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Categoria: pensieri

Laika… sessant’anni di solitudine. Sola & Andata.

Laika era una cagnolina russa, spedita nello spazio il 3 novembre 1957. Non voglio stare qui a discutere se sia stato un bene o meno (per lei sicuramente no), ma una decina di anni fa mi venne spontaneo dedicarle un monologo che purtroppo non ho mai fatto a teatro. Questi monologhi li scrivo di getto e solo quando li porto in scena li rivedo e correggo. Buona lettura.

Laika, primo cane nello spazio

SOLA & ANDATA

Mi hanno spedito quassù. M’avessero chiesto il permesso! Niente. Mi sono ritrovata su questo razzo e via. Un botto “fiummm” in cielo. Ho tutto eh? Il casco, la tuta, il cibo, che sembra quello che mi davano a casa, ma qui si apre da solo, tante lucine che si accendono e si spengono davanti, ma sono convinta che nemmeno una serve a farmi scendere. Sono passata da un rumore assordante al silenzio assoluto. Ogni tanto faccio un urlo per vedere se sono diventata sorda o no.

Ho freddo. Questa tuta è spessa ma sicuramente non avevano pensato a me quando l’hanno fatta, e soprattutto dietro non mi sta per niente bene, mi da molto fastidio. Sono sei giorni che non sento più la voce che sentivo sempre a casa. Mi dava ordini ma era una voce familiare. Lì era quasi tutto bianco, qui è quasi tutto nero, ma tanto gli altri colori non li ho mai riconosciuti. Ci sono delle scritte davanti a me, vicino al cibo che ogni giorno alla stessa ora mi si rovescia addosso, ma tanto non so leggere. Forse è un messaggio per chi mi troverà? Mi sento sola. Ho paura e fa sempre più freddo.

Oggi mi sanguina il naso e non riconosco più i pochi odori che c’erano da annusare qui dentro. Le lucine davanti a me si sono quasi tutte spente. Ne lampeggiano solo due, deboli. Non ho più fame e non capisco come mai il cibo continui ad ammassarsi davanti a me.

Oggi vedo la Terra, so che vengo da là anche se non so come sono arrivata quassù. E’ bella la terra. Adesso è come se ce ne fossero due, solo che una è più bianca e piccola. Mi sono addormentata e ho sognato che volavo nei corridoi del laboratorio e gli altri mi salutavano e Dikke cercava di mordermi come al solito. Poi volavo fuori dall’unica finestra che vedevo e il sole mi scaldava. Chissà che c’era oltre quella finestra. Sentivo odori deliziosi che non avevo mai sentito.

Ora sono sveglia ma non vedo quasi più niente. Le luci davanti a me sono tutte spente. Il cibo non esce più, ma tanto non fame. Una cosa che sembra un insetto luccicante vola davanti ai miei occhi poi se ne va attraverso il vetro, si trasforma in un’ altra cosa… non so cosa sia ma anche se è… è volata via a casa, verso la terra. Sento il suo ronzio anche se non c’è più, ma è leggermente diverso, un ronzio nuovo, che mi fa venire voglia di dormire. Ha un sapore amaro e mi riempie la testa.

Mi chiamo Laika, sono nata due anni fa nel laboratorio spaziale di Mosca. Il mio padrone era un ufficiale dell’aeronautica militare, mi accarezzava ogni volta che uscivo dal laboratorio e sono stata scelta tra otto pastori tedeschi. Non so perché sono quassù dentro questo razzo, ma sicuramente sarà per un motivo importante se hanno scelto un cane come me. Adesso ho troppo sonno. Dormo.

 

Quella volta con Dario Fo e Franca Rame…

Nel 2012 ebbi la fortuna (anche assiduamente cercata devo dire) di fare uno stage di “vita” più che di teatro, con quelle due grandi persone che furono Dario Fo e Franca Rame, presso “Alcatraz” la residenza vicino Perugia dove vive Jacopo Fo. Fu un’esperienza meravigliosa di cui parlai in questo articolo.

Con Dario Fo, dopo la lezione.

Il laboratorio prevedeva anche di “aiutare”, il grande Dario, nella scrittura della sua prossima commedia, facendogli leggere qualcosa, su dei canovacci da lui proposti, con personaggi già definiti. Al volo scrissi questo testo, giocando un po’ sul politico e sociale. Il tema era quello del gioco d’azzardo legalizzato dallo stato, una piaga che a Dario dava davvero molto fastidio e che reputava una delle principali cause del dissesto finanziario delle famiglie italiane.

La commedia poi non la fece (o me la sono persa) ma il mio testo gli piacque e me lo fece interpretare sul palco con due colleghi. Fu per me un grande onore e un gran divertimento.

Buona lettura.

Durante la lettura del testo da me scritto… e come interveniva il grande Dario Fo!

 

Amedeo, ed il boss mafioso, sono andati a parlare col segretario particolare del ministro (lo stato) sulla legge varata dal ministero riguardo il divieto di istallare video poker entro 500 metri dalle scuole.

SEGR: Il ministro non può ricevervi adesso, siamo in campagna elettorale e voi mi capirete… anche una sola fotografia di un paparazzo creerebbe imbarazzo al partito.

AMEDEO: Ah mi scusi, se l’avessi saputo mi sarei messo i tacchi.

SEGR: Ma fate conto di parlare col ministro, dite pure e sarà riferito… come al solito.

BOSS: E’ molto semplice: noi vorremmo rivedere questa norma antipatica che limita fortemente la libertà del cittadino, e che la nostra onorata società vorrebbe invece rendere più libero, come mi pare ci sia anche scritto in un articolo della costituzione che ora non mi ricordo…

AMEDEO: Articolo 4 per la precisione, che recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. (al maestro) Anche spirituale! Contento maestro?

BOSS: Insomma ci siamo capiti, questo fatto dei 500 metri è troppo, i ragazzi escono da scuola e se ne vanno a casa direttamente. E a noi chi ci pensa?

SEGR: E come si potrebbe ovviare al problema?

BOSS: Semplice, i video poker li dovete mettere dentro le scuole!

SEGR: Ma non è possibile! Non sarebbe civicamente ammissibile! I presidi, i movimenti dei genitori, la chiesa, ci sarebbero addosso!

BOSS: Poche storie! (mette mano alla cintura) Siete diventati sordi da un po’ di tempo a questa parte, con tutti questi movimenti, queste stelle, ma qui con me ho una medicina che stappa timpani e tromboni!

Amedeo mima un trombone, il Boss si volta e gli dà un’occhiataccia.

AMEDEO: Scusate non vorrei essere cacofonico ma forse potremmo trovare un accordo.

BOSS: Hmm? E sentiamo l’esperto di numeri!

SEGR: Però facciamo presto che il ministro tra poco ha la riunione alla camera.

BOSS: Avanti!

AMEDEO: Allora, se non ricordo male, il decreto ha stabilito che i video poker non possono essere istallati a meno di 500 metri dalle scuole pubbliche. Metterli dentro le scuole non è molto saggio come ha già detto il segretario. Ecco, basterebbe metterli, fuori…

BOSS: Ecco mettiamoli fuori, a 25 metri!

AMEDEO: Eh no! Non si può…

BOSS: Come non si può?! Chi l’ha detto?!

AMEDEO: A 25 metri ci sono già i distributori di merendine zuccherate e bibite gassate. I ragazzi dopo 6 ore di lezione, escono affamati. Hanno bisogno di zucchero industriale e grassi saturi. Mica glieli possiamo togliere?

BOSS: Eh no, non si può!

AMEDEO: Non si può…

BOSS: Mettiamoli a 50 metri allora!

AMEDEO: Nemmeno! Ma scusate dove vivete? Lo studente si deve svegliare, dopo pranzo ci si appisola non lo sapete? A 50 metri ci stanno i distributori di caffè! Amaro, dolce, poco dolce, troppo dolce, cappuccino, tè, alla pesca e al limone! No, a 50 metri non c’è proprio posto.

BOSS: Ma come nemmeno a 50 metri? E chi ce li ha messi proprio lì a 50 metri?

Amedeo guarda prima il boss e poi il segretario che si schernisce.

BOSS: Ho capito, li metteremo a 100 metri…

AMEDEO: Neanche per sogno!

BOSS: Cosa c’è ancora?!

AMEDEO: Ma io mi chiedo dove diavolo siete vissuti fino a ora. Su Saturno? Ma a casa vostra dopo il caffè, vi alzate da tavola e andate via? Certo che no! Glielo vogliamo far prendere un ammazzacaffè a questi benedetti ragazzi? E allora a 100 metri stanno i distributori grappa, vodka, gin e wisky! Tutti in comode boccettine da mezzo litro che ti puoi infilare in tasca e portare sempre con te, anche a scuola.

BOSS: E anche questi distributori…

AMEDEO: Qualcuno li ha fatti istallare…

Il boss e il segretario si guardano imbarazzati. Pausa…

SEGR: (timido) Che mi ricordi io a 150 metri però…

AMEDEO: Ah! Ma come segretario… Mi meraviglia! Fu proprio lei a portare al ministro la proposta per istallare proprio a 150 metri quei bei distributori di sigarette che a qualsiasi ora del giorno e della notte sputano pacchetti e pacchettini a grandi e piccini…

SEGR: No, per i minori, ci vuole il codice fiscale che…

AMEDEO: (ride) Ci ho mandato mia nipote, ha quattro anni, nemmeno il resto mi ha portato! (al boss) E poi dopo l’ammazzacaffè cosa c’è di meglio di una bella sigarettina? Lo studente si dovrà rilassare il cervello o no?

BOSS: (conta su una mano) Comunque mi pare che con questo sono tutti, a meno che non mi sia dimenticato di aver fatto istallare anche distributori di puttane…

AMEDEO: No, quelle ancora non si sono viste.

BOSS: Quindi?

AMEDEO: Quindi dopo attente analisi di mercato, dopo aver vagliato le varie libertà che il cittadino è in diritto di avere e che mai ci permetteremo di infrangere, posso dire dopo attenti calcoli, che i video poker possono essere istallati a…

Il segretario e il boss attendono trepidanti.

SEGR/BOSS: Ehhh?

AMEDEO: A non meno di 200 metri!

BOSS/SEGR: Olèèèè! (fanno la ola)

AMEDEO: Così finalmente lo studente, dopo che ha avuto la libertà di mangiare, bere, tirarsi su, stordirsi, e ritirarsi su, potrà finalmente avere anche il diritto di divertirsi in santa pace con una bella partita a video poker! E magari dopo che ha finito quei due soldi che gli erano rimasti, potrà abbracciare… suo padre che sta giocando alla macchinetta accanto! Con cui condividerà la gioia del gioco, un gioco che ricordiamolo, come dice la tv e un gioco “responsabile”. Ed infatti lo stato farà in modo che padri e figli giochino responsabilmente insieme come una vera famiglia felice!

BOSS/SEGR: Olleeeeee (rifanno la ola).

AMEDEO: Se poi legalizzerete anche l’eroina, a 250 metri c’è una piazzol…

BOSS: Per adesso può bastare così! E se qualcuno farà storie… basta dare altre 2000 concessioni online e da casa con due clik, si aprono tutti i siti delle libertà.

AMEDEO: Già, evviva, le case delle libertà! Evviva!

 

Dove andare in vacanza? Ecco le mete più ambite del momento.

Dove andare in vacanza? Bella domanda, ma grazie alle nostre conoscenze in campo vacanziero, solo per voi, abbiamo selezionato le offerte migliori per godersi una vacanza senza pensieri*, visitando le mete più ambite di tutto il mondo. Ma iniziamo subito con un’offerta imperdibile:

*il pensiero è solo a scopo illustrativo, potrebbe succedere di tutto ma non ci dovete pensare.

Il comodo bus ribaltabile per ogni evenienza.

Otto (8) giorni al santuario di Boccadirio più variante di valico soli 389 euri tuttocompresoivainclusaveroaffare!!11!

Programma dettagliato:

Giorno 1
Partenza comoda ore 5:20 dal benzinaio in fondo al Metano di Peretola. Se è in corso una gara abusiva notturna tra vespini truccati, aspettare prima del curvone, vi si viene incontro noi.
Faremo una sola sosta nei pressi di Barberino, per svuotare le vesciche.
Verso mezzogiorno arriveremo al santuario, dove previo pagamento del parcheggio esoso, scenderemo per ammirare le reliquie della Madonna che ivi (o Ivo, dipende se singolare o plurale) apparì.

Potrete ad esempio ammirare un grattevvinci da due euro grattato dalla Madonna e mai riscosso, il joystik magnum con cui suo figlio giocava alle olimpiadi col Commodore 64, (presenti ancora residui di epitelio) ed infine un paio di Birkenstok scomode usate solo una volta e poi levate subito per il fastidio siderale in mezzo ai diti.

Dopo la visita al santuario, pasto frugale a sacco (a pelo, visto il cuoco he ha preparato i panini) e interessante dimostrazione dell’elettrodomestico FRUGAMI(R) il simpatico frullatore a pedali della ditta Sugna broder s.r.l.

Il pernotto sarà presso il Motel Agip di Roncobilaccio, da dove potrete ammirar la superba vista della nuova variante e per gli anziani presenti, la visione del cantiere ancora in via di definizione. Ricordiamo che dopo la terza ora ininterrotta, il geometra dei lavori chiede una tassa di 38 euro una tantum, quindi non esagerate.

Giorno 2, 3, 4, 5, 6, 7
Esplorazione della galleria in ampliamento “Le Gore” di mt 8900. Chi non è provvisto di pila può farne richiesta alla protezione civile o al bud. Di vs. Madre. Per i pasti, saranno presenti tuberi e radici biologiche no OGM e senza olio di Parma (ci stanno sul culo a noi di Piacenza, oh che ci vuoi fa’, è carattere). Per il pernotto saranno messe a vostra disposizione le tende della croce rossa, in transito verso i luoghi terremotati, quindi non approfittiamo troppo della bontà del prossimo e cercate di dormire veloci per contribuire alla solidarietà che ci contraddistingue.

Verrà poi lasciata a vs disposizione una postazione internet gratuita (solo per i primi 5 minuti poi sono 30 euro al min + iva al 38%) per indignarvi su facebook sui recenti fatti odyosi successi in Italia, tipo il Buondì Motta.

 

Giorno 8
Partenza comodissima ore 5 evventi giammangiati, dalla piazzola d’emergenza “Paolo Monelli”. Durante le sedici ore di viaggio, potrete approfittare dell’offerta irripetibile: “Rosari Fiorello” che per un’offerta minima di euro 79 potrete avere in DVD (o musicassette a scelta) la raccolta registrata dei rosari recitati durante tutta la settimana dai partecipanti.

Disponibile anche l’audio libro “Vomitare con Dio”, dove una gruppo di suore bulimiche, raccontano come sono guarite grazie all’aiuto del Signore.

Il programma può subire variazioni a seconda del tempo e dell’umore dell’autista. Non sono previsti rimborsi. Per ogni questione legale risponde il mi’ cognato ex-pugile.

 

Casting biblici… reperti preziosi della storia.

Casting biblici? Pure quelli per i miei cari utenti del blog. Lo so che siete al mare a rilassarvi, ma ogni tanto bisogna pensare anche al passato e rendersi conto che siamo tanto fortunati in questo panorama lavorativo odierno. Guardate cosa ho ritrovato scavando in giardino, in una teca di millemila anni fa (o anche della Mattel del 1998). Un prezioso documento sul mondo dello spettacolo ai tempi degli antichi. Buona lettura.

Sono in corso i provini per la 3° serie A.C. di Don Ματθαίος. La serie, ormai famosa in tutto lo sconfinato stato libero della Palestina, verrà girata tra un massacro degli sciiti e uno dei madianiti, per dar modo alla produzione di accumulare cadaveri da sistemare sulla scena. Per proporsi come cadavere, venire muniti di idolo e/o vitello sacro e stracciarsi le vesti di fronte al sinedrio.

Si cercano giovani uomini per il nuovo reality: “Il sabato del villaggio”, dove i concorrenti devono riuscire a lavorare di sabato, scansando le pietre sacre che gli vengono lanciate addosso.
Per partecipare è sufficiente essere ebrei ortodossi, con molti parenti e avere a disposizione parecchi serci (R) di media fattura (grandi abbastanza per non uccidere subito insomma).

Partirà tra breve il biopic: “Giosuè contro tutti”. La mini-serie in tre puntate, interpretata dal popolare attore Ioseph Florisin, che nelle vesti dell’eroe nazionale Giosuè, racconterà l’eroiche gesta e le città da lui completamente distrutte tipo: Gerico, Ai, Machedda, Libna, Lachis, Eglon, Ebron, Debir e tante altre che ci sarebbero volute sei serie da 12 puntate ma il budget era solo quello rubato a Gerico, quindi si farà solo tre puntate. Si cercano ambosessi disposti alla schiavitù, alle bastonate ma non fino alla morte e alla redenzione nel Cristo (quando arriverà).

Per un cortometraggio low budget “Indovina la vergine” degli studenti di fine corso del centro sperimentale di cinematografia “D’Iscariota”, si cercano i seguenti ruoli: Vergini (12-60 anni). Il corto ha il patrocinio del ministero delle pari opportunità. E’ opportuno quindi portarsi il marito o l’eventuale fidanzato che certifichi lo stato di “vergine” alle autorità. Portare anche copia della tessera sanitaria, carta d’identità iscrizione al registro vergini di Maria.

Si stanno chiudendo i casting per il film denuncia: “Gli angeli di Lot”. La pellicola, scritta a quattro mani dal regista Vudi Königsberg e sua moglie Soon-Yi, riporta la vicenda accaduta realmente dal signor Lot Volpin di Sodoma nord, che una sera, ospitò incautamente due extracomunitari nella sua casa. Successivamente, una folla di omosessuali inferociti al grido di “Sodoma ai sodomiti! Prima i sodomiti! Sodomizziamoli a casa sua!” si accalcò per reclamare l’orefizio degli ospiti.

Lot invece, preso dal forte senso del dovere e della giustizia divina, cedette le sue due figlie vergini alla folla per farne quello che gli pare (parole sue). Il film ha ricevuto il sostegno del sinedrio e di tutto il consiglio degli anziani e verrà proiettato al XV °festival di Gerusalemme prima delle lapidazioni. Si cerca ancora una donna di sale per impersonare Sara.

Per adesso è tutto, fatene tesoro!

Casting, provini, mondo dello spettacolo… basta chiedere.

Cari utenti del blog, cari colleghi, cari delusi dal vostro lavoro “normale”, per voi oggi una selezione dei casting per entrare nel magnifico mondo dello spettacolo, superbamente selezionati da grandi personaggi famosi in tutto il loro condominio. Poi ditemi se non vi voglio bene.

Approfittatene!

Casting per tutti, basta che respirino.

Per il cortometraggio d’autore “Chiudi quell’anastrofe!” interamente girato all’aperto ma d’inverno, si cercano attori immuni all’influenza o perlomeno che non si lamentino per le basse temperature.

Ruoli ricercati: trentenne fisico asciutto, con evidenti problemi di erezione, soprattutto davanti alla macchina da presa. Verrà ridicolizzato dai macchinisti per rendere la scena più verosimile. Astenersi voyeur.
Per la particolare natura del corto, i selezionati verranno pagati dopo il solstizio d’inverno, ma solo se si troveranno alle 12:34 al centro di Stonehenge. (Fa fede il timbro postale).

Per spot istituzionale che verrà proiettato in tutte le astanterie dei nosocomi della patria, la casa di produzione SCANSATI s.r.l cerca ambosessi per interviste generiche, basta che ci dite qualcosa tanto ormai l’appalto s’è vinto noi quindi sticazzi di cosa ci dite basta firmate il foglio sulla privacy.
Il compenso sarà di 18 euro lorde per tutti e due, a 120 giorni dalla data di messa in onda sulle tv generaliste.

Cercasi, per lungometraggio del famoso regista Astolfi Venanzio di fu Gino, vincitore del premio “Ricotta nostrana 1967” e ultimamente del premio speciale della giuria al festival della Vacca gravida più longeva, si diceva, cercasi figure professionali da inserire nel palinsesto del film per fare in modo che il film si faccia, tipo ci serve il produttore, poi tutto il resto ci s’ha. Astenersi perditempo e i NAS.

Dopo il grande successo del suo lungometraggio animato, opera prima, “Le zanzare sono siNpatiche anche di giorno” torna con la sua opera seconda il regista Scavolini Pietreppaolo, con “Tafanacci, tafanini”, un’opera magistrale che racchiude in se il senso di nostalgia dei bei tempi nei campi quando non potevi nemmeno sostare in pace che i tafani ti divoravano le pupille. Per la realizzazione di questa prestigiosa opera filmica si cercano i tafani, tanti, non mandate né Cv né foto.

Casa di produzione americana “Xiung hoi Min” cerca falsi italiani ma con passaporto valido per lavoro artistico di imbustamento calzini di neoprene misto lana. Gli attori saranno ripresi durante il lavoro, quindi è a tutti gli effetti un lavoro artistico che darà tanta visibilità, soprattutto sui nostri monitor di sorveglianza. Garantiti pasti abbondanti, riso cantonese, involtini primavera, nuvolette di drago (morto). Il casting chiude il 18 novembre 2069, posti limitati per capannone.

Hai una sceneggiatura nel cassetto che vuoi vedere realizzata? Hai scritto un cortometraggio divertente, horror, che vorresti vedere sul grande schermo? Mandaci i tuoi lavori e un equipe di esperti nel campo dell’idraulica internazionale li valuterà. Se le sceneggiature saranno selezionate, verrai contattato per la loro realizzazione. Spedisci il tutto in formato DOC a: mandapoitisipuppatuttoesivaallasiae@sonasegadisceneggiaturepoilerivendo.com oppure a: mandapoitisichiamaetisichiedeisoldiperfarlenoisiamosoloproduttoriesecutiviidiota@illusionedifarecinema.mai (questo annuncio purtroppo è quasi vero).

La MANLEVATI production è in procinto (o progravidanza) di partire col casting del film “In fila alle poste senza numero”, un lavoro tratto dal libro del romanziere Uzbeko, “Skus kilè Lurtìm”.
Ruoli ricercati:
VECCHIO (si si vecchio non anziano) per ruolo: “Smemorato che vaga”.
ZINGARA (si si non Rom, o nomade, proprio zingara) per ruolo: signora che sbuffa ma ti frega la borsa.
DONNA PREGNA (si si non incinta o in stato interessante, proprio pregna da 8 mesi bella gonfia che pare un ascesso) per ruolo di una che sviene per il troppo caldo ma è una finta per passare avanti.
NEGRO (si si non di colore, nero, black, afro, cioccolatino, butrusgali, kong, pariquelloconlapallainboccacheinculanodipulpfictionmapiùalto, proprio negro) per ruolo dell’arrestato dopo la rissa che tutti fanno tranne lui ma lui viene arrestato dalla polizia accorsa dopo 48 minuti.

Comparse varie età con attitudine al battibecco, litigio, lamento. Pagamento in lupini e/o numeretti per il giorno dopo da rivendere agli extracomunitari in coda per il permesso di soggiorno.

Partirà a breve, il bus 56, quindi per chi volesse partecipare al casting dello spot sociale “Bussiamoci ancora” si sbrighi che poi il prossimo passa tra 48 minuti, sempre che non ci sia sciopero. “Piove pure maremmaimpestata” è il sottotitolo. Per partecipare al casting portare ISEE, un Cv di vs madre con foto, il certificato di invalidità permanente di vs padre e l’estratto conto della pensione di vs nonno/nonna a scelta basta sia in vita più fotocopia dei documenti, codice fiscale e cambiali già firmate. Figure ricercate: ambosessi 18/98 anni vivi. Il regista si raccomanda la discrezione e la puntualità.

I nuovi ammortizzatori sociali del governo…

Prima di andare in vacanza, le mie fonti segrete mi hanno rivelato in anteprima, quali saranno i nuovi ammortizzatori sociali che il governo ha preparato per quando rientreremo dalle vacanze. Eccoli qui sotto e mi raccomando prendete nota, perchè questo articolo potrebbe autodistruggersi a breve! I Gombloddi imperversano!

Bonus Bebè: Per ogni neonato sotto i 6 anni spammato su Facebook ignudo o meno, verranno corrisposti 60 euro al mese, più 5 euro per ogni video che lo riprenda mentre cade dal seggiolone e si dissalda la mandibola. Se il video è fatto da un genitore (1 o 2 fa lo stesso) c’è la riduzione del 19% per le spese del ricovero.

Sussidio di disoccupazione “flame war”: Per chi si trova nell’impossibilità di scatenare una rissa verbale sulle bacheche altrui, verrà creato un apposito fondo di circa 1000 (mille) euro. Tale fondo potrà essere riscosso solo dopo che saranno trascorsi 60 (sessanta) giorni dall’ultimo litigio sulla bacheca di un politico a caso.

In alternativa, si può prendere, con riserva, un post sulla bacheca di Povia, ma in questo caso verranno decurtati 5 euro per ogni bestemmia verso nostro signore il Cristo RE. Per gli utenti cosiddetti “grillini” e/o “pagatidalPD” è stato creato un fondo su misura di UNMILIONEESETTECENTOTTANTAHATTROMILAERROTTI!!1!11!! (fate girare) euro, ma forse anche di più, dice Di Maio.

WEB social card: È una carta rilasciata per i meno abbienti (o abbietti, dipende) che ne faranno richiesta entro domani all’ora di pranzo. Per esserne titolari i cittadini devono presentare almeno due querele (perse) per diffamazione a mezzo stampa o social network, oltre al codice fiscale e fotocopia di un documento tra quelli rubati online grazie agli annunci di lavoro finti.

La card si può usare per acquisti di prodotti elettronici di ultima generazione quali: Intellevision, VIC-20 (ma con espansione 8K), coppia di aradi Telefunken a transistor, Tamagotchi, Dolceforno (lampadina non inclusa), anelli vibranti per la nerchia (pile non incluse).

Bonus Lucarelli: A chi, si trovi impossibilitato a postare sulla bacheca di Selvaggia Lucarelli per ban definitivo, lo stato assegna un bonus “una tantum (verde)” di euro 12 da spendersi in preservativi gusto fragola, come risarcimento danni morali. In alternativa, il cittadino può richiedere una gigantografia della Lucarelli vestita da rifugiata siriana mentre giudica un comico in TV.

Web Assistenza odyosa: Il ministro delle pari opportunità su internet, On. Favj, ha indetto un patrocinio di emergenza per assistere, tramite specialisti informatici perfettamente addestrati all’uso della SEGA(r), chi necessita di una mano (o tutto il braccio) durante la ricerca di materiale didattico per la soddisfazione delle proprie funzioni ormonali.

 

Per adesso questo è tutto. Speriamo che questi ammortizzatori sociali possano rendere la vita del cittadino più serena. Amen.

 

La privacy sui social… lamentarsi è inutile.

Lamentarsi della mancanza di privacy sui social è come lamentarsi del caldo ad agosto, o del freddo a gennaio. È lapalissiano. Come quando il 13 d’agosto al Tg ci dicono che si deve togliere gli anziani dal sole di mezzogiorno, mangiare frutta e non l’abbacchio con le cotiche, bere tanta acqua e non la vernaccia di San Gimignano che è anche parecchio buona e non uscire di casa alle due di pomeriggio per arrivare a Pinerolo in bicicletta da Roma.

Però i social (soprattutto Facebook e Twitter) stanno diventando davvero il nostro diario personale quotidiano. C’è chi ci posta di tutto, dalle foto dei bimbi davanti al portone di casa, alle cartelle cliniche, (ne ho vista una con l’indirizzo, codice fiscale e terapia), referti ospedalieri e numeri di carta di credito in bella mostra. Un conto è postare una foto sotto il Duomo di Firenze, un’altro è far sapere a tutto il mondo, dove sei, con chi sei e quando ci sei.

Ed è proprio il “quando” che si fa pericoloso, specie per chi ha deciso di andare un’oretta al mare a fare il bagno e in casa non rimane nessuno o il nonno di prima messo opportunamente all’ombra. Quindi il ladro non fa altro che presentarsi e svaligiare la casa in tutta tranquillità, tanto sa dove abiti, e magari sa pure rincoglionire la vicina di casa che immancabilmente si affaccerà e si chiederà chi è quella persona che sta forzando la serratura.

“Non si preoccupi signora, sono un amico di Francesco che adesso è al mare a casa di nonna, mi ha detto di cambiargli la serratura. Lo sa anche sua moglie Giuseppina che è andata a prendere all’asilo il bimbo. Carino che è con quel cappellino rosso, gliel’ho regalato io per il suo compleanno giusto un mese fa. Le ha viste le foto su Facebook? Ah no? Io si!” E la signora tutta commossa e tranquilla magari gli presta pure una chiave del 12 per aiutarlo…

Ma a parte i ladruncoli, ci sono dei veri e proprio idioti al mondo, che sia per invidia o perché sono convinti che gli hai fatto un torto, te ne vogliono fare uno più grosso e allora ecco che si ingegnano per causarti più problemi possibili e spulciano la rete in cerca di appigli.

Un mentecatto con cui ho discusso per motivi politici, ha trovato un sito dove io ho pubblicato il mio libro anni fa, e m’è toccato contattare la redazione per far cancellare i suoi commenti insulsi contro di me, che nulla avevano a che fare col libro. Non contento ha trovato il mio telefono online (col mio lavoro prima o poi un curriculum ci arriva) e si messo a chattare a nome mio nei siti per segaioli, facendo finta di essere me, e facendomi telefonare da aitanti ometti con i quali ho instaurato una piacevole conversazione dopo che abbiamo chiarito l’equivoco.

Sì perché ci sono ancora dei mentecatti che pensano che se ti mandano un gay al telefono tu ti senta profanato nell’intimo per tutta la vita no? Nemmeno gli passa dall’anticamera del cervello che il “disturbo” è giusto la telefonata inaspettata, magari mentre sei a fare un “fax” al bagno, ma visto il ritmo con cui i call center ti chiamano, almeno con queste persone ci parli in italiano e ti propongono pure cose più fantasiose e divertenti (a chi piace), che il cambio del gestore del Gas.

Dovete stare molto attenti a cosa postate, anche sulle bacheche, sui forum, perché anche a distanza di anni, tutto rimane e se un idiota che ce l’ha con voi fa una ricerca, come per magia scappano fuori dati sensibili. Anni fa, ho messo un annuncio per cercare un inquilino e misi ovviamente la via dove stavo. Ecco, se uno ha tempo da perdere (questi soggetti purtroppo ne hanno parecchio) alla fine incrociando i dati che hai (nome e telefono ad esempio) qualcosa esce e zak! Te li ritrovi davanti casa, oppure ti scattano una foto e con un abile fotomontaggio ti fanno passare per l’uomo di Malgioglio (o della Bindi a seconda di chi pensano di offendere).

Il casino è che sono pure bravi in queste cose, e per beccarli ci vorrebbero rogatorie internazionali, pagare avvocati per anni e alla fine magari arriverebbe la prescrizione. Chi si riempie di tante parolone sulla privacy sui social, poi con una faccia da culo grossa come una casa, ti scrive su wazzup, ti fa incazzare, li mandi a quel paese e ti querelano per diffamazione e minacce. Che fare? Il mio consiglio è IGNORARE totalmente l’idiota di turno, se uno ce la fa a mandare giù la bile. In caso di insistenze o gravi danni all’immagine o privacy, di denunciare immediatamente con prove alla mano.

Fate Screenshot subito, salvate le conversazioni sul telefono e registrate tutte le telefonate. Si perchè ci sono anche altri infallibili rompicoglioni che cercano in tutti i modi di chiamarti e indurti all’errore, provocandoti con ogni mezzo. Anche qui calma e gesso. Non vi fate prendere dal nervosismo, tanto siete nella ragione e tutto quello che dovete fare (se insiste) è andare alla polizia postale e poi da un buon avvocato che non vedrà l’ora di guadagnare due soldini grazie a questi idioti.

Detto questo, io da qui in avanti cercherò di limitare qualsiasi diatriba online, tanto prima o poi un folle che per avere il quarto d’ora di fama, ti aspetta sotto casa o dove lavori con una mazza da baseball, o una pistola, lo trovi. Quindi perchè insistere? 90 su 100 chi ha un’idea, non la cambia certo con una discussione sui social. Chi è vegano rimane vegano, chi è fascista rimane fascista, chi è rettiliano rimane stordito e chi è razzista rimane un cretino.

Buon divertimento.

Black out: senza internet… Vita finita!

Avete mai provato a stare un giorno senza l’elettricità? Senza internet? Dico un giorno intero eh? Anzi, diciamo solo otto ore, anche solo quelle diurne. Black out improvviso! Certo, potrebbe essere abbastanza facile sopravvivere, se lo sai…

Ma se il simpatico amministratore del condominio attacca il cartello, dove si avvisava che la corrente sarebbe stata tolta per lavori dalla 8 alle 15, solo sul portone d’ingresso e NON all’ingresso del garage dove io entro sempre con la macchina… allora il black-out ti arriva in faccia con tutta la sua devastazione.

La notte prima sono andato a nanna tranquillo, con la batteria del cellulare al 65%, tanto chi se ne frega… lo carico domattina mentre faccio colazione e mi lavo. Sono ancora della vecchia generazione dei primi cellulari con le vecchie batterie “bianche” che, se ti azzardavi a ricaricarle quando non erano superscariche, poi ti duravano 8 minuti e quindi anche adesso se il cellulare non grida pietà, non lo ricarico.

Lascio il portatile acceso con scaricamenti TOTALMENTE LEGALI in corso, file Word aperti con mezze sceneggiature scritte, file aperti di money con tutte le registrazioni fiscali dal 1997 ad oggi, pagine web con iscrizioni a concorsi a metà “tanto finisco domani”, montaggio di auto-provini video da rifinire e togliere dall’inquadratura le mutande sul letto, il cavalletto, il riflesso del gatto, il ciuffo ribelle.

ore 8:.00 STLAK! Via la corrente.

Ore 9:00 Dormo beatamente.

Ore 9:30 Mi sveglio un attimo… mi riaddormento placido.

Ore 10:00 La radiosveglia che doveva suonare alle 9:30 ovviamente si è spenta e non suonerà mai.

Ore 10:30 Dormo ancora, sognando Scialpi e mia nonna che litigano sul divano di Maria de  Filippi (vince mia nonna). Il mio cellulare riceve un messaggio SMS da Wind (e chi li manda sennò gli SMS la mattina), vibra e mi distoglie da quel sogno memorabile. Mi sveglio. Prendo in mano il telefono e vedo l’ora: 10:35.

Arrrgghhh! Devo fare un botto di roba, tra cui andare all’ Asl a fare richieste di certificati, visite ed esenzione ticket. Poi provino forse, ma ancora non ho avuto la conferma dalla mia agenzia, spesa e altre cose… Ma come mai la sveglia non ha suonato? Accendo la luce e… Non si accende. S’è fulminata la lampada a basso consumo?!

Impossibile, quella che avevo era durata più del gatto! Era nuova, così nuova che quando l’accendevi ti faceva pure le lastre omaggio. Mi alzo, apro le tapparelle e mi rendo conto dell’orario. Mi rendo conto anche che non c’è corrente. Black out! Panico!

Corro nella camera dove ho il Pc. Tutto spento. Prime bestemmie mattutine con giravolta spaziale della ciabatta. Resto i prossimi tre minuti a fare “clik clak” all’interruttore della luce, nella vana speranza che stimolando qualcosa lì dentro, “venga” fuori un po’ di corrente, ma rimane una speranza vana. Controllo il contatore. Gli interruttori sono tutti al loro posto, nessun “salvavita” scattato. Apro la porta di casa: tutto buio. “Ok non è colpa mia”. Il piccolo sollievo non allevia un ciufolo. “Vabbè facciamo colazione”.

Accendo il gas… Manco per il cavolo, se non c’è corrente il “lampetto” cik cik cik che accende i fornelli non cikka. Se sei fumatore sei salvo, se come me, sei un accanito anti fumatore, in questi casi o trovi due bastoncini secchi e hai rudimenti di sopravvivenza nella foresta pluviale, o il fornello non l’accendi. Ok niente caffè, mi bevo un succ… arghhhhh il frigorifero!

Apri il frigorifero, con un po’ di timore, come fossi Sigurney Weaver in “Ghost busters” e ti rendi conto che la temperatura dentro è come quella fuori. Gli Yogurt stanno ballando la salsa insieme alla maionese, e sugli gnocchi freschi aperti due giorni fa è cresciuta l’erba cipollina.

Poi di colpo, un pensiero va al film “L’uomo senza sonno” di Anderson con Christian Bale, e non ho il coraggio di aprire il freezer. Per fortuna il ghiaccio “fa freddo” e miracolosamente, solo le pizze hanno raggiunto la stessa consistenza di una spugna (però biologica).

“Dai vado a farmi una doccia”. Apro l’acqua calda e… niente! Senza elettricità lo scaldabagno mica parte. Quindi o la fai fredda o non ti lavi. Decido per una via di mezzo: mi lavo solo le parti più “interessanti” e nel farlo emetto delle grida così mascoline che sicuramente i gatti in calore del quartiere avranno circondato la casa. Ma devo uscire, l’Asl mi aspetta e sono già in ritardo.

Esco di casa, prendo l’ascensor… Scendo i tre piani a piedi (un po’ di moto fa bene dai) arrivo in garage che senza luce sembra tutto “Aliens” e mi aspetto che qualcosa esca dalle “fottute pareti”, ma passa solo una rondine che sta facendo il nido. Accendo la macchina e premo il tasto per aprire il grosso cancello di ferro del garage che… rimane ovviamente fermo. E ora come esco?

Risalgo le scale e suono… cioè busso ad un vicino di casa che prima di sentire ci mette dieci minuti buoni. Mi dice che c’è una “levetta” da tirare e poi devo spingere il cancello a mano. Torno di sotto, scanso le fottute pareti con le rondini assassine, trovo una scatola con due buchi, ci infilo la mano come la tipa bionda in “Indiana Jones e il tempio maledetto” sento qualcosa di molliccio che mi unge la mano, e poi finalmente la levetta. “Clak”.

Libero! Spingo il cancellone, monto in macchina, esco, riscendo, chiudo il cancellone, rimonto in macchina. Arrivo all’Asl e mi dicono che i fogli per chiedere l’esenzione sono finiti. Ne rilasciano solo 40 al giorno. Ma “se ci capisci qualcosa puoi andare sul sito, scaricarlo e stampartelo e ce lo riporti entro mezzogiorno”. “Ok, vado e torno”.

Mi rendo conto solo dopo che sono rimontato in macchina che questa cosa per me oggi sarà impossibile. Ormai è così normale avere a disposizione la rete e tutto quello che comporta che non ci fai più caso. Ok niente visita e esenzione per adesso.

Nel frattempo controllo i mercati di borsa dal cellulare (gioco degli spiccioli nel Forex e in qualche azione). Ovviamente tutti gli studi grafici li ho sul Pc. Il telefono lo uso solo per controllare quello che ho fatto quando sono fuori. Operare dal telefono è pericolosissimo.

Vedo qualcosa di buono ma mi trattengo e non apro nessuna posizione a mercato. La batteria mi segnala 15% di autonomia. Devo conservarla per eventuali telefonate da famosissimi registi famosi che mi vogliono proprio oggi! Ma qualcuno lo potrebbe fare via wazzup (è successo, ma non erano famosissimi) quindi non posso nemmeno togliere la connessione dati che consuma…

Sono ormai le 12 passate… ho fame! Compro un accendino. Il tabaccaio sotto casa che mi conosce, pensa (visto che sono spettinato, puzzo, faccio l’attore e ho le occhiaie dalla fame) che abbia iniziato a drogarmi pesante e mentre mi porge un BIC da un euro, mi guarda malissimo.

Torno a casa e ancora tutto tace… Approfitto per mangiare una pastina al volo. Voglio bere. Le bottiglie di vetro con l’acqua depurata sono vuote. Ho il depuratore a osmosi inversa, che non è una malattia polmonare ma un modo, dicono, per bere l’acqua leggera, filtrata, certificata, ecc ecc. Però senza corrente il coso non va, e quindi mi attacco alla cannella come ai vecchi tempi e mi gusto l’acqua “pesante” a cinque stelle di Virginia.

E ora che si fa? Niente internet, niente Tv, il telefono al 5%… soffre poverino, lo so, e soffro pure io che non ho letto ancora il giornale online, non so chi è morto, chi è uscito dall’isola dei famosi,  se sto perdendo milioni in borsa e nemmeno quanti Like ho preso per il post idiota di stanotte alle 3 che ho fatto. Poi il fatidico suonino maledetto: “piripì piripì!” BATTERIA SCARICA. E ora?

E ora il colpo di genio: il vecchio mini portatile! Ve li ricordate quelli con l’ Atom, il monitor da 10 pollici che diventavi cieco dopo due mesi, che dieci anni fa costavano un occhio della testa e che sono durati sul mercato un paio di annetti scarsi? Ecco io ne ho comprato uno e per l’appunto l’avevo messo in carica qualche mese fa per testare un programmino idiota con virus annesso, e infatti l’antivirus era impazzito tanto da costituirsi parte civile.

Lo riesumo, premo ON e incredibilmente la batteria sta al 60%!! Ci attacco subito il mio telefono che riprende vigore, arriva subito un messaggio su wazzup della mia agenzia che mi dice che il provino è confermato, controllo i Like al mio post idiota e per l’euforia clikko dei “mi piace” a caso, così per condividere la mia gioia. Sto già cercando un modo per collegare questo portatile con l’altro, quando mi arriva una mail da una produzione e mi chiedono l’iban, copia documento con codice fiscale e liberatoria da stampare, riempire, scannerizzare e mandargli per mail subito.

Gli dico di sì ma so benissimo che, a meno che non abbia i raggi fotonici al posto degli occhi, non riuscirò a farlo con la mia stampante. Sono le 14:00 sto per uscire quando un rumore “zzzz” di frigorifero e depuratore messi insieme mi fà esultare. E’ tornata la luce!! Ma l’entusiasmo se ne va subito. Era solo una prova di questi maledetti operai che si divertono a vedere le reazioni della gente per il ritorno dell’epoca moderna.

Esco scoraggiato col telefono di nuovo al 15%. Faccio quello che devo fare, il provino e la spesa. Torno a casa alle 16:00. Tutto è tornato alla normalità. Il mio Pc è li che mi aspetta, con tutti i suoi settori del disco da recuperare e convertire in files CHK. Il frigo ha ripreso vigore, gli yogurt sono tornati pallidi latticini inermi. Nel freezer non ci sono teste di pesce andate a male,  e l’acqua depurata scorrerà di nuovo limpida per i prossimi 30 mesi di rate che ho ancora da pagare per ‘sto filtro a osmosi inversa facendo pure un torto a Virginia…

Controllo la borsa, sono il solito bischero di stamattina, nessun affare perso, su Facebook non ho saltato poi così tante informazioni fondamentali per la mia vita. Con un rapido scroll di dieci minuti, torno in pari. Mi viene da pensare che solo pochi anni fa, un black out come questo di 8 ore, non mi avrebbe creato nessun problema. E mi rendo conto che oggetti che non esistevano, diventano indispensabili nel giro di poco tempo. Quindi tutta sta tecnologia a che ci serve se poi ne siamo schiavi? Sto per entrare in doccia sentendomi un idiota e penso a quella del piano di sopra, che ha le tapparelle elettriche… secondo me dorme ancora.

Buona notte.

Facebook e la guerra dei “mi piace”… Meritocrazia virtuale assente.

Esiste la meritocrazia sui social? Facebook, è diventato un punto di riferimento, è assodato. Per tante persone vale più un complimento/offesa sui social che dal vivo. La vita virtuale che comprende fotografie, aforismi, stati d’animo e filmati, è diventata sacra sul sacro social d Zuckemberg.

Una pagina intelligente…

Anche io, lo ammetto, uso spesso Facebook. Che sia per lavoro, per divertirmi, per curiosare e per “mi piacciare” cerco di limitarmi e mi sono imposto un tetto massimo di tempo oltre il quale il sano cazzeggio, diventa malattia e quindi stop.

La home page del social recita “E’ gratis e tutti possono iscriversi”. Chissà cosa succederebbe se il buon Mark Zuckemberg una mattina si svegliasse col culo girato e mettesse una tassa di 10 euro al mese per usarlo. Ci sarebbe una rivoluzione, suicidi di massa e milioni di persone pagherebbero senza fiatare per continuare a essere “vivi” online.

Ma perché ragiono su Facebook stamattina? Perché ho incontrato un’altra “matta” in rete e mi andava di condividere il fatto per capire se sono io quello “strano”.

Antefatto: un mese fa, mando ad un po’ di gente “selezionata” (non mando mai a tutti indistintamente qualsiasi invito) la richiesta di mettere “mi piace” a una pagina di recensioni teatrali e una pagina di un gioco da tavolo che sto creando. Tra questi “selezionati” c’è una ragazza che fa l’attrice che conobbi mesi fa (sempre online) per un provino di un mio corto.

Già a suo tempo mi rispose: “ho messo il mi piace, ricambi?” E mi mette il link della sua pagina personale. Non le risposi anche perché cosa avrei potuto dire? Non sono solito mettere “mi piace” in ogni dove, per il semplice motivo che poi la bacheca mi si riempie di informazioni che non mi interessano o, in questo caso, avendola già tra le amicizie, mi sembrava proprio un doppione inutile. Quindi soprassiedo.

Ieri notte alle 2 circa, ecco un altro messaggio: “Ho messo il mi piace anche all’altra pagina, ma scommetto che anche questa volta non ricambierai, vero?” E aggiunge il sorrisino ammiccante, che vorrebbe essere un segnale distensivo ma invece non lo è manco per sbaglio.
Per non passare proprio da menefreghista, le ho risposto gentilmente che non metto “mi piace” a pagine di colleghi, a maggior ragione se non li conosco e che ho già tra gli amici. Poi per ironizzare e buttarla sul simpatico aggiungo: “ma che mi sei diventata famosa e non me ne sono accorto?” Che poteva anche essere un complimento diciamo. Non l’avessi mai detto…

Poteva finire il tutto con un “ok dai fa niente”, ma invece parte una sequela di risposte acidelle, presuntuose e con tanto di “ho 24 mila mi piace, più di tante altre attrici famose sai?! Se non mi conosci non importa, pure tu mi hai mandato due pagine da mettere mi piace e non mi conosci, quindi di cosa ti meravigli?”

Insomma pretendeva il “mi piace” a tutti i costi. Inutile spiegarle che non mi andava, niente, una rosicata galattica che è andata avanti un bel po’ e pure stanotte mi ha detto che l’ho offesa che non ho rispetto per gli altri ecc ecc ecc.

Il mi piace non si deve negare a nessuno in questo paese, figuriamoci! E’ diventato uno scambio: io ti mipiaccio se tu mi mipiacci, sennò non va mica bene! Non è che si può scegliere liberamente quale pagina seguire, è un do ut des clamoroso in cui tutti sono bravi e tutti hanno migliaia di “fans” che si picciano a vienda creando un vortice mipiaccioso infinito. Mi chiedo: ma arriverà un momento in cui tutti conoscono tutti e tutti si sono messi il mi piace alla pagina? Quando arriverà questo momento si aprirà un buco nero sopra la nostra testa a forma di pollicione blu e ci risucchierà? Ora ci scrivo un soggetto…

Variante del “mi piace”

Questa ragazza non è “famosa”, ha solamente fatto particine infime in qualche film e corti, come faccia ad avere 24 mila mi piace sulla sua pagina è un mistero. Non credo abbia pagato Fb per averli. Purtroppo penso che questa povera alienata stia tutto il giorno a chiederli online, perché sennò non si spiega. Ho scorso la sua bacheca e non ho letto “frasi ad effetto tipo guru”, non ha risolto il problema della fame nel mondo, della forfora, delle doppie punte e delle scarpe da donna comode, quindi non capisco tutto questo successo.

O sono proprio rincoglionito, o questa ragazza ha qualcosa che non va. Non per i 24 mila mi piace, per quello, buon per lei, avrà una platea ampia virtuale che la starà a sentire spero, quando avrà qualcosa da dire, ma perché da come ha reagito per un “mi piace negato”, credo non possa vivere serena. Una compulsiva che passa più tempo ad ingrassare la sua pagina pubblica che a pensare a lavorare sul serio magari.

Detto questo, l’ho bloccata, perché si andava sul pesante, tra parentesi ho visto che ha lavorato pure col tipo di cui non posso fare il nome perché mi ha querelato per l’articolo sul suo film recensito dalla mia amica, e adesso capisco anche molte cose. Tra matti hanno fatto scopa.

Via adesso vado a vedere se è il caso di “mipiacciare” qualcosa ok? Poi vi aggiorno.

Mipiacciatevi!

Il meraviglioso mondo dello spettacolo… passione e visibilità.

Il meraviglioso mondo dello spettacolo, spesso non è così meraviglioso…

Antefatto: due mesi fa, faccio un provino per una figurazione speciale. Cosa è una figurazione speciale? E’ quando in un film, corto, fiction che sia, una persona apre bocca e dice una battuta non di servizio (tipo buongiorno signora) o fa un’azione particolare che non sia di “comparsa”. Per queste figure professionali è riconosciuto un compenso di circa 120 euro lorde, a seconda della produzione.

Per un attore (uno vero intendo, che lo fa di mestiere da svariati anni e che ci campa, non che lo fa per hobby tra un turno in fabbrica e l’altro), per un attore, fare queste figurazioni non è molto invitante e spesso si tende a nascondersi dietro agli altri o addirittura non si accetta il lavoro. Io ultimamente ho ricominciato a fare piccole figurazioni se con un minimo di storia. Ad esempio nell’ “Allieva” della Endemol ho fatto un assassino che era protagonista in tre scene anche se mute e aveva pure un cane con cui doveva interagire. Ho lavorato tre giorni e mi sono anche divertito.

Due mesi fa, mi chiamano per un provino per figurazione. So già che troverò la bolgia, ed infatti così è. C’è di tutto. Il solito zoo. C’è il tipo che dice che fa l’attore ma fa sempre e solo la comparsa, quello che ha fatto il tronista, il Beato tra le donne, Avanti un altro, chi applaude a Forum, chi ci ha litigato a Forum, l’agente delle dive con la diva bellona che prima che arriva lei arrivano le tette cinque secondi prima, e così via. Ci sono anche bravi attori e attrici ovviamente, che come me magari non stanno lavorando in qualcosa di meglio e allora…. “tutto fa”.

Attendo pazientemente il mio turno, nel frattempo ascolto quelli prima di me: alcuni passabili altri inascoltabili, che fanno sentire i punti interrogativi quando recitano le domande, brrr. Tocca a me, mi avevano dato poco prima due battute da imparare a memoria. Si tratta di interpretare un giornalista, tale “Frangi” che durante una conferenza stampa, fa due domandine antipatiche al potente di turno.

Nome, cognome, profili, anni e da dove vieni e vai col provino. L’aiuto regia (che provina i piccoli ruoli in vece del regista) mi ascolta, sgrana gli occhi, mi guarda di traverso e rivolgendosi all’operatore esclama: “Oh, questo è bravo!” Meravigliata, come se avessi appena fatto un monologo di un quarto d’ora in equilibrio su una mano. Mi dice che purtroppo quel giorno non era molto contenta di chi si era presentato, ma con me può bastare e  mi avrebbero tenuto in considerazione per qualcosa. Me ne vado ormai come un automa, mettendo l’ennesimo provino nel carniere.

Ed ecco che ieri mi scrive su whatsup (sempre canali professionali) il ragazzo che mi chiama per questi provini e mi dice che sicuramente mi prenderanno per questo ruolo. “Si gira tra due giorni, compenso è di 120 euro lorde come al solito”. “Come al solito un par di palle”, gli rispondo. Se c’è un ruolo, e l’ho pure vinto tra centinaia di attori, vorrei un minimo di riconoscimento in più, sennò questo lavoro diventa veramente una barzelletta. Mi dice che prova a chiedere 150, ma non mi assicura nulla. Faccio finta di non aver letto il messaggio ma apprezzo almeno lo sforzo.

Silenzio. Scrivo io il giorno dopo: “ma sicuramente mi dovevano prendere… sei sicuro?” Risposta: “Si si sei tu ma non è più una posa ma sono 7 sempre a 120 però”. Nel medesimo istante alle ore 13:00 arriva una mail direttamente dalla Endemol dove mi dicono che mi hanno scelto per 7 pose, disponibilità da qui ad aprile (testuale) compenso 120 lorde a posa e che nel pomeriggio dovevo andare in sede a firmare il contrattino.

Della serie: “lo sappiamo che non hai un cazzo da fare e che sei a nostra completa disposizione quindi sbrigati e vieni a firmare sennò il tuo ruolo lo diamo ad una scimmia dello zoo di Pistoia“. Io che invece avevo un provino per uno spot, avevo da ridire sul compenso e pure sui giorni di lavoro, visto che ho una tournée che mi inizia a fine febbraio, li chiamo e faccio notare anche che non è che uno riceve una mail alle 13, e può correre a firmare contratti perché si gira il giorno dopo. Poi faccio presente anche che su 7 giorni di riprese, 2 purtroppo non potrò esserci perché fuori Roma in tournée con Benvenuti e Formicola in “Tutto Shakespeare in 90 minuti”, e quindi la signorina al telefono mi dice che mi farà sapere.

Vado a fare il provino, un po’ preoccupato, visto che non capita tutti i giorni di essere scelto come attore per un ruolo importante, da un casting nato per figurazione. Rimango però sempre dell’idea che 120 euro lorde per un lavoro del genere siano una buffonata, soprattutto quando i protagonisti prendono 20 volte tanto.

Dopo il provino mi chiama e mi dice che non se ne fa nulla perché, parole sue, “già hanno tanti paletti da sistemare per i protagonisti, figuriamoci se potevano pensare anche a quelli per i piccoli ruoli”. Li capisco, non fa una grinza. Certo però come faranno a girare domani non lo so. Avranno delle riserve? Penso proprio di si perché quando hanno deciso sul mio conto, erano le 16:30, quindi deduco che un attore in tuta e calzoncini si stia scaldando pronto ad entrare in campo direttamente dalla panchina a bordo set.

Insomma alla fine di tutto questo cosa rimane da dire: che questo meraviglioso mondo dello spettacolo, di meraviglioso ha ben poco fino a che non passi nella categoria “protagonista”, e che se uno calcola le probabilità di essere scelto ad un provino e poi ci raffronta il compenso… forse è più remunerativo e sicuro, andare a caccia di Dodo al Polo Nord. Che se si analizza come vengono gestite tutte le operazioni e l’organizzazione che porta un attore da casa sua al set, è più professionale vedere come gli zingari rovistano scientificamente nei cassonetti.

Ma nonostante tutto, per entrare in questo magnifico mondo dello spettacolo, c’è sempre la fila, c’è sempre chi lavora gratis o per due spiccioli, c’è sempre che si riempie la bocca di “passssssione” e “visibilità”, c’è sempre chi ti dice che se ti danno 800 euro per uno spot che giri in un giorno, sei un maledetto privilegiato, (e magari chi te lo dice ha appena preso la quattordicesima e sta in cassa malattia o ferie pagate).

C’è sempre chi ti vede in tv dire “Bronchenolosedativoefluidificanteeee!” e ti fa i complimenti vivissimi e poi lo inviti a teatro a vedere un monologo comico di un’ora scritto e diretto da te, dove fai ridere, piangere, canti, balli, rutti e scorreggi, e non ci viene perchè: “sai c’ho problemi in famiglia, sto in bolletta ‘sto mese, pioveva, a me il teatro mi annoia, se lo facevi di pomeriggio magari… tanto lo rifarai no? Volevo venire poi mi s’è fatto tardi, se veniamo in 12 ci fai entrare gratis vero? Col bimbo come faccio, ah ma fai ancora teatro?”

Nonostante tutto, c’è sicuramente chi sta peggio, chi ha perso tutto in borsa in questa settimana, chi non trova lavoro nemmeno come comparsa, chi lo trova ma è triste e sta tutta la vita a rimpiangere il giorno che ha firmato un contratto a tempo indeterminato (prima del job act).

Io non l’ho fatto e anche se oggi mi girano parecchio i coglioni, so che domattina posso alzarmi alle 11 se voglio, e so anche che il teatro è stupendo, anche se entrare in quella scatolina magica che è la tv fa piacere anche a me, perché noi attori siamo egocentrici, narcisisti e sfacciati, e non ci basta solo il palcoscenico, vogliamo anche essere riconosciuti per strada, TUTTI, anche chi dice che “la televisione non la guardo mai”. Ecco perché oggi sono incazzato col teatro, ecco perché domani sarò sempre incazzato col teatro. Perché so già che poi mi passerà.