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Categoria: utilità

Quella volta con Dario Fo e Franca Rame…

Nel 2012 ebbi la fortuna (anche assiduamente cercata devo dire) di fare uno stage di “vita” più che di teatro, con quelle due grandi persone che furono Dario Fo e Franca Rame, presso “Alcatraz” la residenza vicino Perugia dove vive Jacopo Fo. Fu un’esperienza meravigliosa di cui parlai in questo articolo.

Con Dario Fo, dopo la lezione.

Il laboratorio prevedeva anche di “aiutare”, il grande Dario, nella scrittura della sua prossima commedia, facendogli leggere qualcosa, su dei canovacci da lui proposti, con personaggi già definiti. Al volo scrissi questo testo, giocando un po’ sul politico e sociale. Il tema era quello del gioco d’azzardo legalizzato dallo stato, una piaga che a Dario dava davvero molto fastidio e che reputava una delle principali cause del dissesto finanziario delle famiglie italiane.

La commedia poi non la fece (o me la sono persa) ma il mio testo gli piacque e me lo fece interpretare sul palco con due colleghi. Fu per me un grande onore e un gran divertimento.

Buona lettura.

Durante la lettura del testo da me scritto… e come interveniva il grande Dario Fo!

 

Amedeo, ed il boss mafioso, sono andati a parlare col segretario particolare del ministro (lo stato) sulla legge varata dal ministero riguardo il divieto di istallare video poker entro 500 metri dalle scuole.

SEGR: Il ministro non può ricevervi adesso, siamo in campagna elettorale e voi mi capirete… anche una sola fotografia di un paparazzo creerebbe imbarazzo al partito.

AMEDEO: Ah mi scusi, se l’avessi saputo mi sarei messo i tacchi.

SEGR: Ma fate conto di parlare col ministro, dite pure e sarà riferito… come al solito.

BOSS: E’ molto semplice: noi vorremmo rivedere questa norma antipatica che limita fortemente la libertà del cittadino, e che la nostra onorata società vorrebbe invece rendere più libero, come mi pare ci sia anche scritto in un articolo della costituzione che ora non mi ricordo…

AMEDEO: Articolo 4 per la precisione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. (al maestro) Anche spirituale! Contento maestro?

BOSS: Insomma ci siamo capiti, questo fatto dei 500 metri è troppo, i ragazzi escono da scuola e se ne vanno a casa direttamente. E a noi chi ci pensa?

SEGR: E come si potrebbe ovviare al problema?

BOSS: Semplice, i video poker li dovete mettere dentro le scuole!

SEGR: Ma non è possibile! Non sarebbe civicamente ammissibile! I presidi, i movimenti dei genitori, la chiesa, ci sarebbero addosso!

BOSS: Poche storie! (mette mano alla cintura) Siete diventati sordi da un po’ di tempo a questa parte, con tutti questi movimenti, queste stelle, ma qui con me ho una medicina che stappa timpani e tromboni!

Amedeo mima un trombone, il Boss si volta e gli dà un’occhiataccia.

AMEDEO: Scusate non vorrei essere cacofonico ma forse potremmo trovare un accordo.

BOSS: Hmm? E sentiamo l’esperto di numeri!

SEGR: Però facciamo presto che il ministro tra poco ha la riunione alla camera.

BOSS: Avanti!

AMEDEO: Allora, se non ricordo male, il decreto ha stabilito che i video poker non possono essere istallati a meno di 500 metri dalle scuole pubbliche. Metterli dentro le scuole non è molto saggio come ha già detto il segretario. Ecco, basterebbe metterli, fuori…

BOSS: Ecco mettiamoli fuori, a 25 metri!

AMEDEO: Eh no! Non si può…

BOSS: Come non si può?! Chi l’ha detto?!

AMEDEO: A 25 metri ci sono già i distributori di merendine zuccherate e bibite gassate. I ragazzi dopo 6 ore di lezione, escono affamati. Hanno bisogno di zucchero industriale e grassi saturi. Mica glieli possiamo togliere?

BOSS: Eh no, non si può!

AMEDEO: Non si può…

BOSS: Mettiamoli a 50 metri allora!

AMEDEO: Nemmeno! Ma scusate dove vivete? Lo studente si deve svegliare, dopo pranzo ci si appisola non lo sapete? A 50 metri ci stanno i distributori di caffè! Amaro, dolce, poco dolce, troppo dolce, cappuccino, tè, alla pesca e al limone! No, a 50 metri non c’è proprio posto.

BOSS: Ma come nemmeno a 50 metri? E chi ce li ha messi proprio lì a 50 metri?

Amedeo guarda prima il boss e poi il segretario che si schernisce.

BOSS: Ho capito, li metteremo a 100 metri…

AMEDEO: Neanche per sogno!

BOSS: Cosa c’è ancora?!

AMEDEO: Ma io mi chiedo dove diavolo siete vissuti fino a ora. Su Saturno? Ma a casa vostra dopo il caffè, vi alzate da tavola e andate via? Certo che no! Glielo vogliamo far prendere un ammazzacaffè a questi benedetti ragazzi? E allora a 100 metri stanno i distributori grappa, vodka, gin e wisky! Tutti in comode boccettine da mezzo litro che ti puoi infilare in tasca e portare sempre con te, anche a scuola.

BOSS: E anche questi distributori…

AMEDEO: Qualcuno li ha fatti istallare…

Il boss e il segretario si guardano imbarazzati. Pausa…

SEGR: (timido) Che mi ricordi io a 150 metri però…

AMEDEO: Ah! Ma come segretario… Mi meraviglia! Fu proprio lei a portare al ministro la proposta per istallare proprio a 150 metri quei bei distributori di sigarette che a qualsiasi ora del giorno e della notte sputano pacchetti e pacchettini a grandi e piccini…

SEGR: No, per i minori, ci vuole il codice fiscale che…

AMEDEO: (ride) Ci ho mandato mia nipote, ha quattro anni, nemmeno il resto mi ha portato! (al boss) E poi dopo l’ammazzacaffè cosa c’è di meglio di una bella sigarettina? Lo studente si dovrà rilassare il cervello o no?

BOSS: (conta su una mano) Comunque mi pare che con questo sono tutti, a meno che non mi sia dimenticato di aver fatto istallare anche distributori di puttane…

AMEDEO: No, quelle ancora non si sono viste.

BOSS: Quindi?

AMEDEO: Quindi dopo attente analisi di mercato, dopo aver vagliato le varie libertà che il cittadino è in diritto di avere e che mai ci permetteremo di infrangere, posso dire dopo attenti calcoli, che i video poker possono essere istallati a…

Il segretario e il boss attendono trepidanti.

SEGR/BOSS: Ehhh?

AMEDEO: A non meno di 200 metri!

BOSS/SEGR: Olèèèè! (fanno la ola)

AMEDEO: Così finalmente lo studente, dopo che ha avuto la libertà di mangiare, bere, tirarsi su, stordirsi, e ritirarsi su, potrà finalmente avere anche il diritto di divertirsi in santa pace con una bella partita a video poker! E magari dopo che ha finito quei due soldi che gli erano rimasti, potrà abbracciare… suo padre che sta giocando alla macchinetta accanto! Con cui condividerà la gioia del gioco, un gioco che ricordiamolo, come dice la tv e un gioco “responsabile”. Ed infatti lo stato farà in modo che padri e figli giochino responsabilmente insieme come una vera famiglia felice!

BOSS/SEGR: Olleeeeee (rifanno la ola).

AMEDEO: Se poi legalizzerete anche l’eroina, a 250 metri c’è una piazzol…

BOSS: Per adesso può bastare così! E se qualcuno farà storie… basta dare altre 2000 concessioni online e da casa con due clik, si aprono tutti i siti delle libertà.

AMEDEO: Già, evviva, le case delle libertà! Evviva!

 

Cerchi lavoro? Ecco le nuove proposte dalla rete…

Cerchi lavoro? Non ti piace fare 8 ore filate in fabbrica per 900 euri al mese ma con gli straordinari obbligatori? Hai bisogno di un reddito extra per fare il pieno alla tua Ferrari F 40 che ti ha regalato Babbo Natale? I tuoi sette figli avuti da tre mogli diverse reclamano l’eredità prima del previsto? Niente paura, con un minimo di impegno, ecco a voi qualche suggerimento per rendere la vostra vita più agiata (forse).

 

Super Market Influencer

Si apposta accanto agli scaffali dei prodotti alimentari nei supermarket e appena un cliente si avvicina e prende qualcosa, gli elenca le malattie mortali che lo perseguiteranno se si azzarda anche solo a assaggiare quell’alimento.

Se il cliente è sempre indeciso, il Market Influencer, passerà in rassegna il totale, in grammi, dei grassi saturi, olio di palma, parabeni, coloranti, aspartame, conservanti, putrescina, cadaverina, adrenalina, formalina e dio[scusate il termine]ssina, che l’alimento contiene. Se ancora il cliente osasse perseverare nell’acquisto dell’alimento tossico, al Market influencer non resterà che sfoderare la sua personale phava biologica e metterla a confronto con quella del discount.

 

 

Il risponditore di banalità.

E’ un lavoro di appostamento. Nel caso di una partita importante, si mette dietro la troupe televisiva e interviene appena il giornalista fa le seguenti domande molto intelligenti:

“È stata una partita difficile? Si aspettava questo risultato? Sul 6 a 0 ha pensato di fare un elicottero con la nerchia rivolto alla curva avversaria?”

In caso di un assassinio invece, appena il giornalista incrocia il vicino di casa:

“Che persona era? L’ha mai sentito minacciare la gente? Quando picchiava i micini appena nati col DAS, bestemmiava il Cristo Re?”

Al Team Manager della Ferrari dopo un gran premio: “È stato difficile vincere? Che strategia userete per vincere la prossima gara? Che succede se a Vettel gli viene la diarrea durante la gara?”

Ad un politico dopo una elezione: “Chi è uscito vincitore da queste elezioni? Si aspettava un risultato simile? Perché, non torna a coltivare lombrichi su misura?”

Alle celebrazioni del 1° maggio ad un sindacalista: “I giovani sono la risorsa per il futuro? Cosa direbbe ad un giovane che è andato all’estero a lavorare? Perché i sindacati non si stanno togliendo un dito di culo da decenni?”

Alle celebrazioni del 25 aprile ad un politico: “C’è ancora bisogno di unità nazionale? Quali sono i nuovi fascismi? Il prosciutto cotto è veramente fascista come diceva Nuti?”

A Miss Italia subito dopo l’incoronazione: “Adesso si apriranno nuove opportunità per te, cosa ti piacerebbe fare? Te l’aspettavi? È stato difficile evitare le unghie della seconda classificata mentre ti abbracciava facendo finta di essere contenta per te?”

Ad un bambino appena rimasto orfano di entrambi i genitori: “Come stai? Pensi che ti mancherà più mamma o più papà? Perché non prendi quel nano da giardino in ghisa e me lo batti sul capo così la smetto?”

Ad un attore dopo un monologo di un ora e mezzo: “Ma come fa a ricordarsi tutte quelle parole? Non si annoia a dire sempre le stesse cose ogni sera? I baci in televisione sono veri? E le scorregge?”

 

Lo scopritore di Youtuber.

Fiuta con grande professionalità, i peggio dementi del web, ma con tantissimi altrettanti dementi che lo seguono, in modo da proporlo, come fenomeno da baraccone, per compleanni, matrimoni, convention, fiere&sagre, esecuzioni sommarie. L’immenso numero di visualizzazioni, di clik, di  condivisioni, di commenti e querele, potrebbero far diventare ricchissimo lo scopritore di youtuber, ma il ricavato di tutto ciò, se lo incasserà Google, quindi allo scopritore rimarrà giusto il denaro per pagarsi lo psicologo. Ma in definitiva è sempre un lavoro che se fatto con passione e abnegazione dà le sue soddisfazioni.

 

Il ritoccatore di web modelle su Facebook.

Visto il numero spropositato di selfie che ogni giorno le proprietarie di profili facebook si fanno, se cerchi lavoro e hai le capacità giuste (quindi basta che hai il pollice opponibile) potresti diventare “Ritoccatore” (non pensate male, maiali). Il ritoccatore, interviene quasi sempre per smussare la bocca, detta in gergo professionale, “a culo di gallina”. Questa malformazione voluta, purtroppo si manifesta in quasi tutti i selfie e con l’andare del tempo tocca chiamare il chirurgo plastico, quello vero.

Il ritoccatore interviene anche per togliere da dietro la foto “sexy”, scaldabagni che perdono, neonati che poppano, sorelline basite, incidenti mortali, corpi carbonizzati, navi che affondano, Brosio.

In certi casi particolari, il ritoccatore ha bisogno di una figura di supporto, quindi se cerchi lavoro potresti fare lo “smussatore di profili”, cioè colui che vista la foto “sexy” della web modella, e non trovandola delle giuste proporzioni, si adopera per tagliare fette di trippa, cosciotti, spalla, lombi, piede dell’atleta, gomito del tennista, alluce valgo, gotta. Chiede l’impegnativa del medico, sennò tocca pagare il ticket maggiorato per dementi virtuali.

Per oggi è tutto amici del blog, fate tesoro di queste informazioni e se amate essere “money slave”, donate, donate e donate! Che il blog ha sempre bisogno di benefattori. Grazie.

Donazione

Guadagnare col Cashback… un piccolo risparmio nel tempo.

Si può guadagnare col Cashback? Sì, ma con molta pazienza.

Cosa è il Cashback?

E’ un “ritorno di denaro” (brutalmente tradotto) che ti viene riconosciuto quando compri qualcosa online oppure fisicamente andando nei negozi che aderiscono a quel particolare circuito commerciale. E’ una piccola percentuale che varia dallo 0,5% al 20% (rari ma li ho visti e sfruttati), che ti permette di arrotondare la spesa che stai facendo, perché nessuno vi regala niente ovviamente. Il “guadagno” è solo una minor spesa, una piccola cifra che ti viene rimborsata al raggiungimento di una certa somma che in genere si aggira sui 50 euro.

Quindi, ad ogni acquisto, una piccola percentuale della somma spesa, va a sommarsi al vostro cashback e una volta raggiunti i 50 euro, puoi decidere di farti fare un bonifico.

Come si attiva:

E’ semplicissimo. Prima di fare il vostro acquisto, per ottenere la percentuale che vi spetta, dovete entrare nel sito del partner, passando dalla pagina del cashback. Per aiutarvi in questo, c’è un comodo plugin (qui quello per chrome) (qui quello per firefox) che automaticamente vi avverte quando il sito dove siete, è partner di qualche cashback. Vi apparirà un popup non invasivo con la percentuale riconosciuta. 

Ve ne illustrerò brevemente tre, che sto usando attualmente in contemporanea, potendolo fare, e anche perché alcuni rivenditori non hanno le stesse offerte oppure hanno percentuali di ritorno diverse, e quindi a seconda dell’oggetto che sto acquistando, attivo un cash back piuttosto che un altro.

BUYON 

Cashback con Buyon

Piattaforma che raccoglie tra i suoi partner 388 marchi e negozi online di massa come Groupon, Lastminute, Booking, Zalando, E-price e tanti altri. Alcuni, tipo Italo, elargiscono il Cashback non a percentuale ma con un fisso di 0,95 centesimi per ogni biglietto acquistato, che può essere poco se si acquista un biglietto Napoli-Torino, ma in proporzione è un bel po’ se si compra un Roma-Firenze low cost.

La pecca di questa piattaforma di cashback è che spesso anche dopo molti giorni dall’acquisto, ti chiedono la mail di conferma dell’esercente con la data e il costo del bene acquistato. Se sei uno che tiene tutte le mail per decenni, nessun problema, ma se ogni settimana fai pulizie, può capitare che qualche cashback se lo perdono per strada. Mi hanno fatto innervosire più volte a causa di questa faccenda, ma molto dipende anche dall’esercente che gli consegna i dati.

Se lo fa dopo mesi, o non lo fa e tu vuoi il cashback, sta a te l’onere della prova, quindi non buttate mai la mail di conferma del vostro acquisto. Se gliela invii, nessun problema, i soldi vengono sommati al tuo conto per la fatidica meta dei 50 euro.

Per ogni amico che portate nel circuito ti vengono accreditati 5 euro, che riscuoterai al momento che l’amico avrà fatto i suoi primi acquisti ovviamente. Insomma provare non costa niente, il tutto ti prende pochi minuti per iscriverti e due clik in più quando acquisterai. Se vuoi entrare su buyon vai qui e iscriviti.

 

BESTSHOPPING

Cashback con Bestshopping

Molto simile a buyon, stesse caratteristiche, quasi gli stessi partner iscritti, ma le percentuali variano da negozio a negozio anche se la concorrenza si vede e anche per qualche centesimo di percentuale, spesso le loro offerte sono migliori di buyon.

Anche il sito è un po’ più curato e si può aumentare il proprio livello da gattino a leone, in base agli acquisti generati e  il cashback varia a variare del livello. Anche qui si può portare un amico per ottenere 5 euro di bonus se l’amico compra entro 6 mesi un tot di beni o servizi. Potete invitare pure un negozio intero ad affiliarsi. In questo caso, quando comprerete da quel negozio otterrete il massimo di cashback (livello leone) ma solo per quel negozio.

I vari livelli che puoi raggiungere in Bestshopping

Pagano quando si raggiunge la somma di 40 euro. Si può riscuotere sia su conto corrente, paypal o in buoni Amazon (preferibili se comprate lì, perché non ci sono costi e sono pure esentasse).

Per affiliarvi cliccate qui: https://it.bestshopping.com/guadagna_comprando.html?u=garby&utm_source=mailamico

oppure se avete un negozio interessato ad entrare come partner…

https://it.bestshopping.com/merchant-landing-page/index.html?u=8714167

Per l’assistente digitale che automaticamente vi avverte se il sito dove state per comprare ha il cashback, andate qui https://it.bestshopping.com/cashback-alert-extension.html

Buyon e Bestshopping sono due siti di cashbak che funzionano solo online. Ma ce ne sono molti altri che operano anche con negozi fisici e uno di questi con cui mi sto trovando molto bene e che ha un sito veramente curato è Lyoness.

Cashback con Lyoness

Lyoness meriterebbe un articolo a parte perché dentro di se contiene anche una rete commerciale Lyconet che dà ottime offerte di lavoro con una vera e propria carriera professionale, ma non è questo l’articolo giusto per parlarne e quindi mi limiterò a descrivervi il cashback.

Lyoness è immensa, raccoglie partner da tutto il mondo. Forse le percentuali sono lievemente inferiori rispetto ai due sopra citati ma ha moltissimi negozi fisici dove esibire la tessera e accumulare Shopping Points (SP) da usare come sconti futuri o per offerte riservate solo ai possessori di SP, oltre ovviamente al cashback che viene accumulato e poi richiesto al raggiungimento di soli 10 euro, direttamente in conto corrente.

La comoda card Lyoness

Lyoness in rete lo trovate anche come Cashback world e scaricando la sua app che funziona egregiamente: imposti raggio d’azione, tipo di negozio convenzionato, online o fisico e te li visualizza con tutti i dettagli, mappa compresa. Non resta che avviarsi e comprare quello che serve, o farsi una bella cena in un ristorante in elenco, il tutto semplicemente mostrando il codice a barre sullo smart phone.

Ho testato più volte i negozianti che aderiscono a questo circuito e sono entusiasti, perché con questo facile metodo si sono fatti un’ottima pubblicità attirando una clientela che non conosceva il loro negozio. Lyoness è un passaparola che vi dà un guadagno. Potete iscrivervi gratuitamente e aggiungere fino a due amici “sotto” di voi da cui avrete lo 0,5% dei loro acquisti per sempre.

In modalità carriera Lyconet li avrete,  invece, da TUTTI quelli che si iscriveranno sotto di voi e le cifre cominceranno a diventare veramente importanti. Come ho anticipato prima, c’è gente che ha abbandonato il proprio lavoro e adesso fa questo. Ovviamente non è semplice convincere la gente che Lyconet può essere un metodo di guadagno valido, ma le premesse sono ottime.

Se volete iscrivervi andate qui https://www.lyoness.com/it se volete entrare a far parte della mia “linea” invece mandatemi la vostra mail e farò tutto io. A voi non cambia nulla, ma magari vi posso avvertire quando ci sono offerte vantaggiose oppure per qualche incontro informativo per chi fosse curioso per la “carriera” in Lyconet, e poi almeno mi date una mano a sostenere questo blog, che non fa mai male.

 

Per oggi è tutto col cashback, buoni acquisti e occhio agli sconti!

Come evitare le telefonate fastidiose… Tipo quelle di Telecom.

Quante telefonate fastidiose ricevete al giorno? Io tante, quindi mi è venuta un’idea gioiosa!

Ma sì, facciamo fare due risate a queste povere lavoratrici dell’est che hanno tanto bisogno di un sorriso!

In questo video fatto al volo, un piccolo esempio di come rendere la loro vita più felice e il loro lavoro più gradevole.

Lo capiranno che rompono gli zebedei? Lo capiranno che le loro telefonate fastidiose servono solo a NON fare un abbonamento con loro?

Chi lo sa…

Scriviamoci sopra… Editoria a pagamento ovunque.

Le tre cose che si devono fare nella vita per essere “completi”, disse qualcuno (ora non mi ricordo chi) sono: fare un figlio, piantare un albero e scrivere un libro.

La cosa più ardua delle tre è sicuramente la terza. Non parlo della scrittura materiale di un libercolo che con un po’ di fantasia e nozioni elementari di ortografia, tutti più o meno sono in grado di farlo. Non si contano i libri usciti con auto pubblicazione per poi finire nelle case di parenti, amici e colleghi di lavoro, i quali non vedevano l’ora di leggere le gesta “incredibili” dell’autore.

Ogni scrittore pensa sempre che la propria vita sia così interessante e piena di aneddoti incredibili che non possa rimanere solo nella sua testa. Deve essere pubblicata. E così assistiamo all’invasione delle biografie, dei romanzi fantastici, dei racconti da “una storia vera” a raccolte di poesie improbabili funeste e ridicole, come quelle che mandai a “Viaggi di versi” (Poeti e Poesia) col falso nome di “Gabetti” da cui questo blog prese il nome. Per chi non avesse visto cosa successe, toglietevi pure la curiosità da questo link.

Ma anche ci vi scrive ha pensato la stessa cosa e su suggerimento di Alessandro Benvenuti che non ne poteva più di ascoltare i miei aneddoti strani mentre si viaggiava in tournée, mi disse spazientito: “Ma mettili tutti insieme e scrivici un libro no?” Non sapeva il povero regista, che di lì a poco, gli sarebbe arrivato davvero il libro che ho pubblicato con Officine editoriali e che chiamai “Le faremo sapere. Quindici anni di provini in giro per l’Italia”. L’ho auto pubblicato (gratis) pure su Booksprint edizioni e ilmiolibro.it da cui se volete potete acquistarlo a prezzi diversi a seconda delle edizioni e della copertina. Evitai con notevoli difficoltà l’editoria a pagamento che mi veniva sempre proposta.

Da questo racconto ad episodi, nacque anche uno spettacolo teatrale “Le faremo sapere” che andò in scena al teatro Agorà e al teatro dei Satiri, con un buon successo di pubblico.

Le faremo sapere

Fine della marchetta. Ora passiamo a raccontare cosa mi è successo stamani.

Qualche giorno fa ricevo questo messaggio su Facebook:

“Buonasera. Sono Matteo Xxxx, responsabile della comunicazione di un’importante casa editrice nazionale. Ho notato su internet il suo testo, e sarei interessato ad approfondire con lei il discorso in funzione di un’eventuale pubblicazione presso la nostra CE, attraverso la quale lei – come autore – farebbe il “salto” nell’editoria che conta. Se mi fornisce un suo recapito telefonico (fisso o mobile), provvedo a contattarla nel più breve tempo possibile. Ringraziandola per l’attenzione, le porgo distinti saluti.”

Non mi era mai capitato che un editore mi cercasse così. In passato quando promuovevo da solo il mio libro, mi arrivavano le solite offerte di auto-pubblicazione a pagamento, le solite proposte di acquisto copie con tanti complimenti al “romanzo” e via dicendo, ma erano in genere per telefono e su iniziale mia richiesta di contatto. Questa volta invece un po’ ci ho creduto devo dirlo. Che ci sia ancora un editore che vede un possibile guadagno in un autore emergente e ci investe? Sentiamo cosa ha da dirmi e vediamo questo “salto” quanto è lungo. Prendiamo appuntamento per stamani alle 11:30.

Mi chiama puntualissimo e comincia a sciorinare le qualità della casa editrice per cui lavora: la Leone editore. Facendo ricerche in rete vedo che non se ne parla male, dicono che è a “doppio binario” cioè pubblica sia normalmente sia con editoria a pagamento e comincio a crederci ancora di più. Mi dice di probabili contratti pluriennali per una serie di libri che potrei scrivere per loro… e ci credo sempre di più. Mi dice che pensano loro a tutte le spese di pubblicazione, impaginazione, correzione di bozze, copertina, caffè ammazzacaffè e torta della nonna…

Mi riempie di belle notizie per circa dieci minuti, fitte fitte, poi… (riassumo):

“Però per riuscire al meglio con questo progetto, chiediamo un contributo per i nostri promotori che andranno nelle librerie e promuoveranno il suo libro. Loro sono già pagati da noi per portare le novità mensili ai librai, però per stare quel quarto d’ora in più a parlare del suo libro, devono essere pagati a parte e a questo deve pensarci l’autore.”

“Ma non è che ora si arriva alla solita editoria a pagamento?”

“Ma ci mancherebbe altro, noi chiediamo solo un contributo per la promozione”.

“E quanto sarebbe?”

“Bè si parte da 4000 euro + iva, per tutti i dieci anni di contratto.”

“Accidenti due bruscolini proprio. O sono una valanga di promotori oppure solo uno ma pagato benissimo. Avete bisogno di promotori?” gli rispondo allibito. “Ma questo investimento a me, che garanzie dà? Se le copie poi non si vendono io ho buttato più di 4000 euro…”

“Ma no, le copie quasi sicuramente verranno vendute tutte perché le mettiamo nelle catene più famose e bla bla bla bla bla…”

“Ma allora se siete così sicuri di venderle, questi promotori li posso pagare DOPO che hanno fatto la promozione col ricavato dei libri venduti no? Anche a me pagano a 60 giorni se va bene, a 90.. addirittura ho da avere dei soldi da sei mesi, quindi che problema c’è?”

“Eh no, magari fosse così facile, loro li vogliono prima…”

“Chiamali scemi eh? Guardi, mi sa che non ci siamo capiti. Voi avete cercato me, quindi se davvero credete che il mio libro possa vendere, io lo riscrivo pure, vi mando il pdf completo e lo valutate.”

“Eh ma sa per leggerlo ci sono dei costi per i nostri collaboratori, devono fare le schede di valutazione ecc ecc…”

“Ma non mi aveva detto che il mio libro era già interessante per la pubblicazione?”

“Sì però con la distribuzione… insomma.. vabbè ho capito che non è interessato mi sa…”

“Se volete posso farvi da lettore se vi servono. Sono abbastanza critico ed economico volendo…”

“Si ci mandi una mail. Le faremo sapere.”

“Non mancherò. Buona giornata.”

Fine di un’altra storia triste… senza “salto nell’editoria che conta”.

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Peek! Storia di una zanzara. Soggetto per lungometraggio animato…

Si accettano consigli e suggerimenti. La mia idea era di fare un cartoon su un protagonista “negativo” come la zanzara che tutti odiamo e di renderla simpatica e “buona”. Ancora non esiste (che io sappia) un cartoon con protagoniste le zanzare. Se un produttore legge questo soggetto e fosse interessato, gli scrivo la sceneggiatura in 2 settimane, promesso!

Buona lettura.

 

Qual è l’insetto più fastidioso che esiste? Chi tiene sveglie milioni di persone ogni notte, soprattutto d’estate?

la zanzara…

Perché le zanzare esistono? Se ne potrebbe fare a meno? Come mai si nutrono di sangue e quando lo fanno ci lasciano addosso quei fastidiosi bubboni che prudono? E perché ci ronzano nelle orecchie proprio mentre stiamo per addormentarci nel buio della notte? Alzi la mano chi vorrebbe sterminarle tutte in un sol colpo…
Calma, calma. Vedrete che alla fine di questo film, le zanzare vi staranno simpatiche, perché a tutte queste domande ci sarà risposta… Come?

…basta andare a vedere cosa succede a Plasmaville! Una comunità matriarcale che vive dentro un copertone di una ruota in mezzo ad un campo, dove ogni mese viene eletta una nuova regina, perché purtroppo (per loro) sono proprio trenta i giorni di vita di una femmina. Quasi la metà sono invece quelli di un maschio e quindi in quei pochi giorni deve nascere, farsi adulto e se è abbastanza in gamba può entrare a far parte dei… “Ronzatori!” la squadra d’élite in cui vuole entrare – PEEK- il nostro protagonista, una zanzara “culex” appena svezzata di 3 giorni.

Peek è affascinato da questo gruppo di coraggiosi, che ha un compito fondamentale nella comunità: ronzare, di notte, nelle orecchie degli umani in modo da distrarli per dare tempo alle femmine di pungerli e sfamarsi di buon sangue caldo, nutriente per far nascere tantissime larve resistenti e pronte all’eterna lotta contro gli umani. Agilità, resistenza e percezione extrasensoriale, sono le qualità che ogni buon ronzatore deve sviluppare, per sopravvivere alle diavolerie degli umani.

La Regina, governa insieme al “consiglio delle dieci”: dieci femmine anziane scelte dal fato, cioè da un rito buffo che si svolge al cospetto della “foglia sacra”, l’antico manufatto dove sono impressi gli scritti che regolano la colonia.
Molte zanzare del consiglio, sono anziane… troppo anziane, così anziane che spesso sono morte e nessuno se ne è accorto.

Altre sono un po’ “svampite” e decidono le diatribe della comunità seguendo un sistema buffo e severo. La legge vieta di sostituirle fino a che la morte non colpirà la Regina e quindi spesso il consiglio è formato da lei e poche altre consigliere superstiti. Ogni “legislatura” è dunque molto veloce, e spesso non si fa nemmeno in tempo a prendere le decisioni più importanti perché nel bel mezzo della discussione, chi ha proposto qualcosa… muore.

Il consiglio governa a suon di leggi marziali contro gli umani, colpevoli dello sterminio giornaliero delle zanzare. Vanno quindi eliminati con una guerra di logorio preventiva e inesorabile. Appena nate, la prima frase che le larve sentono ripetere è: “Morte agli umani!”, che col tempo si sono ingegnati per difendersi.
Spray, zampironi, gerani alle finestre, fornellini, citronelle, trappole di luce violetta, racchette elettriche, quotidiani arrotolati e micidiali veleni sono le armi che ogni giorno mietono centinaia di vittime. A fine giornata il notiziario di Plasmaville ricorda a tutta la comunità questo genocidio perpetuo.

Ma chi sono questi sterminatori umani?

Sono i componenti di una famigliola di periferia formata da mamma, papà e due bimbi di 6 e 8 anni, che proprio oggi inaugurano un regalo speciale appena arrivato: una bat-house. Appesa alla parete esterna della casa ha accolto immediatamente un ospite notturno: un pipistrello famelico, che sta seminando il terrore tra le zanzare (i pipistrelli mangiano migliaia di zanzare al giorno). È un pipistrello tenace con un pettirosso come suo alleato, che di giorno fa da guardia all’amico.

Peek però vive ancora spensierato, ha solo tre giorni di vita e vive assieme ai suoi amici: -Plok- uno stercorario buffo e pasticcione che lo fa sorridere e ogni tanto l’aiuta contro le “Tigre” che lo infastidiscono e -Bulmina-, una graziosa femmina che conosce da sempre (cioè meno di tre giorni). Si diverte a sfidarli a “Ciaffa”, una gara di velocità sul pelo dell’acqua; a “caccia al tarlo”, un tiro a segno con i semi di lino ai tarli che escono dagli alberi; fare scherzi venefici agli amici con i petali di geranio; oppure gare di coraggio, volando tra le ragnatele.

E dopo il divertimento… l’avventura: si va a vedere di nascosto le mirabolanti azioni dei… Ronzatori!
Peek rimane affascinato dai suoi eroi che rischiano la vita evitando trappole, fumi nocivi e giornali volanti. Quando vede i Ronzatori per l’ennesima volta rischiare la vita per proteggere la colonia, decide di entrarne a far parte.

Non mancano, però, i problemi causati dalle insidiose zanzare “Aedes”, le famigerate “Tigre” che, anche se più piccole di stazza, sono più veloci e forzute delle “Culex” e fanno sempre le prepotenti. Cattivissime e con un pungiglione che trapassa anche gli indumenti degli umani, le Tigre vengono usate soprattutto nelle missioni speciali più pericolose in pieno giorno.

La loro abilità sta nel pungere e scappare velocemente in modo da distrarre gli umani, così da permettere alle giovani femmine di fare il pieno di sangue, nutrimento essenziale per deporre le uova… almeno così direbbero le sacre incisioni sulla sacra foglia.
Peek, si trova quindi spesso a “discutere” con le “Tigre”, tenute a bada solo dall’esercito e da un potente calmante, la “zampirina”, che spesso gli viene fatta inalare dopo le missioni per ridurre la troppa adrenalina entrata loro in circolo.

Ma senza umani, come sopravviverebbe la colonia? Dove prendere il prezioso sangue? Nessun problema, ci sono gli animali che si lasciano pungere senza tante storie, ma allora perché questa voglia di sangue umano? Semplicemente perché è più buono, più dolce e più ricco di nutrienti. Sarà per via di tutti quei dolci che mangiano a colazione e a merenda? O per via di tutti quei barbecue di carne che preparano sulla griglia in giardino, affumicando tutta la colonia, specie di domenica? (infatti la domenica è chiamata “la Fumosa” nel calendario zanzaresco).

Anche la piccola Bulmina non sopporta la giornata “fumosa” e preferisce rimanere nascosta nel copertone a studiare o magari con Peek e Plok nel laboratorio segreto del dottor -Spook-, (Aedes Cretinus) il “Grande DOC” come molti lo chiamano, una zanzara molto intelligente, albina, con il dorso maculato, che vive da ben dieci lunghissimi mesi. Non vola mai ed esce dal suo laboratorio sotterraneo solo in casi speciali, per prendere nota sul suo annonario, di quello che succede.

Tutti quegli alambicchi e congegni strani affascinano Bulmina e poi Spook sa fare una cosa che nessun altra zanzara sa fare: scrivere. Ha scritto tutto quello che ha sentito, sperimentato e visto nel corso della sua lunga vita. Ma ha conservato anche tutto quello che i suoi avi hanno raccolto in tanti anni prima di lui, cosicché tutto questo materiale lo ha portato ad ipotizzare la teoria dei “linfariani”, secondo cui non serve succhiare sangue per poter sopravvivere. Sarebbe una teoria rivoluzionaria e cancellerebbe in un sol colpo tutto quello in cui le zanzare hanno creduto da generazioni, ma soprattutto non costringerebbe molti Ronzatori a rischiare la vita ogni giorno con pericolose missioni nelle case degli umani.

Quindi una vita senza sangue umano è possibile!
Ma come? Attraverso la linfa delle piante! Infatti sta già sperimentando da un po’ di tempo, questa nuova possibile “cura” per disintossicarsi dal sangue. Somministrata su cavie “volontarie” (anche qualche “Tigre”) ha evidenziato che la loro aggressività è notevolmente diminuita. Alcune femmine hanno addirittura deposto le uova. I “linfariani”, sono vissuti più a lungo di qualche giorno rispetto alle normali zanzare e lui stesso ne è la prova vivente: linfariano come tutti i suoi predecessori da generazioni.

Spesso ha provato a divulgare le sue scoperte ma è stato preso per visionario, complottista e relegato sotto terra e questo gli ha causato dei temporanei momenti di pazzia che l’hanno convinto a concepire teorie un po’ strampalate, ma in cui crede tantissimo e non accetta pareri contrastanti. Un esempio è la teoria delle “scie puzzolenti”, rilasciate da misteriosi insetti rumorosi luccicanti che volano in alto sulla colonia e che danneggerebbe l’acqua (sono droni con cui giocano i bimbi), oppure strani cerchi nell’erba lasciati da misteriosi esser provenienti da chissà dove (sono anelli e orecchini di plastica della bimba che ha perso nel prato), o ancora lo “Yeri” uno strano essere peloso che si dice appaia solo il giorno prima… e soprattutto la sua teoria più importante su cui ha speso tanto tempo: la distruzione della colonia da parte di una macchina infernale spruzza veleno, di cui parlano gli annali dei suoi avi.

Se solo riuscisse a far conoscere le sue scoperte, forse anche gli altri potrebbero distaccarsi dai rigidi e buffi dogmi che li governano. Ma tutte le zanzare del consiglio supremo l’hanno esiliato a causa delle sue idee. La paura dell’ignoto e della novità impedisce a Spook di divulgare le sue conoscenze.

Spook dimostrerà a Peek, grazie ad un suo libro, che la colonia dei loro antenati fu spazzata via da un mostro di ferro rombante che spruzzava un liquido velenoso (una macchina disinfestante), di cui ha un reperto: un disegno di un suo pro zio fatto su una foglia.

Prima di morire vorrebbe lasciare tutto il suo sapere a qualcuno, ma Peek è troppo preso con i Ronzatori, Plok non ha le capacità, è un pasticcione e in quel laboratorio combina sempre guai e Bulmina…
Lei è curiosa ed ha un caratterino niente male. Appena nata, ha ricevuto un trattamento particolare e non capisce il perché. Forse a causa di quel simbolo simile ad una piccola foglia che ha sotto le ali che ha incuriosito più di una consigliera?

Bulmina non sa di essere una zanzara speciale. E’ la 3.000.000° femmina che nasce nella colonia e secondo la profezia zanzaresca, si narra che la 3.000.000° zanzara nata femmina, sarà la regina “salvatrice” dalla minaccia degli umani (i loro umani ovviamente visto che hanno visto solo quelli).
Bulmina però, tutto questo ancora non lo sa. Lo scoprirà solamente alla morte della Regina.

Ma la nostra storia comincia solo adesso…

Peek, dopo il breve periodo dell’infanzia (circa due giorni) deve trascorrere due intere giornate al campo di addestramento militare per diventare un coraggioso ronzatore. Qui, sotto gli ordini incessanti del duro capitano -Phiil- spocchioso, antipatico e pieno di sé, conosce i suoi compagni di corso ed il sergente veterano –Ziip– con più di 10 giorni effettivi di servizio e ben tredici missioni andate a buon fine, che lo prenderà in simpatia e lo aiuterà a conseguire il brevetto di ronzatore.

La mattina presto, tutti in riga e pronti per andare al campo di addestramento per fortificare le ali, la resistenza ai veleni ed imparare a districarsi dalle ragnatele. Conoscere lo Spaturno, la Citronila, il Genifottero, il Brumante ambrato, l’Animillo, tutti insetti che possono aiutare a combattere la loro battaglia contro gli umani. Il pomeriggio è dedicato a corsi teorici di “percezione extra sensoriale”, riconoscimento delle trappole più comuni, e resistenza alla tremenda luce viola, che miete migliaia di vittime ogni sera.

Ad aiutarli in questo, le falene, alcune molto vecchie e segnate da aspre battaglie (del circolo reduci medagliati, partigiani, mutilati di guerra e testimonianze di chi è riuscita a scappare dalla terribile racchetta elettrica). È il sergente Ziip che insegna tutti i segreti del mestiere. Ore e ore a meditare per amplificare la “percezione”, fondamentale per salvarsi la vita.

Il duro addestramento ed i continui problemi causati dal capitano Phiil rendono la vita militare di Peek molto dura. Infatti, la giovane recluta, ha dimostrato grandi capacità simili a quelle del capitano e quindi Phiil è geloso e teme il confronto. Il sergente Ziip, invece, lo difende in varie occasioni, acquistando simpatia e gratitudine da Peek ma anche astio dal capitano.
Ma alla fine… Peek diventa un ronzatore!

E’ ora di combattere! La prima missione è un successo: gli umani passano la notte in bianco grazie ai ronzatori e la mattina sono fiacchi, hanno i riflessi annebbiati e sventolano a vuoto il giornale e le racchette elettriche, lasciando indenni le “Tigre” affamate, che quando arrivano sono micidiali. Inoltre, gli umani sono estremamente nervosi perché le femmine dopo aver succhiato loro il sangue, iniettano un anestetico velenoso sotto pelle che irrita la zona circostante.

Umano:- “Ma io una goccia di sangue gliela darei anche a quelle maledette zanzare, ma almeno visto che ve la prendete senza il mio permesso, non mi lasciate i bubboni che pizzicano!”

Tutto questo per “tradizione religiosa”. Il metodo “bubbone” è necessario oltre che per meri motivi tradizionali, anche perché il prurito deriva da una sostanza anestetica rilasciata dalle zanzare, in modo che l’umano non si accorga subito di essere punto. Queste specifiche tecniche vengono spiegate nel briefing pre-missione dove ogni ronzatore riceve anche casco con interfono, corpetto anti schiacciamento (ce ne sono di varia resistenza per contrastare giornale, pantofola, manata) e occhiali anti-luce violetta.

Altre missioni si susseguono e Peek è sempre più convinto che quello sarà il suo compito per tutti e quindici i giorni della sua vita. Anche se nell’ultima missione, ha rischiato grosso, togliendosi gli occhiali anti luce violetta e rimanendo per un attimo come ipnotizzato da quella diavoleria. Non ha potuto far niente per la povera farfalla che ci è invece finita arrostita. E meno male che grazie alla sua percezione, schiva una ciabatta che si stava per abbattere su di lui.

Una missione dopo l’altra, Peek sta diventando famoso ed è pieno di orgoglio. I colleghi lo stimano, la Regina l’ha premiato di fronte a tutta la colonia. Il capitano Phiil è sempre più geloso però, e arriva il giorno in cui il consiglio (su istigazione del capitano) decide di attaccare la famigerata “Bat House”, dove vive il pipistrello che miete molte vittime ogni giorno. La sua posizione è stata individuata grazie all’aiuto di spie Lucciole, pure loro nemiche giurate degli uomini, a causa della loro assurda credenza. Secondo gli umani le lucciole catturate di notte in un barattolo, al mattino produrrebbero monete per la gioia dei bambini.

“Molte spie lucciole sono morte per fornirci queste informazioni…”

Il veterano Ziip non è d’accordo con la scelta di attaccare la bat house. Sa che i loro mezzi sono limitati e non hanno abbastanza esperienza per distruggere un obbiettivo così importante. Ma l’ordine ormai è stato dato e bisogna obbedire. Peek ed il veterano Ziip vengono assegnati alla pericolosa missione. Plok e Bulmina cercano di ravvedere l’amico, ma Peek non vede l’ora di partecipare e avere altre onorificenze e medaglie.

È l’alba, le avanguardie “Tigre” sono già state mandate in perlustrazione. Qualcuna non è tornata. Una strana calma aleggia nell’aria. Il momento è solenne. I ronzatori vengono istruiti, equipaggiati con zolfo e pietre focaie per dar fuoco all’obbiettivo e al grido di “Morte agli umani!” si alzano in volo. La bat hause viene individuata… Tutti sull’obbiettivo. Atterraggio effettuato, fuoco alle polveri!

Ma…

…nessuno poteva immaginare che il pipistrello durante il giorno avesse un potente alleato: il pettirosso che appare all’improvviso facendo strage tra i ronzatori. È il panico!
Qualcuno accende per sbaglio lo zolfo, una vampata mette fuori combattimento un’intera ondata di zanzare! La bat house prende fuoco, ma il pipistrello vola subito via, arrabbiato e ancora più letale. Caccia anche di giorno!

Purtroppo le tecniche difensive dei rozatori contro il nemico si dimostrano inefficaci. Le zanzare non fanno gruppo, si sparpagliano, ritirata! Peek, leggermente ferito dalla vampata di calore non ce la fa. Le sue ali sono indebolite. Il sergente Ziip se ne accorge e torna indietro per aiutarlo. Lo salva, ma si sacrifica eroicamente finendo nelle fauci dell’uccello.

Il rientro dei ronzatori è triste e pieno di vergogna. I pochi superstiti feriti, ricevono la visita della Regina che cerca di alleviare il loro umore. Peek è leggermente ferito, ma la vera ferita ce l’ha nell’animo. Il sergente Ziip era diventato quasi un amico, un fratello maggiore e Peek è molto provato da questa perdita. Si rifugia dagli amici e dal Dr. Spook che cerca di aiutarlo in quel momento triste, mostrandogli i suoi “libri” segreti.

Dopo una notte di riflessione, Peek decide di lasciare il corpo dei ronzatori perché ha capito che combattere gli umani non serve a nulla e che vuole vivere il resto dei giorni che gli restano in pace. Purtroppo tutto questo è sentito di nascosto da una spia (una blatta) del capitano Phiil che corre immediatamente a riferire…

La regina muore. Bulmina viene eletta.

A Bulmina, il suo nuovo compito non piace e rimpiange i momenti spensierati, quando giocava con i suoi amici. Non si sente a suo agio, è ancora giovanissima, ha solamente sei giorni! Di comandare non ne ha nessuna voglia e anzi, tutte quelle credenze e pratiche pompose, spesso ridicole la imbarazzano: la parola proibita, il volteggio proibito, il cibo proibito, il colore proibito… Tante cose “proibite” di cui le zanzare a volte non sanno nemmeno il perché, ma la loro fede le fa obbedire, la tradizione è tradizione e non si può discutere: pena l’esilio perenne su “Citronella” la montagna (di scatole vuote) maledetta da cui nessuno è mai tornato.

Bulmina riesce a salutare a malapena Peek, che da oggi la dovrà chiamare “sua altezza reale” e viene quasi trascinata a forza dalle guardie verso gli alloggi reali (un copertone più piccolo). Accanto a lei, le fide ancelle ed il suo assistente personale: “Flaffo”, una culex molto ligia al dovere, precisa e vanitosa nel presenziare alle riunioni sempre con qualche monile addosso. I suoi avi, da sempre sono stati a servizio delle regine. Una tradizione familiare che si tramanda da generazioni.

Phill fa arrestare Peek per diserzione e zanzaricidio di stato del sergente Ziip. La richiesta di arresto viene presentata direttamente alla regina Bulmina che è costretta, suo malgrado, a fare il suo dovere ed imprigionare il suo amico.

-“Chi tradisce i ronzatori tradisce la fede della comunità e deve essere arrestato!”

Recita un’incisione sulla foglia sacra… almeno così si pensa… nessuno sa leggere. In verità sulla “foglia sacra” c’è scritto solo “Made in China, riproduzione vietata” e la foglia è “perenne” perchè è una foglia di plastica.
Peek, è demoralizzato. Si sente inerme. Phill l’ha appena rinchiuso nella cella, quando…

…al crepuscolo, un rumore assordante proviene dal lontano garage degli umani. Improvvisamente esce l’incubo che da sempre terrorizza le zanzare da generazioni: la macchina disinfestante!
Bisogna avvertire tutti, prima che sia troppo tardi. Ma come fare? La colonia è molto vasta ed è notte! Peek è rinchiuso in cella e non può far nulla. Spook lo sente gridare e trova un modo per liberarlo grazie ai suoi amici coleotteri da “tiro”.

Chiedono poi aiuto al dott Spook per cercare un modo per salvare la colonia. Controllano tutti i libri, le invenzioni e le formule chimiche del dottore, ma niente sembra fare al caso loro. La fine si avvicina, il rumore della macchina infernale è sempre più potente!

…nel frattempo, Bulmina è rimasta quasi sola perché le consigliere sono morte come mosche (o zanzare) improvvisamente durante il loro mandato (mentre parlano, mentre si indignano, mentre salutano) ma per legge fino a che non cambia regina il consiglio non deve essere rinnovato. Bulmina e le pochissime consigliere rimaste, non si sono accorte del pericolo incombente.

È intenta a redigere l’ennesimo regolamento per organizzare le ronde giornaliere, ma è sempre più sola, e anche l’ultima consigliera, muore. Inoltre, Flaffo la riprende continuamente perché sbaglia il protocollo, la legge, usa la parola proibita… Bulmina si stufa di tutta quella rigida organizzazione religiosa e perde la pazienza! Rompe tutti i “protocolli” e si alza per andarsene dalla sala reale, quando si trova davanti Phiil che con un colpo di scena si mostra per quello che è: una zanzara Culex femmina vogliosa di potere e che aspettava solo il momento opportuno per prendere il suo posto. C’è infatti, tra le tante leggi assurde che hanno, una regola che stabilisce che: “se in qualsiasi momento la Regina si trova da sola senza più consigliere, può essere spodestata dalla prima femmina che la sconfigge a duello” .

-“Un po’ di potere anche per me!”

Grazie a Flaffo, Bulmina riesce a scappare da sotto le grinfie del capitano Philla (a questo punto), che la rincorre in un inseguimento mozzafiato a tutta velocità per la colonia. La corsa continua per metri e metri, poi una blatta la intralcia e Bulmina si stampa proprio sulla foglia sacra. Philla la raggiunge. Lotta furibonda tra le due rivali, Bulmina è brava ad evitare gli attacchi di Philla ma non può competere contro una soldatessa esperta e presto si trova inerme alla mercé della sua avversaria.

Philla sta per sferrare il colpo di grazia, ma Bulmina gioca la carta della furbizia e come in ogni film d’azione, istiga “il cattivo” a raccontare il suo malefico piano prima di uccidere la rivale. In questo lasso di tempo, naturalmente (nel senso di natura), anche la vita di Philla svanisce e rimane immobile con un ghigno stampato sul volto.

Bulmina raggiunge il Dr Spook, il gruppo è riunito. Ancora non hanno trovato qualcosa per contrastare la macchina infernale. Tutti si danno da fare nel laboratorio del dottore e Plok, con la sua stazza, fa crollare involontariamente una serie di foglie e “mobilia” rivelando un contenitore con scritto sopra “PERICOLO!”

Finalmente il dottore si ricorda e svela qualcosa che potrebbe salvarli: un potente cilindro esplosivo. (Si tratta di un piccolo petardo inesploso). Bisogna accenderlo e gettarlo in un punto preciso, una presa d’aria del macchinario… potrebbe causare una reazione esplosiva e distruggerlo per sempre!

Servono più zanzare però…
Bulmina si alza in volo con le amiche lucciole, l’Animillo da guardia personale e si fa “vedere” nel buio della notte da tutta la colonia con un messaggio di aiuto. Ed ecco i Ronzatori rispondere all’appello. Il loro coraggio torna alto nei cieli per aiutare la loro Regina!

Il petardo viene sostenuto in volo grazie ad un marchingegno creato dal Dr. Spook e allo sforzo di centinaia di ronzatori, tigre, femmine, Genifotteri, Brumanti ambrati, l’Animillo, consiglieri, Spaturni, lucciole, tutti uniti verso il nemico comune. Alla testa della spedizione, Peek guida la manovra di avvicinamento. La macchina è a portata di tiro… ma all’improvviso dietro ai nostri eroi…

Il pipistrello! E’ tornato. Aiuto! Panico! La soggettiva dell’animale inquadra le sue vittime con un effetto “tecnologico” assordante.

“Restate sul bersaglio, un’occasione così non si ripresenterà!” grida Peek ai suoi ronzatori.

Purtroppo c’è già qualche vittima, il pipistrello sta arrivando su Peek… ma proprio un attimo prima che le fauci del pipistrello si chiudano su di lui, uno strano batuffolo di peli bianchi (lo YERI?!), con un gran salto, stordisce il pipistrello nero che vola via tramortito.

“Adesso non hai più nessuno dietro ad infastidirti! Fai saltare tutto e torniamo a casa Peek!”

Peek è concentratissimo. Deve calcolare il momento esatto per accendere il petardo e gettarlo nella piccola presa d’aria. La macchina rumorosa e sbuffante è a pochi metri da lui. Peek chiude gli occhi e dentro di se la voce del sergente Ziip arriva inaspettata, ricordandogli chi è e cosa sa fare…

“Peek, sei un ronzatore… Usa la percezione Peek!”

Peek accende la miccia, da ordine di mollare il petardo e….
Il petardo s’inifila nella presa d’aria…

“Allontanarsi tutti!”

Il gruppo di zanzare si allontana e dietro di loro un botto assordante, manda la macchina in tilt che si spegne.

EPILOGO

Dopo il disastro sfiorato, Bulmina nomina Peek comandante dell’esercito, il Dr. Spook ministro delle scienze per lo sviluppo della percezione extrasensoriale e rinuncia ai poteri di Regina. Abolisce tutte le leggi ormai vetuste e fa distruggere la grande foglia. Istituisce una nuova forma di governo: la “cooperazione sensoriale”, che permette lo scambio di informazioni in tempo reale tra tutte le colonie del pianeta.

Conferma che la linfa delle piante è ottima, specie con il polline dei fiori e che le uova vengono deposte lo stesso. La vita media si allunga e le zanzare non muoiono più improvvisamente, ma quando “sentono” che l’ora si avvicina, riescono a salutare i loro amici e parenti e si recano nella pozza dell’addio per lasciare questo mondo serenamente.

Bulmina e Peek sopravviveranno per molti giorni (45). Ormai anziani, apriranno un grande congresso mondiale con tutte le colonie del pianeta. Le rivelazioni del dottor Spook sulla linfa delle piante e gli effetti sulle zanzare saranno un successo e tutte le colonie beneficeranno di quelle scoperte. Tutte le zanzare del pianeta saranno unite sotto un unico credo: la scienza!

A Bulmina e Peek faranno seguito altre zanzare che continueranno il dialogo con la razza umana, arrivando ad un congresso mondiale tra zanzare e uomini, dove si stabilirà che gli insetti smetteranno di nutrirsi di sangue umano, in cambio gli umani smetteranno di disinfestare i loro giardini, coltiveranno rose invece che gerani e gli zampironi saranno solo droghe leggere legali controllate dal consiglio.

In mondovisione il Presidente degli Stati Uniti mondiali e il Dott Spook (che sa scrivere ed è ancora vivo) firmeranno il trattato di pace incondizionata. Finalmente umani e zanzare andranno d’accordo.

Passano i giorni…

E’ inverno e alcuni fiocchi di neve cadono placidi nel giardino… Sullo sfondo passa lo “YERI” che accortosi dell’occhio indiscreto della cinepresa, fa un sorrisino di circostanza e si allontana alla chetichella.

La colonia riposa tranquilla nel giardino davanti a casa. Al posto della bat-house è stata istallata una vaschetta di acqua profumata fumante con la scritta “Mosquiton-Spa”. Una super zoomata ci mostra che tutti gli eventi descritti nel film si sono verificati in un giardino adiacente una casa di un umano, di una piccola cittadina di provincia, di uno stato sconosciuto, di un continente sconosciuto sul pianeta H7-25 del sistema solare di Umokka… e non sulla Terra…
Beati quegli umani…

Fine.

 

Appunti sparsi e idee…

Il film tratta il tema della sopravvivenza della specie, la guerra preventiva come mezzo di difesa, la fede in una religione “inventata”, al nutrirsi rispettando la vita di altre specie e per questo vivere meglio, l’amicizia come trait d’union tra tutti questi elementi.

Durante il film particolari “alieni” verranno opportunamente inseriti per giustificare la location, ad esempio Peek che pieno di amarezza guarda due soli in lontananza come su Tatoonie così si fa anche un omaggio a Star Wars, un orario sballato di 26 ore giornaliere, magari fatto dire ad un personaggio, una pianta sconosciuta in giardino, un congegno elettronico che sulla terra non esiste. Animali domestici strani, pesciolini rossi strani. Altri insetti durante la storia che fanno parte del mondo delle zanzare che su due piedi non riconosciamo (non esistono ma mica siamo tutti biologi no?) tipo lo Spaturno, la Citronila, il Genifottero, il Brumante ambrato, l’Animillo ecc ecc. ognuno con caratteristiche divertenti e diverse. Oltre ovviamente agli insetti terrestri. Così sembrerà che le zanzare si siano inventate dei nomi per degli insetti esistenti ma invece alla fine si scoprirà che sono specie aliene.
Insomma siamo in un universo parallelo ma con molti riferimenti a personaggi famosi e cartoon della Terra.

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