Scuole di recitazione fantasma con la fregatura… attenzione!!

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Vi è mai capitata una scuola di recitazione con fregatura annessa? Io me ne sono accorto purtroppo solo oggi, dopo tre lezioni da docente. Ma facciamo un passo indietro. Inizio ottobre: leggo su una pagina Facebook che una “prestigiosa accademia internazionale di spettacolo” cercava ambosessi per insegnare recitazione, dizione, sceneggiatura, canto, musical e chi più ne ha più ne metta.

 

Ecco cosa potrebbe vedere un allievo quando arriva…

Mando una mail con Cv e foto. Appena spedita vedo che nell’indirizzo mail c’è un refuso e al posto di “internazionale” c’è “intwrnazionale”. Penso di aver sbagliato io ma è proprio così, la mail giusta, l’hanno proprio creata con la W al posto della E. Per quale oscuro motivo? Già la cosa puzzava ma ho lasciato perdere. Il giorno dopo mi invitano ad andare nella loro sede vicino piazza Venezia per un colloquio conoscitivo. Vado.

La “sede” è una sala affittata in un bel palazzo d’epoca che fa ben sperare, anche se le due stanze a disposizione per i corsi sono due normalissime stanze da conferenza, abbastanza piccole, poco consone per farci dei corsi, soprattutto per l’acustica. Soffitti alti e rimbombi tremendi che a malapena ci si sente. Ad attendere ci sono tre ragazzi di cui uno ha già fatto la prova ed era stato riconvocato per la seconda prova. Accidenti come sono pignoli… Speriamo bene. Arriva il mio turno.

Mi accoglie una signora (che chiameremo R.) che sembra uscita da un B-movie anni ’70. Pingue, sguardo porcino, occhi a mezz’asta, unticcia, mano flaccida. Mi fa un terzo grado senza manco guardare il Cv. Si fida, dice. Potevo dirle che ero reduce da accademie e centri sperimentali ma sono stato onesto, le ho detto solo quello che ho fatto.

Dopo avermi ripreso bonariamente per il fatto che si sentiva la “G” fiorentina e quindi di stare attento per un eventuale lezione di dizione, R. mi dice che il sabato stesso potevo venire a fare la “prova”. Alla mia richiesta di quantificare il compenso per il mio lavoro mi dice: “poi vediamo a seconda degli iscritti, ma per la prova ti diamo 30 euro per due ore”. Spiccioli ma alla fine è una prova e mi va anche bene. “E se poi sono idoneo, quanto è il compenso? Io lo vorrei sapere perché ho anche altri lavori di sabato”. “Poi vediamo, diciamo sui 25 euro l’ora”. Io le dico che sotto 30 non posso andare, categorico. “Si ma poi vediamo dai…” “Come ci pagate? Io ho partita iva”. Non sia mai! “Ti faccio una ricevuta come rimborso spese, così non ci paghi le tasse”. E oplà, l’accrocco a nero è servito!

Faccio finta di niente e le ripeto che io sotto 30 l’ora non esco manco di casa. “Si ma poi vediamo, se mi trovi gente ti do anche la percentuale, 52 euro eh?”. Vabè… stendiamo un velo pietoso. Era da alzarsi e mandarla a coltivare lombrichi albini, ma io per queste cose mi ci incaponisco e poi ero curioso.

Esco e anche agli altri due docenti, viene detto di venire sabato alla stessa ora per fare la prova. “Ma che la facciamo tutti insieme?” “Poi vediamo, perché abbiamo tanti corsi”. Non la tange nemmeno di striscio che uno potrebbe non gradire la presenza di un altro docente “concorrente” durante la lezione eh? Ci mancherebbe.

Arriva il sabato e mi si presentano tre (3) allievi. “Gli altri si sono sentiti tutti male”. Accidenti, un’epidemia! Faccio le mie due ore e tutto fila liscio anche se lo spazio è veramente difficile da gestire, con un ingresso per entrambe le stanze e l’altra collega che si è prestata a seguire la mia lezione per due ore, non so con quale spirito di cavalleria. Io sarei andato via dopo dieci minuti, sempre per questioni di imbarazzo e rispetto.

Nella sala accanto fanno il corso per l’uso della voce e si sente tutto, anche il minimo sospiro. La lezione finisce e ci diamo appuntamento al sabato successivo. Lascio detto ai tre allievi di portare un pezzo a piacere da leggere. In teoria mi dovrebbe pagare, ma R. non si trova. Dove è? Non si sa. Attendo. Dopo 10 minuti mi chiama. “Se mi aspetti 10 minuti arrivo”. Arriva dopo venti, per dirmi che “andiamo avanti poi vediamo”. Quindi non mi paghi la prova? “Si certo, a fine mese come tutti”. Nel frattempo ci dice di stare tranquilli perché loro sono sulla piazza da più di 15 anni (mai sentiti nominare veramente). Ci guardiamo un po’ sgomenti e vediamo cosa succederà il sabato dopo.

Arrivo a casa e scrivo una mail al corso chiedendo di avvertire gli allievi di portare qualcosa da leggere. Non ricevo risposta. Il venerdì, mando un messaggio a R. che mi risponde fredda:

“No porta qualcosa tu e’ meglio”.

“No, preferirei così , visto che agli altri ho detto di portare cose loro. Mandategli un messaggio che così si abituano. Grazie.”

“Guarda domani vengono persone nuove quindi per favore lascia perdere il testo”

Desisto…

“Va bene però per il futuro vorrei decidere io cosa fare , e se vi mando una mail magari rispondetemi se non siete d’accordo , sennò io mi trovo in difficoltà. Il corso è iniziato chi non c’era gli faccio un sunto ovvio ma se do dei compiti da fare devono essere portati e a chi manca va fatto sapere.”

Paziento ancora. Arriva il sabato e “le persone nuove” sono due, uno ha cambiato giorno, quindi ho la bellezza di 4 allievi. Faccio la mia lezione. Alla fine chiedo quanto sarà il mio compenso. “Poi vediamo, ma fai anche corsi di sceneggiatura? Perché ci servirebbero…” “Si ma quanto pagateeeeeeee?” “Poi vediamo”. Uno sano di mente l’avrebbe già mandata a quel paese, ma a me i casi umani piacciono ed insisto.

Fuori dalla scuola l’insegnante di dizione mi informa che ha rinunciato per la poca professionalità del corso. Vengo a sapere che i corsisti hanno pagato a giugno e non hanno mai fatto una lezione. Sborsano dai 260 ai 440 per dodici lezioni e non si capisce con quale criterio decidano le differenze di prezzo. Ci sono corsi “settimanali, mensili trimestrali semestrali” di ogni cosa, insomma un calderone in cui stavo navigando a vista in balìa di questa tipa che appare e scompare come un sugherino in mezzo all’oceano.

E arriviamo al giorno 26 ottobre. Ore 23:30, quando mi arriva questo messaggio:

La lezione oggi la terra’ il direttore artistico. Ti faccio sapere per la prossima settimana”

È uno scherzo? Rispondo un attimino piccato, e che mi sarei presentato lo stesso per conoscere questo fantomatico “direttore artistico”, e per riscuotere le mie lezioni già fatte, in quanto è fine mese e in quanto avrei dato fine a questo rapporto di lavoro immediatamente.

Mi risponde che mi farà sapere lei quando mi paga, sicuramente dopo il 31, quando faranno “amministrazione” (di cosa non si sa visto che mi ha detto mi avrebbe pagato a nero).

Ed eccoci al 27 ottobre. Arrivo alle 15 precise e appena mi vede trasecola. “Ti avevo detto di non venire, che sei venuto a fare?” “A conoscere il direttore artistico e a prendere i miei soldi” “No, i soldi non ce li ho e abbiamo da lavorare, non rompere i coglioni o chiamo la Polizia”. E mi sbatte la porta in faccia.

Calma. Respiro, Yoga, yogurt, pippoli di plastica da scoppiare, gatto peloso da accarezzare, mani nei fagioli…. oooommmmmmmmm! Serafico mi appoggio alla porta e attendo gli allievi. Appena arrivano R., esce con un balzo felino e li acchiappa proprio fisicamente per evitare qualsiasi contatto con me. Riesco a dare il mio biglietto da visita che R. vuole avere a tutti i costi ma invano. Ne arrivano solo due di allievi. Attendo.

Esce R. e mi dice che se non vado via chiama la Polizia, non si sa per quale motivo. Le dico che non vedo l’ora di salutarli. Passa un’ora ed ecco che arriva la Polizia. L’ha chiamata davvero! Mi chiedono cosa ci faccio lì. Spiego le mie ragioni. Documenti. Arriva lei da un bar. Il poliziotto la cazzia subito perché quando si chiama la Polizia almeno farsi trovare ad aspettarla mi pare il minimo. “Eh lo so ma stavo male…”

“Cosa succede?” R. parte con una sequela di balle. Ve ne elenco alcune: “il signore qui non è capace di insegnare, gli allievi si sono lamentati ed è stato sostituito. Alche il poliziotto la blocca subito e le dice che vuole sapere solo gli eventuali fatti penali rilevanti. Quindi, la becera, continua con le balle: “stanotte mi ha riempito di chiamate, non mi fa lavorare, ha scampanellato disturbando la lezione, fa schiamazzi, mi impedisce di uscire e vuole entrare con la forza nel portone”.

Il poliziotto la cazzia ancora per averli chiamati per queste puttanate, le chiedono un documento, e dopo R. rientra. Rimango solo con i due poliziotti a cui racconto tutto e capiscono al volo. Mi dicono che i soldi senza un contratto scritto sarà difficile che li rivedrò e se non voglio altri casini meglio che vado via tanto non risolverò niente lì. Hanno ragione ovviamente, ma io sono un po’ duro di comprendonio e dopo averli salutati attendo ancora la fine del corso almeno per salutare i miei due allievi e capire se magari hanno chiesto loro la mia sostituzione. Ah, dentro ovviamente non c’è nessun “direttore artistico” ma un altro disperato come me ad insegnare, ignaro di tutto quanto.

Ed eccoci a fine lezione. Gli allievi escono e sono molto dispiaciuti per non avermi trovato. Non hanno avuto da ridire niente di me, anzi, ce l’hanno con R. perché è di un pressappochismo esasperante e da giugno attendono l’inizio dei corsi. Il cambio del docente non era previsto e l’hanno digerito male. Chiederanno spiegazioni a R. che non si vede, volatilizzata, come al solito.

Il 29 ottobre, ho scritto con un’altra mail richiesta di informazioni e per sapere chi era il “direttore artistico”. Ecco la mail:

Salve sono un’attrice alle prime armi , ho 19 anni ma è da quando sono bimba che sogno di uscire per la tv. Ho già recitato presso la parrocchia del sacro cuore lagrimoso a Torpigna e pure un’apparizione nel corto “Io la schiava celo e tu no” del regista Lando Busdraghi dove facevo x la punto la schiava ma morta. Volevo sapere se avete un corso propedautiche per diventare qualcosa nella tv , o anche nel cinema perhè solo lì mi sentirei realizzata, o anche per conoscere Corona che mi piace tanto ma soprattutto come uomo di valori. Se posso sapere il costo e chi insegna così mi faccio un idea e chiedo a nonna se mi può dare dei soldi per fare il corso. Grazie e a presto. Risp.

Hanno avuto pure il coraggio di rispondere a questa mail così:

“Full immersion domenicale
8 ore in una giornata
€ 80,00

Corso trimestrale regolare ( 24 ore )
Frequenza : 1 volta a settimana
Costo : € 40,00 iscrizione + € 265,00 quota corso ( Teatro ) € 300,00 Cinema

Trimestrale intensivo

Frequenza : dal lunedì al venerdì ( 3 ore al giorno 180 ore in totale)
Durata : 3 mesi
Costo : € 1,000,00 ( quota trimestre ) sia Teatro che Cinema

Corso annuale
Durata: 9 mesi
Frequenza : dal lunedì al giovedì 4 ore al giorno
Costo : € 2000,00 intero corso
E’ possibile anche rateizzare il pagamento

E’ possibile dopo un apposito esame accedere al secondo anno e prendere il diploma

E’ possibile al secondo anno accedere ad una borsa di studio

Per ogni tipologia di corso viene rilasciato l’ attestato di frequenza

Abbiamo per ciascun corso diversi giorni e diversi orari

Grazie per averci contattato”.

Ora, premesso che hanno tutto il diritto di fare anche il corso di “3 minuti istantaneo di dizione” se vogliono, ma io mi chiedo dove hanno trovato tutti questi docenti, alla Coop in offerta 3×2? E soprattutto dove sono le aule. Con quale stomaco si può proporre ad un ragazzo alle prime armi un corso di un pomeriggio? Che gli insegni? A fare il girotondo?

Comunque tramite questo giochetto sono venuto a sapere che dopo avermi silurato, hanno ingaggiato un attore abbastanza esperto e famoso che non sa niente di me, sa solo che sono stato mandato via perché incompetente e pure violento, visto che c’è voluta la Polizia per mandarmi via. Quindi pure la diffamazione. La tipa, dopo che ho scritto su Facebook di stare attenti a “fantomatiche scuole di recitazione” mi chiama subito per minacciarmi di querele e che se volevo 60 euro come rimborso per le due lezioni mi avrebbe fatto un bonifico perché dal vivo aveva ribrezzo di vedermi e di stare attento perché mi avrebbe accoltellato giurando su suo padre.

Per finire, mi informa che è “mezzo avvocato” e quindi devo stare molto attento. Le ho risposto che il compenso che dice è fantasioso e che una donna delle pulizie se la paghi regolarmente prende di più. Quindi se voleva fare le cose in regola doveva darmi i suoi dati, per la fattura, e che mi doveva 30 euro per la prova, 60 euro per la lezione e 60 euro per la lezione annullata la notte prima senza motivo e preavviso. Ovviamente ad oggi (28 novembre) non ho visto un centesimo.

Quello che invece ho visto è la sua diffamazione su Facebook sotto un mio post, dove avvertivo i colleghi di non accettare incarichi da una “fantomatica scuola di teatro vicino piazza Venezia”. Lei con account falso mi ha pesantemente diffamato dicendo che sono imbroglione, truffatore, che ho il Cv falso e altre belle cosette di cui risponderà in tribunale.
Il post originale del 29 ottobre 2018 lo potete trovare su questa pagina

Facebook: https://www.facebook.com/groups/1586934294862307/?fref=nf

Dopo questo lungo racconto, vorrei capire come mai R. ha deciso di fare tutto questo casino. Per fregarmi 150 euro? Non capisco sinceramente. O forse il trucco è di far fare tre lezioni ad ogni docente e poi lasciarlo a casa in modo da risparmiarsi i costi del personale? Pare di si, visto che neppure gli altri due docenti non sono stati ad oggi, pagati. Quello che è sicuro, è che vista la stragrande maggioranza di gente che vuole “entrare nel mono dello spettacolo” a qualsiasi costo, questi buffoni si sentono in diritto di organizzare patetiche scuole di “arte” metterci dentro la qualunque ad insegnare (mi ci metto anche io, tranquilli) e lucrare sulle iscrizioni. 440 euro per 12 lezioni di dizione non è male eh? Quasi quasi…

Signori e signore! È arrivato il corso di dizione, doppiaggio, maneggio, recitazione, addizione, umiliazione del qui presente commendator Gabbrielli! Accorrete numerosi! I primi 10 iscritti riceveranno in omaggio la collezione completa di “Lando mese!”

Per adesso è tutto. Sperando di non prendere un’altra querela, se qualcuno non ha capito di chi sto parlando, me lo chieda in privato e vi dirò tutti i dettagli per non farvi fregare da questi venditori di fumo.

 

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