Arrivano i “ROBOTTONI”! Armatevi e partite! (col pieno)

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I Robottoni mi hanno sempre affascinato e ci ho sempre giocato fino a quando non mi sono sentito ridicolo. Quindi ho cercato di modificare il tipo di gioco che facevo, creando qualcosa di simile ma che non mi facesse sentire strano. Ho sempre giocato a tutto quello che era giocabile, nelle mie possibilità. Giocare per me è mantenere il cervello in forma, sfida, divertimento, adrenalina anche quando c’è da passare da Parco della Vittoria o Viale dei giardini e sopra ci sono due alberghi, oppure attaccare con un solo carrarmatino rosso, la Kamchatka, vedendo che lì ce ne sono 5.

Via via che crescevo volevo di più, giochi più complessi, più diversificati nelle opzioni disponibili, che mi facevano sognare. Col PC di possibilità ce ne sono tantissime ma vuoi mettere toccare con mano qualche riproduzione in miniatura? Muovere il tuo alter ego su un tabellone colorato? Tirare dadi? E’ molto molto più divertente.

I robot e tutto quello che concerne lo spazio, il futuro, la tecnologia, mi ha sempre affascinato tantissimo. Sono cresciuto con Go Nagai, Miyazaki, Micronauti e tutto quello che il Giappone post- atomico ci mandava. La mia passione per la scrittura e “inventare” un po’ per scherzo un po’ per una speranza che prima o poi una mia invenzione mi potesse far guadagnare anche qualcosa, mi ha portato a scrivere questo prototipo di gioco da tavolo “ROBOTTONI”.

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La prima versione era molto realistica, robot in un’arena che se le davano con armi stile Jeeg Robot, Goldrake, missili centrali, lame rotanti e via dicendo. A me divertiva, il sistema di gioco era molto semplice con gli esagoni e i movimenti a turni. Una scheda del robot con gli arti che si potevano migliorare, tagliare, rattoppare, era da riempire con i dati e le armi che con un budget iniziale si dovevano comprare. I primi playtest con gli amici di sempre erano risultati divertenti anche se un po’ laboriosi nel set up iniziale.

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Però eravamo noi, amici, esperti, contenti di giocare a qualcosa che conoscevamo bene. Ma per chi non era avvezzo ai vari Dungeons&Dragons? Matite, gomme e dati da segnare sulla scheda per personaggio?

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Decisi di testarlo con altri appassionati a Roma, prima con Autori in Gioco, la fiera che ogni anno Marco Piola Caselli organizza , poi al Viktorian Monkey e Mjolnir game due locali dove si va a bere e giocare, e qui decisi che gomme, matite e punti ferita, dovevano sparire dal regolamento. Nacque Robottoni 2.0 anche grazie anche ai preziosi suggerimenti di Marco Maru del Viktorian Monkey. Gli arti dei robot diventarono carte: TESTA, TRONCO, BRACCIA e GAMBE. Niente più plancia di comando, e soprattutto l’ambientazione da seria e un po’ gioco di ruolo, diventò buffa, ironica, più realistica per componenti, armi e meccaniche di gioco.

Un esempio di qualche componente con cui potrete assemblare il robot (VA= valore attacco, VD=valore difesa, PA punti assemblaggio):

Testa Pentium MMX 180 Mhz COSTO: 5 PA BONUS: +3 VA o VD a scelta
Testa 486 Dx 100 Mhz COSTO: 3 PA BONUS: +2 VA
Testa 286 Sx 25 Mhz COSTO: 1 PA Nessuna modifica

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Gambe F1 supertank 2000 Cc Turbo BONUS: +3 PC + 2 Movimento base COSTO: 5 PA
Gambe Station Wagon 1000 Cc BONUS: +2 PC COSTO: 3 PA
Gambe Economy Diesel 500 Cc 0 COSTO: 1 PA

gambe

 

Come vedete c’è un po’ di anni ’80 e anni ’90, per attirare anche un pubblico più maturo. E c’è anche un po’ di Visual Game da cui ho fregato le carte per il prototipo.

Quindi i robot sono assemblati alla meno peggio, vanno a gasolio, le armi sono molto “povere”: si va dai sassi pesanti, pugni e basta, balestra a ripetizione, fino ad arrivare alle temute spade al titanio rinforzato, cannoncini modello “barbanera” e razzi fischioni modello “capodanno”.

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In arena ci sono pure officine dove riparare il componente fracassato, l’armeria dove cambiare arma, punti di riparo, distributori di gasolio quando il robottone sta in riserva e ultima novità: bidoni distributori di bonus. Da questi contenitori possono venirti fuori ad esempio un paio di occhialini a raggi x (che non funzionano ma ti proteggono dagli abbaglianti che un’altro ha trovato), un puntatore laser cinese, che molto probabilmente brucerà presto il suo fusibile, una secchiata di fango da spalmare sul parabrezza altrui, lo zio politico, un drone telecomandato d’assalto per aiutarti in battaglia e pure una lattina di chinotto, per rinfrescare la mente…

 

I robot vanno a gasolio e sempre il gasolio serve per usare le armi, quindi se le armi saranno più potenti, più carburante ci vorrà. I punti carburante quindi saranno importantissimi per la meccanica di gioco.

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Tante saranno le strategie per distruggere l’avversario, non solo: vai e spara. Anche perché l’altro potrebbe non fartelo fare avendo in mano un oggetto che non conosci. Oppure hai calcolato male il carburante di riserva e proprio sul più bello la tua arma fa cilecca.

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I disegni poi renderanno il tutto molto più accattivante e quando troverò un disegnatore ufficiale (una mezza parola con un amico c’è ma è ancora tutto in forse) potrete vedere cose tipo questa:

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creata da Federico Spataro, anch’egli un playtester che mi sta aiutando.

Ho comprato da una ditta tedesca un tabellone vergine, carte normali e esagoni da dipingere da mettere in arena.

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Qui potete vedere i robottoni che prendono confidenza con l’arena ancora in via di costruzione. Speriamo che l’appalto non vada per le lunghe e che dopo il primo budget approvato non si debba ritoccarlo ogni anno come fosse la Salerno Reggio Calabria!

Ho creato anche la pagina facebook che ha già qualche decina di interessati…

Ah, i robot che vedete in foto sono un lascito di un amico delle medie, tal Leonardo Raveggi che ringrazio pubblicamente. Ne ho una sacchettata piena e questi sono una selezione. Nel gioco originale ognuno di loro aveva caratteristiche precise, e diverse a seconda del modello, con tanto di scheda accurata personale.

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Ma adesso il progetto passato è solo per “nerd” che vogliono cimentarsi in un gioco vecchia maniera. Il gioco che voglio proporre ad un editore è molto più veloce, immediato e con un po’ di carte in mano, come vanno adesso. Quindi editori che mi state leggendo, cosa aspettate? Investite un po’ di soldini in questo progetto e vedrete che il prossimo Natale facciamo meglio di Zalone! Garantito!

https://www.facebook.com/robottoni/

consigli-di-checco-zalone22

 

 

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