Poeti e poesia di nuovo all’attacco…

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Ebbene sì, quelli di Poeti e Poesia ci sono ricascati, ma questa volta, secondo me si erano preparati. Ma andiamo con ordine:

Più di un anno fa avevo fatto un’incursione nei loro archivi poetici, documentando il tutto in questo articolo con video annesso.

mi arriva per mail, la loro pubblicità del nuovo concorso che ogni tanto a ciclo continuo indicono. Non mi lascio scappare l’occasione e mi iscrivo tramite il loro form online. Gli appioppo una poesia dal titolo: “REBUSIARE” che già di per sè la dice lunga… Questo il testo:

REBUSIARE

Serrare le coltri
languisce le serpi
Idda, arriva col mondo di sè

Parlami se vuoi
dei resti son crespi
dei motti divelti

Lapalissiano è il mio navigar
sappimi dire le lonze vibrare
piatto e piattume sorreggimi laere.

Croste dei mar, ponti sospesi
frotte dei cesi, il botto fa bum.

Nel core sublime, m’attrista la fine,
ciodonde nel chiare, sei battere in tre.

La fine è divisa, la sorte è sciacalla
pandori di Biella, portami al Re.

Tetano vivo, tetano sorto
mio figlio come si dice,
canuto dimorto.

Mai avrei pensato che una siffatta opera avessi suscitato interesse e scalpore nelle menti avide di sapere della redazione della casa editrice “Pagine” che patrocina il concorso. Ricordo che si può vincere fino a 1500 euro di premio, quindi è molto goloso. La giuria oltre al noto poeta Elio Pecora, è composta per più di metà, da componenti della redazione stessa. Ci fidiamo…

Ma ecco che qualche giorno fa, mi arriva la telefonata tanto agognata. La mia poesiola era stata selezionata per… Vincere? Ci mancherebbe! Ma per la raccolta di poesie no?! Le più meritevoli ovviamente. Ma se è così meritevole come mai non ho vinto? Lasciamo stare il primo premio, ma ce ne sono CINQUANTA! Possibile che “Rebusiare” sia meritevole di essere inserita in una pubblicazione, ma non possa vincere manco il 50° premio di consolazione?

No via, questi prendono ancora una volta per il culo la gente, e quindi vanno ripagati con la stessa moneta. Questa volta sono Francesco Gebottis, mezzo greco e mezzo lucano, o dell’Abruzzo, insomma da quelle parti lì. Creo un bel plot, mi preparo psicologicamente e sforno pure un’altra poesiola fresca fresca da far sorbire alla temeraria dall’altra parte del telefono.

Tutto fila liscio e divertente per i primi minuti poi però forse perché esagero con le calamità naturali, forse per il mio accento non proprio perfetto… ma guardate voi e vediamo se capite cosa può essere successo…

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