Poeti e poesia… Viaggi di versi a caso e prese di giro…

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Avete scritto qualche poesia e pensate di essere poeti? Tranquilli, qualcuno è in cerca di voi!

Tempo fa vidi un annuncio su una pagina web “Concorsi letterari” e spuntava questo: “Viaggi di Versi” sponsorizzato da Elio Pecora con il suo sito Poeti e Poesia. Primo premio: 1500 euro! Premi in euro e libri fino al 50° classificato! Incredibile, un’occasione per fare, finalmente, della poesia anche un piccolo lavoro per arrotondare la vita di questi poeti che, si sa, in Italia son tanti.

 

Ricchi premi e cotiones!

In Italia si scrive un bel po’ ma forse sarebbe meglio leggere di più, soprattutto qualche blog tipo il mio, che già avevano “attenzionato” il suddetto personaggio che, con la scusa del concorso, che preciso, è un concorso che esiste, anche se i vincitori rimangono sempre un po’ “anonimi”, insomma con la scusa del concorso a cui partecipano migliaia di persone, ottiene un bacino di dati sensibili immenso, che usa per contattare gli aspiranti poeti, tramite gentili signorine, facendogli fare enormi complimenti come se avessero incontrato Montale, Ungaretti e Carducci messi insieme.

La poesia che ho spedito è questa, giudicate voi:

“A chi del mar non nuoce, una sola parola duole. Navigare!

Lamenti su scogli indolenti. L’afrore delle picche sui denti.

La mia ala suprema che vola lontano dai miei occhi. Perchè? Perchè non torni?

Siamo in balia dei venti, dei lampi, delle genti. Parlami ancora di te, dei nostri silenzi, quelli che per noi Sono sempre rimasti spenti.

Silenzi.”

Il passo successivo, dopo aver lodato la poesia che i partecipanti avevano spedito al concorso (ma guarda caso non rientrata tra le prime 50 almeno nel mio caso) è quello di proporre tutta una serie di “infiocchettamenti” alla poesia per inserirla in una raccolta, in un audio libro e su una pergamena in bottiglia da regalare ai parenti.

Bellissime bottiglie con pergamena per voi poeti

Il tutto alla modica cifra di 299 euro, nel mio caso scesa di 50 euro perché avevo più volte ripetuto alla signorina che ero vedovo, disoccupato, con un figlio e con la mamma malata che aveva bisogno di cure giornaliere e quindi a causa della mia “passione” avrei licenziato l’infermiere per dare i soldi a loro e avere la mia poesia su carta.

Ripeto: non c’è nessuna truffa, questi signori cercano solo di vendervi un servizio di stampa e acquisto di altra materiale inerte. Di per se non ci sarebbe nulla da dire, ma quello che mi fa incavolare è la presa per il culo. Ho scritto due “poesie” che se vedrete il filmato qui sotto, sono valide forse per fare esperimenti su cavie umane per misurare la soglia del dolore psicologico. Invece per loro, grandi esperti, sono risultate belle, bellissime, piene di passione e meritevoli di entrare in una raccolta vendibile pure su Amazon.

I casi sono due: o io sono un gran poeta e non me ne sono accorto,oppure mi avete preso per il culo, e con me, centinaia di persone che ci sono cascate. Purtroppo ci sono “menti deboli” oppure accecate dell’ego, che per 300 euro crederebbero anche che sono i figli di Ringo, ma non ci sarebbero mai cascati se il signor Pecora avesse fatto chiamare ad una ad una tutte queste persone proponendogli una stampa della loro poesia… Insomma tutta una bella operazione commerciale “furba” per non dire di peggio…

Guardate la mia telefonata registrata e prima di dire di sì a quello che vi propongono, pensateci. Se volete pagare 300 euro siete liberissimi, ma almeno abbiate il buon senso di non credervi tutti poeti meritevoli di pubblicazione per favore.

P.s. Il video purtroppo è stato fatto un po’ “improvvisato” e anche il montaggio è solo opera mia, quindi abbiate pietà. Alzate un po’ il volume all’inizio, non avevo il video e ho preso quello del telefono, poi migliora.

Buona visione.

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Un pensiero riguardo “Poeti e poesia… Viaggi di versi a caso e prese di giro…

  1. Ho partecipato anche io a questo concorso, poiché avevo trovato interessante il fatto che il concorso fosse curato dal poeta Elio Pecora, e che fosse gratuito, nonostante il premio in denaro. Se c’è una cosa che ho però imparato in tutti questi anni di partecipazione a concorsi letterari, in cui è previsto un premio in denaro, è che la graduatoria finale, stilata da una giuria il cui giudizio è insindacabile (lo è davvero, ma non sempre per motivi letterari), in realtà è decisa a priori. D’altronde, se si pensa che i soldi li debbano mettere gli sponsor o anche gli stessi autori (sotto forma di “spese di segreteria”), risulta evidente come sempre più spesso questi concorsi possano essere manipolati dall’interno. Tra l’altro, è capitato anche a me, in questa VIII edizione del concorso, di ricevere una telefonata in cui un addetto alla segreteria del Premio ‘adulava’ me con parole di apprezzamento verso la poesia con la quale stavo partecipando al concorso. Naturalmente il tutto mirato a farmi sottoscrivere un contratto editoriale per una raccolta delle migliori poesie presentate al concorso; tuttavia, ad insospettirmi, non è stato l’aver apprezzato la mia poesia (… beh, anche XD), ma soprattutto il fatto di aver selezionato queste poesie comunque meritevoli di pubblicazione ancor prima della chiusura del bando! Ad ogni modo, il mio non vuole essere un attacco a questo determinato concorso, bensì una manifestazione della mia ‘rassegnazione’ letteraria. Partecipo a concorsi letterari da quando avevo 17 anni e, personalmente, ho a che fare con i numeri e le statistiche quasi ogni giorno. Questo mio malessere è, però, dovuto alla considerazione che, ahimè, ha la poesia qui in Italia: è davvero possibile amare un genere letterario, senza fini, liberi da qualsivoglia forma di “raccomandazione”? Parecchi anni fa, partecipai ad un premio organizzato da una Associazione Culturale. Ottenni come riconoscimento una segnalazione di merito, ma non rimasi male per questo: rimasi sconvolta quando un poeta si avvicinò a me, dapprima per congratularsi, successivamente per chiedermi chi conoscessi della Giuria. Risposi nessuno, dal momento che io fuggo questi ambienti da sempre. Lui mi spiegò che spesso, quando ci sono premi in denaro, un membro della giuria di un concorso letterario partecipa al concorso indetto da un’altra associazione, così da “scambiarsi” il premio. Lui era membro di una organizzazione in Toscana, se non erro. Lui si classificò al primo posto in quel concorso. A volte penso che davvero le poesie siano destinate a rimanere chiuse in un cassetto. A volte penso che sia meglio occuparsi di numeri e non di parole, poiché queste possono ingannare. In fondo, come scrisse Pessoa, anche “o poeta é um fingidor”…

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