Abbiate fiducia…

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Abbiate fiducia che tutto quello che segue può essere una bella sorpresa, visto che ci lamentiamo sempre delle schifezze che succedono in Italia (per non andare a scomodare gli altri paesi). Può succedere ad esempio che fai un incidente con la tua vecchia Fiat 500 del 1970 già mezza distrutta, tenuta insieme col vinavyl e che il tipo un po’ strambo che ti ha preso in pieno, dopo un iniziale momento di “mo’ te meno fratè!” e dopo aver constatato che forse la colpa era di entrambi, sulla fiducia, non voglia vedere un documento, ma solo un numero di telefono che potevo pure dargli sbagliato e mi accompagni a lavorare, con la promessa che avrei saldato il danno alla sua macchina (che ho puntualmente fatto oggi).

La fiducia (e la pazienza) dei vigili urbani che chiamati per fare i rilievi dell’incidente, non sono arrivati subito e quindi ce ne siamo andati senza avvertirli, e quando ci hanno chiamato, ci siamo scusati, dicendo che ci eravamo messi d’accordo e che dovevamo entrambi andare a lavorare. “Se ricapita, tra più di 100 anni mi auguro, avvertiteci magari che così non si fa un viaggio a vuoto”, ci ha gentilmente detto al telefono il vigile, fidandosi del fato e della nostra buona educazione futura…

La fiducia di un extracomunitario che vende calzini, che vedendomi spingere la macchina inutilmente, si è avvicinato e mi ha chiesto se volevo una mano. L’ho fatto spingere per un centinaio di metri, poi visto che la macchina non partiva l’ho parcheggiata in uno spiazzo e gli ho chiesto di rimanere lì a controllare che non mi fregassero la roba dalla macchina (tra cui un portatile) mentre andavo a fare un bancomat.

Acchiappatela al volo…

La mia fiducia immensa improvvisa verso uno sconosciuto, ma che non si è minimamente preoccupato di aiutarmi lasciando la SUA roba per terra. Quanto si aspettava che gli dessi, per non prendere il portatile e andarsene? Invece è stato lì dieci minuti con i suoi calzini di seconda scelta in terra dall’altra parte della strada, in attesa dei suoi 10 euro di mancia. “Che Dio ti benedica” e se ne è andato chissà dove, sulla fiducia…

La fiducia del conducente del carro attrezzi, che dopo avermi portato la macchina a destinazione (un carrozziere che poteva essere chiunque), è andato a parcheggiare da tutt’altra parte perché bloccava il traffico, in attesa che gli pagassi il servizio. Potevo benissimo chiudere la macchina in garage e andarmene, ma mi ha aspettato 5 minuti e sono andato a pagarlo, fiducioso che mi facesse la fattura e così è stato…

La piacevole sensazione che mentre sei a spingere (ancora maremma maiala.. che giornatina!) la macchina per metterla in garage e  sulla salita, ti si affianca un signore anziano sorridente che ti aiuta e poi senza dire nulla sparisce senza nemmeno darti il tempo di ringraziarlo…

La mia fiducia verso il prossimo, nel lasciare la macchina con le chiavi nel quadro, parcheggiata davanti alla saracinesca di un garage chiuso perché sono arrivato tardi e andarmene a casa. Per nulla sorpreso, quando alle 15:30 è squillato il telefono e il meccanico mi ha detto che la macchina era già sotto i ferri…

Insomma oggi anche se è stata una giornata di merda, sono stato piacevolmente sommerso da un’ondata di fiducia nel prossimo che mi ha aiutato a galleggiare in questo mare di merda che, seppur a tratti calduccina e da un bel  color cioccolato, è pur sempre merda, fidatevi.

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