Recensito il recensore…

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Questo articolo, dopo pressanti richieste da parte della diretta interessata che volevo sostenere, è stato modificato in tal modo da non rendere più riconoscibile lei, e le persone che le hanno causato un torto. Sono contrario a autocensurarmi, ma è la diretta interessata che me lo ha chiesto perchè tutto questo la stava più danneggiando che altro. Siamo a questi livelli. Uno denuncia un sopruso e una minaccia, e poi subisce altre minacce e deve fare finta che non sia successo nulla. Ormai questo articolo ha poco senso. Lo lascio perchè ci ho perso tempo e perchè ci sono alcune riflessioni in cui credo sempre. Se volete delucidazioni, chiedete in privato e vi saranno date.

Stavo per andare a letto presto ieri notte quando verso le 23:00 leggo su facebook (maledetto te e chi ti ha concepito!) un post di un’amica, che si lamenta di qualcosa che le è successo e pubblica degli screenshots di conversazioni private tra lei e un paio di persone. Sono curioso più di un micio davanti ad un buco nel muro e vado a leggere. Ah, premetto che questa ragazza è laureata in lettere moderne, scrive su varie riviste online di cinema e teatro e sta facendo un master in critica giornalistica e che non ho nessun legame di parentela o intimo con lei.

Cosa è successo:

Va a vedere un film “low budget” scritto e diretto da un certo CENSORED, che non conoscevo fino a ieri. Scrive la critica e la pubblica post approvazione della sua responsabile. La critica non è benevola, è una critica che riporta ovviamente quello che lei ha sentito, provato, visto. Usa dei giochi di parole per smorzare i toni, per non essere troppo dura, e in alcuni punti addirittura elogia il lavoro del regista e degli attori ma purtroppo non basta a renderla soddisfatta.

La recensione era questa:

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Allora, la recensione originale, a causa di evidenti e insistenti richieste da parte del sito originale dove era stata pubblicata, è stata rimossa, anche per non far alterare ancora di più il regista che sennò non ci dorme la notte per aver letto “troppa carne al fuoco e si sente puzza di bruciato”. Quindi non la potete più leggere qui ma se volete ve la mando in privato cosi’ non pensate che scrivo bufale.

Insomma, nessuna offesa, nessun “veleno” nessuna malafede. Una critica negativa, forse un po’ troppo “consapevole” diciamo, a cui gli artisti sono abituati, ci campano, ci si attaccano per migliorarsi magari, oppure gentilmente ed educatamente chiedono lumi e cercano di capire cosa non hanno saputo trasmettere. Io almeno faccio così. Se scrivo una cosa, se giro un video se recito un monologo e uno spettatore (magari pure più di uno come in questo caso) non capisce, non ride, non si commuove, non è che la prima cosa che mi viene in mente è: “ma questo non ha capito il mio genio, la mia vena umoristica, la mia satira, questo è un coglione!” Ma magari mi chiedo se potevo scriverlo, o interpretarlo meglio, oppure resto della mia idea, lo mando a quel paese dentro di me, ma evito di scrivergli in privato che LUI non ha capito nulla e che io sono il genio incompreso. Si tratta banalmente di non avere un ego smisurato o di non essere permalosi all’ennesima potenza.

Invece cosa è successo? Il giorno dopo la pubblicazione, riceve messaggi inferociti su facebook dal regista. Viene ripetutamente offesa sia nella sfera privata che professionale. il pazzo del regista arriva a pensare che c’è un “complotto” contro il suo film da parte dei suoi datori di lavoro e che è stata appositamente mandata per distruggere il suo capolavoro. Le stesse identiche cose che ha ripetuto a me il giorno dopo, condite da solite offese dopo appena 5 minuti che tentavo di capire cosa fosse successo. Ma non è finita qui. Il battibecco privato, rimane privato (anche se le chat salvate ci sono se volete) le offese rimangono in privato e le richieste di rimuovere o cambiare la recensione rimangono lì. Rimane online pure il pezzo, quindi arriva un amico del regista, tal CENSORED che non si sa quale ruolo abbia avuto nel film, che contatta la ragazza sempre su Facebook, chiedendo, prima con le buone, di modificare la recensione, e poi con le minacce che potete leggere dei due screenshot che lei ha pubblicato sulla sua pagina. Anzi no, non potete più, sennò il tipo andava in tribunale a denunciare LEI per violazione della privacy, ma forse su qualche bacheca le potete ancora trovare.

La cosa oltre che vergognosa è ridicola, perché si minaccia una giovane studentessa che sta lavorando gratis e ti sta pure facendo pubblicità, visto che nessun critico, ripeto, nessun critico, ha avuto la voglia o il tempo di andare a recensire il film. Lei viene e l’accusi di malafede e di scarsa professionalità solo perché ha fatto una critica negativa? Ma siamo impazziti? Addirittura minacciano denunce per la privacy. Insomma la ciliegina sulla torta, anzi le ciliegine, sono due: la prima è che il responsabile di redazione della ragazza CENSORED SENNO’ SI TURBANO, forse su suggerimento della direzione, non lo so, ha prima modificato il pezzo, poi ha fatto le SCUSE al regista (che il pazzo mi ha prontamente girato per farmi vedere quanto fosse figo, per poi bloccarmi senza darmi l’opportunità di dirgli quanto fosse patetico) scuse con tanto di leccata di culo finale immensa, come se lei avesse ripetutamente offeso Woody Allen in visita alla redazione.

Per me questo è ancora più grave del fatto delle minacce. Gravissimo, che un editore non difenda la sua collaboratrice, che tra parentesi aveva pure avuto il via libera per la pubblicazione dalla sua responsabile. A questo punto, le recensioni o escono tutte positive o non escono? Fatemi capire. I critici servono solo a mettere un voto positivo a qualsiasi cosa cosi’ tutto è bello tutti siamo bravi e tutti siamo artisti? Parlando col regista in chat mi pareva di essere in un film di Nanni Moretti: “vedo gente, faccio cose, e io di qui, e io di qua e io so io…” frasi partorite a caso. Ormai si premia tutti, nascono mille concorsi dove viene premiato la qualunque per la qualunque, so’ tutti bravi, so’ tutti belli, volemose bbene! E poi ci si meraviglia se gente così fa un film e pretende di essere acclamato come il genio del cinema e se non glielo dici se lo fa dire da solo e poi ti querela se mostri le prove delle minacce che ha fatto il suo amico? Queste persone devono sparire dal panorama professionale del cinema, del teatro, della poesia, e tornare a fare i filosofi dell’arte, mantenuti dal papa’ se se lo possono permettere.

Detto questo io il film non l’ho visto e non ho mai detto niente in proposito. Ho voluto scrivere questo pezzo e aiutare la ragazza, perché questo potrebbe succedere a chiunque. Chiunque ha un’obiezione da fare, chiunque voglia dire, pacatamente ed educatamente la sua. Non è morto nessuno, sia chiaro, c’è molto ma molto di peggio, ma se già a questi livelli, succede questa guerra tra poveri, non voglio nemmeno immaginare quanta merda ci venga spacciata per cioccolata ogni giorno.

Per concludere: non sono ipocrita, anche io gestisco un blog e non voglio beghe legali di sorta. Questo pezzo non contiene offese, non contiene illazioni, contiene solo fatti e mie opinioni personali. Se qualcuno si sente offeso e vorrà andare per vie legali, sentirò anche io il mio legale e se ci fossero gli estremi per andare in tribunale a far perdere tempo alla giustizia, non mi resta che togliere dei nomi da questo pezzo, anche se la cosa è proprio triste, ma queste sono le leggi che abbiamo in Italia e bisogna rispettarle, fino a che qualche mente sana non le cambierà.

 

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2 pensieri riguardo “Recensito il recensore…

  1. Come sentii una volta a Cannes dopo una proiezione stampa: “Il film non è niente di che, ma dite lo stesso che è un capolavoro”. Giornalista italiana che sfoggiava la sua ferrea volontà nel perseguire gli obiettivi di verità e informazione in dote alla sua professione. Questa vicenda per quanto mi riguarda meritava più attenzione. Amen su ogni parola!

    1. Purtroppo con le leggi in vigore non ti puoi esporre troppo, qualche fatto poi magari era ancora da chiarire, troppe figure “altolocate” tutte contro la stessa persona, insomma alla fine è stata lei a chiedermi di ridimensionare il tutto. Tutto questo non sarebbe successo se le persone contassero fino a 10 prima di parlare, scrivere e pubblicare, e parlo da entrambe le parti. Alla fine il più debole ci rimette e basta. Quello che mi dici non è una novità, ormai la critica ha dei seri problemi a farsi sentire a bassi livelli come questi, figuriamoci le pressioni che ha uno che deve fare una recensione su Repubblica o su un portale seguito da milioni di persone. Amen!

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