il risveglio” e “Lo stupro”, quest’ultimo pezzo molto emozionante e triste per l’argomento trattato. Alcune colleghe si sono cimentate nel rifarlo e tanto di cappello per il coraggio.

E’ stato veramente emozionante farsi dirigere da un attore così navigato come Dario Fo. A 86 anni a volte aveva momenti di stanchezza ma bastava pochissimo per fare una battuta fulminante, una risata cristallina, un gramelot spiazzante.

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Ed era altrettanto bello sentire come ancora queste due persone lottino per degli ideali, per un futuro, per svegliarci, per continuare a fare spettacoli non solo “divertenti” ma che contengano un messaggio, delle informazioni utili per far riflettere la gente, per non tornare a casa ed aver fatto solo qualche risata, ma per discutere, rielaborare, collaborare. Ed infatti Dario ci ha chiesto proprio delle idee per dare un finale alla sua prossima commedia “Il baratro è aperto, accomodatevi” dove si parla di video poker, slot machines e gioco d’azzardo legalizzato e supportato dallo stato, che prima di ammala di ludopatia e poi ti vuole curare. Durante le lezioni abbiamo dato ampio margine (forse un po’ troppo) a discussioni politiche ma erano doverose, anche se qualcuno si sarà un po’ annoiato (specie quelli più giovani che erano moltissimi).

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Quando Dario e Franca erano stanchi Jacopo ci ha fatto provare dei testi nostri, aiutandoci a migliorarli. C’erano anche lezioni di tai chi chuan, danza del ventre, musicoterapia, cartomanzia, e la mia preferita: Wazzu, cioè rilassamento e massaggi nella piscina con acqua calda, dove due istruttori ci coccolavano e ci insegnavano ad autococcolarci sott’acqua. Dopo pranzo ero fisso li dentro a lessarmi per un oretta e mezzo.

Ecco se devo fare una critica a questo stage, è solo in questo senso, cioè che per essere ammessi veniva chiesto un CV, cioè veniva fatta una selezione, ma a questo punto non so su quali basi verteva la selezione, visto che moltissimi colleghi erano proprio alle prime armi, addirittura c’erano persone che nemmeno recitavano o facevano regia, e quindi durante le prove a tavolino, abbiamo perso molto tempo per far provare , giustamente, anche chi non aveva nessuna esperienza come attore/attrice. Ma vabbè, il materiale umano era molto vario e questo ha contribuito a mantenere il clima molto sereno e gioviale, però magari potevano specificare che il corso era aperto a tutti e non solo a chi voleva migliorarsi come professionista o semi-professionista.

Purtroppo il tempo non è stato bellissimo a parte l’ultimi due giorni che ho usato per fare una bella passeggiata nei boschi e respirare ancora di più aria buona e sana. Insomma un’esperienza davvero ricca e emozionante. Mi è dispiaciuto andarmene ma tornerò sicuramente a primavera magari, per vedere il paesaggio colorato e ancora più vivo e magari incontrare qualche animaletto del bosco, ma niente paura, anche se venissero i lupi…

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Qualcuno veglia sempre su di noi!

Un grazie a tutti i colleghi e a tutti i collaboratori di Alcatraz.
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