Proposta alternativa al “Fertility day”

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Visti i recenti sviluppi sul “Fertility day” (ma non era meglio “giorno della fertilità?”) e delle polemiche che hanno invaso i social media, rispolvero un’idea che ebbi tempo fa quando avevo velleità politiche. Un’idea per rendere la gravidanza, un piacere, una gioia, un diritto e non un peso (in tutti i sensi) da portarsi dietro che può causare licenziamenti, divorzi, accuse di non voler procreare e quindi dare in mano il paese alle orde di extracomunitari che in pochi anni azzereranno la razza ariana (almeno secondo certe fonti) ecc ecc. Quello che scrivo è una proposta, che avrà sicuramente delle pecche, e quindi sono qui a discuterne liberamente. Si accettano consigli.

Prima di tutto farei una legge che imponga al datore di lavoro di stipendiare l’impiegata (operaia, o quello che è) durante l’ultimo mese di gravidanza, e per DUE anni dopo il parto. Mi direte: “ma guarda che già lo deve fare”. Si ma io intendo che la donna in questione stia a casa e NON vada a lavoro.

“Si ma allora il datore di lavoro se si trova ad avere 10 dipendenti donne e 8 vanno in maternità, fallisce di sicuro”.

Certo, infatti serve un’altra legge. Il mese prima del parto e i 24 successivi, cosa succede? Metà stipendio glielo riconosce lo stato. L’altra metà, si dà ad un giovane neo assunto che deve fare esperienza e si fa lavorare per due anni.

Passati i due anni, la mamma può scegliere di rientrare a lavoro, e quindi il suo giovane sostituto/a se ne torna a fare altri lavoretti (tanto ancora è molto giovane) OPPURE la mamma decide di rimanere a casa un altro anno, questa volta pero’ a metà stipendio, e quindi chi l’ha sostituita prenderebbe lo stipendio pieno. Ovviamente per il datore di lavoro, ci sarebbero pesanti sgravi fiscali per sostenere questo tipo di assunzione.

I vantaggi per la madre:

potrebbe stare vicino al bambino durante gli anni più delicati della crescita, evitare eventuali costi di asili nido, babysitter, infarti dei nonni, permessi dal lavoro,  avere a disposizione denaro dello stipendio per sostenere la maggiore spesa familiare che si verrebbe a creare.

Vantaggi per il datore di lavoro:

Non dovrebbe licenziare nessuno, oppure eviterebbe di assumere solo donne in età  da menopausa, o far firmare antipatiche (e illegali) pratiche di licenziamenti in bianco. Avrebbe un ricambio fresco di lavoratori, ogni tanto, che potrebbe anche essere uno svantaggio perchè perderebbe l’esperienza acquisita dei dipendenti, ma moltissimi lavori di ufficio o di fabbrica si possono delegare facilmente a sostituti temporanei.

Vantaggi per i giovani disoccupati

Trovano un impiego, anche se temporaneo. Un impiego che può durare anche tre anni, di cui l’ultimo a stipendio pieno. Un impiego che fa curriculum e che può servire a rimanere in azienda, o a trovare un lavoro simile.

Vantaggi per lo stato:

Lo stato (cioè noi tutti) cosa ci guadagna? Sarebbe un costo enorme, sborsare metà stipendio a tutte le  neo mamme per 25 mesi? Calcolando che nascono 500.000 bambini l’anno e prendendo ad esempio uno stipendio netto di 1500 euro mensili (quindi 750 euro), la spesa annuale sarebbe di circa 10/11 miliardi di euro, che non è una cifra altissima. Si potrebbe integrare la minore entrata fiscale, togliendo gli assegni familiari solo in questo caso, e scendere di qualche miliardo. Una manovrina fiscale come ne abbiamo viste tante, che non creerebbe disagi per nessuno. Lo stipendio percepito in maternità andrebbe in maggior spesa, quindi IVA, e lo stato recupererebbe altri soldi. Sicuramente ci guadagneremmo tutti in relax, tempo libero, reazioni a catena dovute a smettere di giostrarsi la vita dietro ad orari di lavoro coi neonati.

Ovviamente tutto questo è facoltativo. Se una mamma decidesse di non avvalersi della legge, potrebbe farlo e gestirsi i figli come meglio crede.
E per chi fa un lavoro senza stipendio fisso? I liberi professionisti? Un avvocato, una tassista, un’ attrice?

Si potrebbe prendere i suoi ultimi cinque 730 (unico), farne una media e tirarci fuori uno stipendio. Così le furbette che non dichiarano i compensi nei modelli unici precedenti, sarebbero incentivate a dichiarare tutti i redditi. Poi oh, questa è una proposta embrionale. Funzionasse già per le lavoratrici dipendenti, sarebbe fantastico.

Io l’ho buttata lì, cosa ne pensate? Fatemi sapere che poi sento Dibba e gliela faccio leggere!!1111!!11kasta 😉

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