Andiamo a Rainbow Mag… cioè Cinecittà World!

Rainbow magic land? Insomma, quasi, ecco perché.

Nelle sperdute lande pontine, ecco sorgere dal nulla “Cinecittà world” un altro parco di divertimenti a tema. Il tema, per i duri di comprendonio è il cinema. Un amico tempo fa mi disse che non aveva niente da invidiare agli Studios di Los Angeles. Forse o non c’è mai stato, o si era sbagliato ed era al Luneur quando era ancora aperto, o forse quel giorno a Los Angeles c’èra la nebbia fitta fitta.

Il parco è facilmente raggiungibile da Roma. Appena imboccata la pontina dopo qualche km si giunge a destinazione. Arrivati all’ampio parcheggio si ha la prima sorpresa: 5 euro da pagare. Il gentile posteggiatore ci fa notare che la prima mezz’ora è gratis. Ah si? Ottimo, potrei andare a pisciare dietro la staccionata e tornarmene a Roma.

Una trovata geniale insomma. Già questo particolare mi ha messo in allarme. Arrivo alle casse. Costo del biglietto euro 29. Se hai meno 10 anni 23 euro. Ho provato a spacciarmi per un ottenne ma la barba mi ha tradito. Se entri dopo le 18, ti fanno 18 euro. E se entro dopo le 19 sono 19 euro? Non c’era scritto. In effetti col senno di poi, entrare dopo le 18 è fattibilissimo, perché in 4 ore ti vedi tutto il parco quattro volte se non c’è tanta gente.

E oggi (sabato) non c’è quasi nessuno alle ore 12. A fine giornata posso dirvi che il parcheggio era quasi vuoto. Pochissime persone a fare la fila, ho piu’ volte fatto le attrazioni senza aspettare oltre di 5 minuti, che è una pacchia per il visitatore, un po’ meno per il proprietario, ma a tuto c’è un perché. Vediamo questi perché.

Pagato il biglietto, si entra da sotto una scenografia che ritrae una grande bocca e altri inservienti ci accolgono. Noto subito la stragrande quantità di lavoratori. Ci sono più addetti ai vari settori del parco che visitatori. Tantissimi, direi troppi, hanno assunto mezza Roma! Il parco, forse anche per questo, è pulitissimo, anche troppo. Come a Rainbow magic land è tutto stra-finto-plastica-case finte-animali-finti.

La cittadina del vecchio West con le musiche di Morricone ti acchiappa per non più di due minuti, cioè fino a quando fai per entrare nel saloon e le porte le prendi in faccia perché non si aprono, la carrozza non ha i cavalli, non c’è nessun figurante vestito d’epoca, in terra c’è il cemento “sabbiato” e le finestre sono dipinte. Anche New York è “poverina”, e basta sbirciare dietro un palazzo per vedere il lato B delle finte costruzioni. Insomma non ci si crede nemmeno impegnandoci a fondo.

Sparsi per il parco, vari ristoranti a tema, tre mi pare. In uno ci ho mangiato, il “Charleston bar” molto curato, ma pizza orrida. Conto nella norma. Al “Messogiorno di fuoco” era impossibile mangiare per un vegetariano, quindi non li ho calcolati. Un paio di bar con le solite pizze al taglio che non erano molto invitanti.

A metà parco hanno costruito un palco per le esibizioni, i concerti. Davanti, dei simpatici giochi d’acqua e fontanelle mobili che divertono grandi e piccini, oltre a rinfrescare. Molto “ad effetto” il palco ma non credo che abbia una bella acustica messo in alto in quel modo con sotto il vuoto, tutto foderato di lamiera…

Ma passiamo alle attrazioni.

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Erawan

ERAWAN the lost temple: un gigantesco elefante contiene una torre alta 50 metri da cui ti fanno precipitare. La copia che c’è a Rainbow, cambia solo la scenografia. Con due varianti però che ho apprezzato: la seduta a 30° verso il basso e in piedi! Le ho fatte tutte e devo dire che è molto, molto emozionante. Da provare assolutamente.

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Altair

ALTAIR: Cioè le montagne russe (le stesse di Rainbow). Una grande astronave, realizzata anche bene… da lontano. Poi ti avvicini e vedi che sono le fondamenta di un palazzo in cemento ricoperte di plastica. Peccato, altra occasione sprecata. L’attrazione però è molto potente, duratura e emozionante. Per chi ama le montagne russe, da fare assolutamente piu’ volte.

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Aktium

 

AKTIUM: (o i tronchi nelle cascate come a Rainbow) Divertente. Ci si bagna un po’ ma è da rifare, soprattutto nelle giornate afose. Atmosfera Roma antica… zero ovviamente.

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Darkmar

DARKMARE: Hanno preso l’inferno di Dante e ci hanno costruito una giostra intorno. Peccato che c’era già a Rainbow quella che va al buio. Qui pero’ non corre all’incontrario ma va normale, solo che alla fine… sorpresa! Non vi anticipo niente ma il finale è una piccola novità da gustare anche un paio di volte o tre. Qui per la prima volta in vita mia ho assistito al “out of order” in diretta della giostra, meno male prima di salire.

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Spazio bimbi

SPAZIO BIMBI: Classiche tazze che girano, aerei imbalsamati per aria, e una piacevole battaglia navale a cannoni spruzzanti, dove ci si fa la doccia. Molto divertente.

Passiamo ora agli spettacoli.

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Ciak si gira, ma meglio di no…

Non ho assistito alle parate e non posso commentare. Ho assistito invece a “Come ti faccio un film” e il momento più emozionante sono stati i titoli di coda… non scherzo. Lo spettacolo è interpretato da 4 attori che seppur bravi, non sono supportati da scenografia, luci, audio, costumi, insomma è tutto “poverino” testo compreso. Tentano di creare un po’ di phatos sul mondo del cinema, i luoghi comuni classici sui produttori tirchi, il regista precisino, il montatore borgataro… macchiette insomma per uno spettacolo scialbo a cui si fa fatica ad applaudire. Da rivedere in tutto.

 

“Enigma” invece, nella portentosa sala gigante, almeno tenta di ricreare “spettacolo” fatto di suoni, immagini, laser, ballo, acrobazia. Un mix che ho gradito, un po’ ripetitivo forse e non gradevole per tutti. Io l’ho apprezzato, almeno qui si sono impegnati sia i ballerini sia gli ingegneri degli effetti laser.

Aquila IV speriamo sia affondato

“Aquila IV”: questa attrazione/spettacolo merita veramente un capitolo a parte. Innanzitutto per usufruire della magnifica esperienza bisogna prenotare! Incredibile! Quando l’ho saputo non vedevo l’ora di scoprire cosa si celava sotto questo grande tendone a forma di sommergibile della seconda guerra mondiale. Il volantino descrive che all’interno assisteremo a qualcosa di spettacolare, proprio dentro un sommergibile autentico wow! Quindi prenoto e aspetto trepidante il mio turno.

Quando scatta l’ora X mi danno un elmetto e un soldato apre il portello… entro e… mi trovo ad assistere ad una pantomima ignobile di pessimo gusto di tre poveri attori che sono qui dentro magari da 8 ore. Un cabaret da astanteria che non vedevo da tempo. Dopo uno spunto interessante di informazione reale sui motori del sommergibile… finisce tutto in caciara tra i tre attori che seguono un canovaccio e improvvisano con noi ospiti. Tutto finto tutto mal ricostruito… insomma una boiata che dura 5 minuti d’orologio di cui se ne poteva fare volentieri a meno. Risatine di circostanza e tanto imbarazzo.

In definitiva le attrazioni per adulti sono buone, ma si contano sulle dita di una mano, e non sono sufficienti per coprire il prezzo del biglietto. Il fatto che sia la copia quasi spudorata di Rainbow, solo da un’altra parte della città, rende ancora più triste la cosa. Non c’è atmosfera da parco insomma, è come andare al luna park della tua città.

Per fare un parallelo, a fine anni ’80 andai a Gardaland dove c’erano si e no 10 attrazioni non molto “prestanti”, ma l’atmosfera c’era eccome, e me lo ricordo ancora molto volentieri. Di questo parco ti ricordi il cemento, il parcheggio, e che ci sono tre attrazioni che quando scendi hai l’adrenalina in circolo. Tutto il resto si può facilmente dimenticare nel giro di poche ore.

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