Anosmia… quando i sensi ti salutano e se ne vanno…

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Ho l’ANOSMIA. Omofobi all’ascolto, tranquilli: non ho niente di grave al culo. Anche se la parola comincia per “ano”, si riferisce tutto all’apparato sensoriale che sta proprio dall’altra parte. Quindi cosa è questa anosmia? La perdita del senso dell’olfatto e di conseguenza pure del gusto. Sono gemellini, vanno a braccetto, quando uno se ne va, per solidarietà se ne va pure l’altro.

Conseguenze? Tante, troppe, tutte fastidiose, alcune addirittura molto pericolose. “Accidenti e che cosa potrebbe succederti se non hai l’olfatto?!” Tanto per cominciare se in casa c’è una perdita di gas, o va a fuoco la cucina, te ne rendi conto solo dopo che sei saltato in aria oppure che sei quasi cotto al dente. E già mi sembra una bella scocciatura. Ma giusto per andare sul banale: quante volte vi siete salvati da una nottata sul cesso, o al pronto soccorso con lavanda gastrica annessa, perché aprendo un comune barattolo di maionese/sottaceti/conserva/latte/mascarpone, avete annusato che qualcosa non andava, oppure quel pomodorino ancora così bello rosso, appena l’avete appoggiato sulla lingua, l’avete sputato istant perchè rancido? Ecco, io adesso non posso accorgermene.

Mi “fido” della vista (quella che ancora è rimasta) e spero che tutto sia ancora in perfetta forma organica. Ieri notte qualcosa deve essermi sfuggito però, perché stamattina la sorpresa sul cesso si è manifestata in tutto il suo splendore, ma per fortuna gli effetti collaterali dei miasmi non li calcolo proprio. Ma agli aspetti positivi ci arrivo dopo.

Il cibo:
è diventato tutto cartone/plastica/legno. Qualsiasi cosa mangi, la sento come avessi la gomma arabica in bocca, un pezzo di giornale. Sento solo se è salato o dolce ma non riconoscerei uno stracchino dal vinavil, un caprino dalla coccoina (mmm buona che era, la mangiavo sul serio) una banana da un platano, un panino da una spugna. Niente odore di caffè al risveglio, niente odore di pane appena fatto, niente “hmm che profumino di buono”. Niente.

Questo è davvero triste, non quando mi dicono “ma sei vegetariano? Che triste che mangi sempre le solite cose”. A parte la cazzata delle “solite cose” (invece la fettina fatta in 12 modi diversi ma che rimane sempre fettina no è??) la tristezza vera è non riuscire a sentire la differenza di quello che ti passa dalla bocca. Compresi i liquidi.

Un Brunello di Montalcino, pare acqua del Tevere, una boccia di Christal d’annata mi pare l’acqua Tesorino, un passito di Pantelleria va già come un Chinotto sgasato. Quindi per me, fino a che le cose non tornano normali, niente ristoranti, niente vino, niente prelibatezze. Sto a pasta cotta e mangiata così come sta, con un po’ d’olio giusto per mandarla giù meglio, peperoncino (di quello sento solo il bruciore, li mortacci sua) e soia per “insaporire” il tutto. Pane, che mi dà soddisfazione a livello di masticatura, e le solite verdure che per me paiono tutte robe ripiene di acqua con cui mi disseto e basta.

Igiene personale:
Certo se uno si lava tutti i giorni (rischiando la rivolta della pelle) o quasi, non ci dovrebbero essere problemi, ma vi è mai successo di esservi lavati e incredibilmente alla prima sudatina, lasciare una scia di misto baule in cantina/cane fradicio che vi si sente da 12 metri? Ecco, senza l’olfatto potrete andare in giro a testa alta anche se intorno a voi farete il vuoto, soprattutto sui mezzi pubblici. Lo stesso vale per il puzzo di piedi ma quello è un problema che si verificherà solo con amanti/mogli/trombamiche.

Sesso:
Chi non si lava scrupolosamente le parti intime soprattutto prima di fare sesso, andrebbe lapidato sulla pubblica piazza, ma a parte questo, almeno per me, l’eccitazione è dovuta anche e soprattutto agli odori se piacevoli, alla cilecca tremenda se spiacevoli. Ascelle, fiato, organi genitali… Lavatevi e curatevi! Il buon odore dei capelli, della pelle, del sesso insomma… Senza diventa tutto più meccanico, più asettico come se fossimo rinchiusi in una tuta di cellophane con un buco davanti. E ciò mi causa un suicidio ormonale di massa. Quindi per adesso via di youporn insomma.

Aspetti positivi:
Ce ne sarebbero se uno, purtroppo, continuasse ad avere questo disturbo per tanto tempo. Ad esempio potrei trovare lavoro presso le fogne di Calcutta, o a Malagrotta, in una azienda di concimi animali, all’Ilva di Taranto o anche in tutta Taranto, così non sentirei la diossina nell’aria… Già che bischero, quella non si sente nemmeno con il naso a posto, quindi no, Taranto la scarto.

Potrei invece fare il netturbino e diventerebbe più o meno come fare il giardiniere, lavorare con gli auto spurghi sarebbe come fare l’idraulico. In casa la maledetta lettiera del gatto (fa una cacca che sfora tutte le gradazioni dei puzzometri) non sarebbe più un motivo di litigio con la moglie. Che poi, apro parentesi, io ho un gatto che se ne va fuori, esce quando gli pare, siamo circondati da ettari di terreno verde ma lui è abitudinario… se non ci caca in casa non è contento. Fuori si vede che si intimidisce, è più forte di lui.

Quindi ogni tanto corriamo fuori in giardino per respirare dopo che il grazioso micetto ha lasciato andare uno stronzo a misura umana che emana afrori pericolosi all’inalazione manco fosse acido solforico. Ecco senza olfatto, il gatto tornerebbe ad essere il mio animale preferito.
Anche se pure la nostra di cacca non è male eh? Specie se uno è carnivoro… però non è che posso costringere la moglie ad andare a cacare in giardino sotto il nespolo, quindi basta aprire le finestre e far areare i locali prima di soggiornare.

In ascensore non dovrei trattenere il respiro ogni volta che ci sono altre persone o sul bus pieno non avrei niente da eccepire se qualcuno non si lava le ascelle da Natale o quando incontri quei simpatici barboni che hanno gli stessi vestiti addosso da quando sono adolescenti ed emanano quella gustosa fragranza piscio/bitume che tanto ci rallegra i pomeriggi sui mezzi pubblici.

Direi che gli aspetti positivi sono finiti. Se qualcuno ne avesse altri me li faccia sapere così cercherei di allietare un po’ di più questo periodo triste. In tutto questo, il raffreddore ancora non se ne va anche se mi sono riempito di ogni medicinale disponibile sul mercato internazionale, che ogni volta che do un colpo di tosse guarisco qualcuno. Cominciano a chiamarmi “il messia”. Tra un po’ apro un sito internet e curo la gente via mail. Attenzione. (e non sarei manco il primo).

L’idiota di cui sopra del link ci sta provando con me… Anzi con “Salvatore Riina”, perchè quando mi ha scritto la prima volta, nel form ho compilato tutto con questo nome, e ogni giorno mi arriva una mail indirizzata al “Caro Salvatore…” dove mi dice che ha grandi previsioni per il mio futuro… Magari poi faccio un post anche per questo buffone. Per adesso vi saluto e speriamo mi tornino i sensi!

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