Intercity notte…

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…detto anche ICN, che parte da Torino e arriva a Reggio calabria o a Lecce, in qualche caso a Palermo. L’ho preso pochi giorni fa per recarmi in puglia dove purtroppo mi aspettava un funerale. Ebbene, non ci crederete ma Firenze-Taranto in “sole” 15 ore. Credo che con lo stesso tempo avrei potuto fare Aosta-Messina in auto, anche fermandomi a mangiare un Camogli all’Autogril (lo faccio sempre più di rado visto che tutto l’apparato Autogrill è in mano ai Benetton, così come i caselli autostradali, e la cosa mi da molto fastidio, ma d’altra parte in autostrada, o ti porti il panino da casa oppure patisci la fame). Insomma parto da Firenze alle 22:30, direzione Taranto, ma per motivi logistici il treno passa per Bologna per poi prendere l’adriatica. A Bologna arrivo e la differenza di temperatura mi fa gelare… mi si gela anche il sangue nelle vene quando vedo il tabellone luminoso con su scritto: 130 minuti di ritardo. Come mai? che sarà successo? Panico. Bombe? Calamità naturali? Suicidi? No, semplicemente, il convoglio che ci doveva portare in puglia, è in manutenzione. Magari un’oliatina ai freni, che ne so, una sistematina all’impianto elettrico, una convergenza. Ovviamente sostituire la carrozza sarebbe stato troppo confortevole per i passeggeri e la controllatina si fa in diretta. Tra i passeggeri parecchi extracomunitari devo dire, ma anche tanti italiani, molti anziani. Come mai? Bè, di giorno per fare questi spostamenti ci sono solo gli “AV” (alta velocità) ma costano un occhio della testa. Arrivi in poche ore ma ti costa come una settimana alle Canarie e allora ti metti su questi vagoni dei viaggi della speranza, cioè che parti e ti dici “speriamo di arrivare!”. Nella sala di attesa non c’è posto… ossia, il posto ci sarebbe ma i tre posti disponibili che vedo, sono liberi solo perchè accanto hanno in successione: un nero enorme che russa enormemente, un vecchietto che puzza come un cassonetto e ogni tanto cade a terra mentre dorme, e per finire l’ultimo posto contiene dei liquidi misti, di colorazione varia che non sono stato troppo ad indagare. Vado a chiedere informazioni ad un tipo vestito di verde sotto i tabelloni degli orari, sempre nella sala di attesa. Sta giocando con un i-pad. “Scusi ma come mai questo ritardo?” “Non lo so” “Se prendo l’espresso per Bari, dice che mi fanno la multa?” “Non glielo so dire, io mica sono un ferroviere”. Rinuncio dal chiedergli altro anche perchè senno’ gli avrei chiesto: “Cosa cazzo ci sta a fare lei qui?” Mi avrebbe risposto sicuramente “Nulla, ho un parente in vaticano o un amante in politica… o viceversa, faccia lei”. Intanto il ritardo sale a 185′. Fortunatamente arriva il treno. Aspettiamo li sopra senza riscaldamento fino alle 4 di notte. Dopo 3 (tre) ore di ritardo finalmente si parte. Con me ci sono 5 compagni di viaggio sconosciuti che vogliono dormire e via via che il tempo passa sembra di giocare a Twister, perchè ci incastriamo le ginocchia con i piedi l’uno con l’altro in un gioco al massacro notturno. Luci di cortesia non se ne vedono, e allora non potendo leggere, fisso il buio davanti a me e cerco di dormire. Ogni tanto ci riesco, anche se i racconti dell’orrore di amici e parenti che hanno fatto quelle tratte di notte, mi mantengono vigile anche se dormo. I furti con destrezza sono il passatempo dei ladri qui. Ti addormentano profondamente anche con speciali spray soporiferi. La gente si infila le banconote nei posti più impensabili. Io, quei pochi soldi che ho, li lascio nel borsello che mi tengo a tracolla. Se uno vorrà prendermelo almeno avrà la cortesia di svegliarmi. Arriva il controllore. un ragazzo che è li con me (un poliziotto) ha la bella idea di dire: “avete pure il coraggio di chiederci il biglietto?” Il controllore che poca colpa ha di tutta sta faccenda del ritardo, giustamente si risente e ne nasce una discussione che ci toglie quel poco sonno che avevamo per le prossime due ore. In questo frangente, una donnina di Bitonto, attacca a raccontarci come sua madre negli anni ’70 si a emigrata vicino Torino e di come riuscisse a far quadrare i conti con 7 bambini. Verso le 6 di mattina, quando alcuni dormono profondamente ed albeggia, nello scompartimento comincia a salire una specie di nebbia, una nebbia odorosa di roba andata a male. Insomma, la gente digerisce quello che ha mangiato a cena e produce dei gas che ci rendono tutti ebbri. Si dorme altre due orette… Sogno anche di correre nei prati verdi delle montagne del sud tirol, ma incredibilmente pesto una merda di vacca, sempre tirolese, e mi sveglio gridando “Milka!”. Stiamo arrivando a Taranto, con un ritardi di… tre ore. Sono le 12:30… in tutto il viaggio non ha recuperato 5 minuti. Un orologio… si, peccato sia indietro di tre ore. Evviva l’itaGlia! Trenitalia, se la conosci, la eviti!

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Un pensiero riguardo “Intercity notte…

  1. Di viaggi così ne ho fatti un bel pò,ma quello che mi è rimasto più impresso è avvenuto nell’agosto del 2005.Sono partita dalla Sicilia alle 17.30 e sono arrivata a Milano alla stessa ora del giorno successivo!Dopo una notte da incubo trascorsa a sperare che non mi venisse un mal di pancia improvviso perchè il treno era stracolmo e alcuni passeggeri hanno dovuto mettere le valigie in bagno,un caldo tremendo perchè l’aria condizionata “funzionava” nel senso che usciva aria calda con più di trenta gradi fuori,alla stazione di Bologna ci hanno detto che a causa di” Guasti “avvenuti a più treni ,saremo rimasti fermi senza sapere per quanto…ricordo che ad un certo punto,il ritardo accumulato era cosi tanto che il personale delle ferrovie ha iniziato a distribuire un sacchetto con un cornetto e mezza bottiglietta d’acqua…bella consolazione,eravamo tutti inferociti e stremati…Alla fine ,oltre che della speranza è stato un viaggio della disperazione…Questa è l’Italia …purtroppo.
    Ciao fra
    Debora bellavia

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