La privacy sui social… lamentarsi è inutile.

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Lamentarsi della mancanza di privacy sui social è come lamentarsi del caldo ad agosto, o del freddo a gennaio. È lapalissiano. Come quando il 13 d’agosto al Tg ci dicono che si deve togliere gli anziani dal sole di mezzogiorno, mangiare frutta e non l’abbacchio con le cotiche, bere tanta acqua e non la vernaccia di San Gimignano che è anche parecchio buona e non uscire di casa alle due di pomeriggio per arrivare a Pinerolo in bicicletta da Roma.

Però i social (soprattutto Facebook e Twitter) stanno diventando davvero il nostro diario personale quotidiano. C’è chi ci posta di tutto, dalle foto dei bimbi davanti al portone di casa, alle cartelle cliniche, (ne ho vista una con l’indirizzo, codice fiscale e terapia), referti ospedalieri e numeri di carta di credito in bella mostra. Un conto è postare una foto sotto il Duomo di Firenze, un’altro è far sapere a tutto il mondo, dove sei, con chi sei e quando ci sei.

Ed è proprio il “quando” che si fa pericoloso, specie per chi ha deciso di andare un’oretta al mare a fare il bagno e in casa non rimane nessuno o il nonno di prima messo opportunamente all’ombra. Quindi il ladro non fa altro che presentarsi e svaligiare la casa in tutta tranquillità, tanto sa dove abiti, e magari sa pure rincoglionire la vicina di casa che immancabilmente si affaccerà e si chiederà chi è quella persona che sta forzando la serratura.

“Non si preoccupi signora, sono un amico di Francesco che adesso è al mare a casa di nonna, mi ha detto di cambiargli la serratura. Lo sa anche sua moglie Giuseppina che è andata a prendere all’asilo il bimbo. Carino che è con quel cappellino rosso, gliel’ho regalato io per il suo compleanno giusto un mese fa. Le ha viste le foto su Facebook? Ah no? Io si!” E la signora tutta commossa e tranquilla magari gli presta pure una chiave del 12 per aiutarlo…

Ma a parte i ladruncoli, ci sono dei veri e proprio idioti al mondo, che sia per invidia o perché sono convinti che gli hai fatto un torto, te ne vogliono fare uno più grosso e allora ecco che si ingegnano per causarti più problemi possibili e spulciano la rete in cerca di appigli.

Un mentecatto con cui ho discusso per motivi politici, ha trovato un sito dove io ho pubblicato il mio libro anni fa, e m’è toccato contattare la redazione per far cancellare i suoi commenti insulsi contro di me, che nulla avevano a che fare col libro. Non contento ha trovato il mio telefono online (col mio lavoro prima o poi un curriculum ci arriva) e si messo a chattare a nome mio nei siti per segaioli, facendo finta di essere me, e facendomi telefonare da aitanti ometti con i quali ho instaurato una piacevole conversazione dopo che abbiamo chiarito l’equivoco.

Sì perché ci sono ancora dei mentecatti che pensano che se ti mandano un gay al telefono tu ti senta profanato nell’intimo per tutta la vita no? Nemmeno gli passa dall’anticamera del cervello che il “disturbo” è giusto la telefonata inaspettata, magari mentre sei a fare un “fax” al bagno, ma visto il ritmo con cui i call center ti chiamano, almeno con queste persone ci parli in italiano e ti propongono pure cose più fantasiose e divertenti (a chi piace), che il cambio del gestore del Gas.

Dovete stare molto attenti a cosa postate, anche sulle bacheche, sui forum, perché anche a distanza di anni, tutto rimane e se un idiota che ce l’ha con voi fa una ricerca, come per magia scappano fuori dati sensibili. Anni fa, ho messo un annuncio per cercare un inquilino e misi ovviamente la via dove stavo. Ecco, se uno ha tempo da perdere (questi soggetti purtroppo ne hanno parecchio) alla fine incrociando i dati che hai (nome e telefono ad esempio) qualcosa esce e zak! Te li ritrovi davanti casa, oppure ti scattano una foto e con un abile fotomontaggio ti fanno passare per l’uomo di Malgioglio (o della Bindi a seconda di chi pensano di offendere).

Il casino è che sono pure bravi in queste cose, e per beccarli ci vorrebbero rogatorie internazionali, pagare avvocati per anni e alla fine magari arriverebbe la prescrizione. Chi si riempie di tante parolone sulla privacy sui social, poi con una faccia da culo grossa come una casa, ti scrive su wazzup, ti fa incazzare, li mandi a quel paese e ti querelano per diffamazione e minacce. Che fare? Il mio consiglio è IGNORARE totalmente l’idiota di turno, se uno ce la fa a mandare giù la bile. In caso di insistenze o gravi danni all’immagine o privacy, di denunciare immediatamente con prove alla mano.

Fate Screenshot subito, salvate le conversazioni sul telefono e registrate tutte le telefonate. Si perchè ci sono anche altri infallibili rompicoglioni che cercano in tutti i modi di chiamarti e indurti all’errore, provocandoti con ogni mezzo. Anche qui calma e gesso. Non vi fate prendere dal nervosismo, tanto siete nella ragione e tutto quello che dovete fare (se insiste) è andare alla polizia postale e poi da un buon avvocato che non vedrà l’ora di guadagnare due soldini grazie a questi idioti.

Detto questo, io da qui in avanti cercherò di limitare qualsiasi diatriba online, tanto prima o poi un folle che per avere il quarto d’ora di fama, ti aspetta sotto casa o dove lavori con una mazza da baseball, o una pistola, lo trovi. Quindi perchè insistere? 90 su 100 chi ha un’idea, non la cambia certo con una discussione sui social. Chi è vegano rimane vegano, chi è fascista rimane fascista, chi è rettiliano rimane stordito e chi è razzista rimane un cretino.

Buon divertimento.

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