Panem e circenses… ma soprattutto pane!

Condividi:

Sono ormai sette anni che il panettiere sotto casa non mi vede più (e nemmeno mi saluta più). Perchè? Sono sette anni e passa che non mi vede comprare pane. Come mai? Perchè con 60 euro mi sono comprato la MACCHINA DEL PANE.

20160204_234738

20160204_234745

Quando l’ho comprata era ancora un aggeggio strano, che anche io reputavo per fissati newage o vegani incalliti o nerd alimentari, ma invece niente di tutto questo. E’ un elettrodomestico divertente e semplice per avere il pane in casa quando vuoi. In commercio ce ne sono di vari modelli. Io presi ovviamente quello più economico.

Cosa ha di diverso dagli altri? Ve lo spiego subito.

La marca è quasi indifferente, sono praticamente tutti uguali questi fatti a bauletto. Qualcuno ha qualche funzione in più, tipo il timer, che il mio non ha e potrebbe essere molto utile se vi avventurate nel “poolish” che spiegherò più avanti di cosa si tratta. Se invece volete divertirvi a creare il vostro pane con gli ingredienti che volete voi, con 60 euro circa passa la paura.

Qualcuno mi chiede: “ma ci vuole troppo tempo”. Niente di più falso. Ci vuole molto più tempo a vestirsi, scendere in strada (se il panettiere sta vicino), magari piove, prendere il bigliettino, attendere il tuo turno, assistere alle proteste e invettive contro il governo dei vari pensionati presenti, rischiare il borseggio, rischiare che se l’ora è tarda ci sia rimasto solo il pane di ieri o quello che costa 79 euro al kg, in offerta. Oppure se tutto va bene, rischi che il pane che ti vendono viene da chissà dove, l’hanno cotto con legna dipinte al piombo, provenienti da bare riesumate, con troppo zucchero, troppo sale, grano ammuffito, ogm, tua sorella e via dicendo. Poi devi ritornare a casa. “Ma io vado al supermercato e lo compro lì”. Ok, ma non ti azzardare a metterli in tavola se vengo a mangiare da te, quei cosi nei preservativi bucherellati che vendono per pane, grazie.

Quindi il tempo non è un deterrente. Per fare il pane ci vogliono 10 minuti scarsi di preparazione, se lo fai col metodo “fast” e 25/30 di cottura se inforni l’impasto. Se invece vuoi svegliarti la mattina col profumo più buono del mondo, lasci tutti gli ingredienti dentro al cestello, imposti il timer e vai a nanna.

La macchina cosa fa di preciso? Metti tutto nel cestello, premi il pulsante relativo al programma più consono e aspetti. Lei impasta, scalda leggermente per far lievitare meglio e poi cuoce. Il risultato è un bauletto, il pane a “cassetta” che a me sinceramente dopo qualche mese aveva già stufato, quindi ho subito optato per togliere il pane dalla macchina dopo la lievitazione, dargli la forma che mi pare e piace e metterlo nel forno. Se invece volete lasciarlo a cuocere in macchina vi consiglio la tecnica del “ribaltamento”, così lo cuocete bene da entrambi i lati, perchè la cottura avviene per induzione quindi sopra non essendoci niente a contatto cuocerebbe meno. Quindi armatevi di ferro da calza della nonna, a circa 10 min da fine cottura togliete il pane dal cestello (occhio a non bruciarvi) ci infilate il ferro nella parte posteriore e poi lo ribaltate. Richiudete il tutto e aspettate un altro po’.

ribaltamento2

La macchina non è rumorosa, almeno il modello che ho io non lo è. La manutenzione è nulla. In sette anni mai avuto un problema. Solo il cestello mi sa che necessita di essere sostituito perchè il teflon si è graffiato. Se ne trovano in commercio sfusi quanti ne volete, così come la paletta che si stacca per essere pulita.

Ci sono modelli più costosi perchè più capienti, con più funzioni, doppi alloggiamenti, allarmi, ma se siete curiosi datemi retta: comprate quella che costa meno e divertitevi. Poi se ci prendete gusto a panificare vi fate una bella impastatrice o il Bimbi e andrete nell’olimpo dei panettieri.

Il consumo elettrico della mia? Basso. Nella fase di impasto consuma come una lampadina da 75W, nella fase di cottura arriva a 480W, che saranno meno in estate ovviamente. Praticamente per fare una pagnotta da 500g si consuma 0,5 Kw e si spende tra materiali e elettricità 0,8 cent al kg che mi pare un bel guadagno, senza calcolare la salute e il divertimento. Io panifico con noci, zenzero, peperoncino, semi di girasole, castagne, mandorle, farine di ogni tipo, volendo ci si sbizzarrisce.

Questa è la mia ricetta per il pane che faccio da tanti anni. Ribadisco: è la MIA ricetta, cioè a me come viene mi piace, se poi trovate altri metodi, anche migliori, tanto di guadagnato.

Allora prendiamo 500 g di farine:

50g farina grano duro biologica tipo 0
200g farina integrale (con semini meglio)
150g farina manitoba (lo so è doppio 00 ma è potente e lievita meglio
100g farina di farro (che mi faccio da solo col mulino hawos)

20160204_234509

Se non ho la farina di farro aumento quella integrale, ma è raro che lo faccia con sola farina di grano duro tipo 0.

D’estate va bene 350 ml di acqua a temperatura ambiente. D’inverno meglio tiepida e scioglierci dentro 5 g di lievito secco o mezzo panetto fresco. L’acqua aumenta se si aumenta la farina integrale o di farro, perchè assorbono di più l’umidità.

Un misurino di zucchero di canna o di palma o un cucchiaino di miele, insomma qualche zucchero per attivare il lievito ci vuole. Scioglietelo nell’acqua rimestando un po’.

Buttateci la farina.

15g olio evo.

20160204_234717

Date il via all’impasto. Dopo un quarto d’ora circa vedrete che fara’ una pausa e un biiiip. Questo è il momento di metterci il sale (da molto fastidio alla lievitazione) e quello che volete. Io metto zenzero a fettine piccolissime, e semi vari misti.

20160204_235650

Se li mettete all’inizio cambia pochissimo, disturba un minimo la lievitazione ma roba da niente. Io da qualche anno metto tutto insieme e arrivederci.

20160204_235203

Chiudo il portello e aspetto i 10 biiiiip (e i 90 minuti) che mi avvertono che è arrivato il momento di infornare. Preparo la teglia con una spolveratina di farina normale e di mais per areare. Faccio panini, due pagnotte, una sola, sfilatino… come mi gira. Inforno a 200° per una mezz’oretta insieme ad una pentola d’acqua (ma ultimamente anche senza quella). Se volete fare i super professional fate ri-lievitare in forno a 40° per una mezz’oretta coprendo tutto con un canovaccio umido.Ecco l’ultimo arrivato in famiglia.

20160205_022200

20160205_022149

20160205_014311

20160205_013907

20160210_130722

20160210_130731

E’ digeribile anche con 5g di lievito, ma se proprio non lo tollerate c’è il “poolish”: 100g Acqua tiepida (30° circa), 0,5g di lievito di birra, zucchero, 100g farina manitoba. Lasciate tutto lì per 8 ore coperto con pellicola o canovaccio umido. Quando si sono formate le bollicine ed è lievitato un bel po’, potete aggiungere la farina rimanente, gli ingredienti rimanenti e lasciate lievitare ancora.

Quindi non resta che salutarvi e augurarvi buon appetito!

Condividi:

Lascia un commento